Soldi dei cittadini per business privati: che ci fa la Manodori nell’arena Campovolo?
Da Storchi a Caiti (Telereggio) a Rcf, tutti i partner di Coopservice

3/7/2017 – A ben vedere tutto era già scritto nel bando: chiunque avesse partecipato per aggiudicarsi la gara per realizzare la maxi area degli spettacoli al Campovolo sapeva che c’era un partecipante che poteva esercitare il suo diritto di prelazione e ribaltare il tavolo, la Coopservice.
Quindi è andata come ci si aspettava: nessuno si è fatto avanti, e Coopservice si è portata a casa la posta. Non da sola, però. In campo c’è un’operazione  da circa 6 milioni di euro di cui 1,7 da finanziamenti regionali ed europei. Ai nastri di partenza un pool di partecipanti che si sono accodati a Coopservice per realizzare il progetto. Ci sono la Nial Nizzoli, che si occupa di bonifiche  e opere di nuova urbanizzazione; la Finnregg Spa, la finanziaria della famiglia di Fabio Storchi già presidente nazionale di Federmeccanica uscente, ex presidente di Confindustria Reggio Emilia; la Habita srl di Ferdinando Salzano, uno dei più grandi organizzatori di spettacoli italiani con la sua Friends&Partners; Arena Campovolo con il  manager di Luciano Ligabue, Claudio Maioli; Rcf che si occuperà, ovviamente, di amplificazione; Smart Group che, al suo interno, ha Davide Caiti, presidente di Kaiti Expansion, e Andrea Bonacini, vice presidente di Romagna musica sclr, ex candidato al consiglio regionale per il Pd;  La Taste srl di Quattro Castella operativa nel settore catering. Al progetto ha aderito anche la Fondazione Manodori – non si sa bene a quale titolo – prevedendo un coinvolgimento pari a 200 mila euro.

Arena Campovolo,rendering del progetto Coopservice: visione generale

Arena Campovolo,rendering del progetto Coopservice: visione generale

Domani ci sarà l’esame della proposta e la verifica dei contenuti dell’offerta. Poi, secondo la tempistica annunciata dal sindaco Vecchi al convegno del Rotary, una serie necessaria di autorizzazioni per aprire i cantieri già a settembre. L’obiettivi è il traguardo di metà 2018 con l’avvio di una programmazione che, forte di una struttura modulabile e capace di gestire eventi per un pubblico  da 10mila a 30mila unità – con un massimo di 100mila presenze alla volta -possa contendere gli spazi per gli spettacoli già dall’anno prossimo.

(DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA)

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