Si impicca in carcere dopo la sommossa
Due suicidi in poche ore a Reggio e Parma

27/7/2017 – Continuano a un ritmo impressionante i suicidi nelle carceri emiliani. Mercoledì mattina è stato trovato morto nella sua cella a Parma il presunto assassino del trans Luca Manici, conosciuto come Kelly, e della sua compagna argentina Gabriela altamirano. Samuele Turco, 45 anni si è impiccato con nuna corda di lenzuola alla vigili dell’incidente probatorio in programma in Tribunale a Parma. Ha lasciato un biglietto con scritto: “ora potrò raggiungerti”, riferito a Gabriela. turco era stato arrestato insieme al figlio Alessio per il duplice omicidio dal movente economico, legato all’attività di prostituzione cui era avviata l’argentina.

Samuele Turco

Samuele Turco

Per entrambi, padre e figlio, una perizia psichiatrica aveva escluso l’infermità mentale.

La notte prima, tra lunedì e martedì, un altro suicidio, questa volta nel carcere della Pulce a Reggio. A togliersi la vita, anche lui impiccato con un lenzuolo, è stato un tunisino di 28 anni: uno dei cinque detenuti che aveva iniziato una sommossa il mattino precedente. Ieri mattina doveva essere trasferito in un’altra struttura, come gli altri quattro compagni, ma gli agenti lo hanno trovato in fin di ,vita intorno alla mezzanotte. Responsabile di un omicidio, il giovane scontava una condanna sino al 2041.

Il carcere di via Settembrini a Reggio Emilia

Il carcere di via Settembrini a Reggio Emilia

Martedì mattina in cinque avevano devastato i bagni di un’area comune della casa circondariale, e lui aveva minacciato gli agenti con lame e  armi rudimentali. Dopo il principio di sommossa, il tunisino era stato portato in infermeria. Poi, tranquillizzato, è tornato in cella. Non avrebbe mai dato segni di squilibrio. Ad accorgersi del terribile gesto, gli agenti di turno: il detenuto respirava ancora quando gli hanno tolto il cappio dal collo. Ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile.

“Questa morte ci ha lasciato tutti scossi e stupiti – ha dichiarato il segretario provinciale del Sappe Michele Malorni – in considerazione di una pena così lunga l’amministrazione penitenziaria ha fatto di mttuto mper farlo sentire a suo magio: era seguito dagli piscologi e aveva un lavoro”.

“Puirtroppo – ha dichiarato alla Gazzetta di Reggio  il direttore del carcere Paolo Madonna – le risse, le aggr4essioni, l’autolesionismpo fino ai gesti più estremi capitano qui come in tutti i penitenziari italiani, che sono sempre più luoghi di disperazione. Si tratto spesso di persone straniere irregolari che non hanno alcun appoggio in Itlia, entrano illegalmente e per msopravvivere si ededicano ad attività illegali. Facciamo ogni sofrzo per alleviare la loro detenzione, ma il più delle volte sono riottosi al manrtenimento di una cponvicenza civile”.

 

 

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