Punti nascite, la Regione chiede la deroga per Sant’Anna e Magati
Le Cicogne vincono la prima battaglia

L'assessore Venturi illustra in commissione la decisione della Giunta Regionale

L’assessore Venturi illustra in commissione la decisione della Giunta Regionale

18/7/2017 – Le Cicogne e la montagna reggiana hanno vinto la battaglia del Sant’Anna. O almeno hanno vinto un round decisivo il punto nascite dell’ospedale di Castelnovo Monti  chiede la deroga al ministero per non chiudere il punto nascite. Analoga richiesta anche per il Magati di Scandiano.

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, nella riunione di ieri pomeriggio, ha deciso di chiedere al ministero della Salute “la deroga per non sospendere l’attività di assistenza al parto in sei punti nascita della rete dell’Emilia-Romagna nei quali si registrano meno di 500 parti l’anno: tre in Appennino – Castelnovo ne’ Monti, Borgo Val di Taro (Pr), Pavullo nel Frignano (Mo) -, Scandiano  in pianura e due nell’area del cratere colpita dal sisma del 2012, Mirandola (Mo) e Cento (Fe)”.

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Una richiesta analoga era stata chiesta e ottenuta dalla Regione Lombardia per i suoi ospedali in aree disagiate, ma sino a ieri la Giunta Bonaccini, pur divisa al proprio interno, non aveva voluto percorrere quella strada. Ora invece il cambio di passo, annunciato oggi dall’assessore Venturi alla commissione politiche per la salute dell’Assemblea legislativa, durante la presentazione dell’attesa relazione della commisione tecnico consultiva sui punti nascite. Il gruppo tecnico dà l’indicazione di chiedere la deroga per i due punti nascita del cratere del sisma, ma di sospendere il servizio nelle altre quattro strutture, dove a giudizio della commissione  non vi sarebbero le condizioni di sicurezza necessarie visto il numero di parti largamente inferiore ai 500 l’anno (limite fissato in sede nazionale).

Tuttavia  la decisione politica della Giunta è stata diversa.

L'assessore Venturi illustra in commissione la decisione della Giunta Regionale

L’assessore Venturi illustra in commissione la decisione della Giunta Regionale

“Voglio innanzitutto ringraziare la Commissione tecnica per il grande lavoro svolto, una analisi della rete ‘Percorso nascita’ dell’Emilia-Romagna precisa e puntuale, di estrema utilità- sottolinea Venturi-. Non sottovalutiamo certo le conclusioni a cui è arrivata la Commissione, dal momento, lo ribadiamo, che la sicurezza delle future mamme e dei nascituri è per noi la priorità assoluta. Come Giunta abbiamo però deciso di percorrere tutte le strade possibili per evitare la sospensione delle attività di assistenza al parto nei sei punti nascita e per questo chiederemo la deroga al ministero. Qualora venisse concessa – prosegue l’assessore- doteremo i punti nascita del personale necessario a garantire gli standard di sicurezza richiesti, consapevoli, in quel caso, di non aver privato i territori, a partire da quelli di montagna, di servizi importanti per i cittadini e le comunità locali.

In caso contrario- aggiunge l’assessore- prenderemo atto della decisione del ministero, ovviamente applicandola, altrettanto consapevoli di aver percorso tutte le strade possibili per evitare la sospensione del servizio di assistenza al parto, certi comunque che le strutture sanitarie di cui stiamo parlando, sulle quali stiamo investendo risorse per potenziare e innovare i servizi, saranno comunque in grado di assistere le partorienti e i loro bambini garantendo alti standard di qualità. Voglio infatti ricordare- chiude Venturi- che c’è un potenziamento dei servizi pre e post parto, con il registro delle gravidanze e l’assistenza attiva verso le donne”.

LA RELAZIONE TECNICA 

Ridefinizione dei bisogni assistenzialisicurezza delle cure e qualità dell’assistenza sono i criteri di analisi della rete Percorso nascita regionale utilizzati dalla Commissione tecnico consultiva. Rete che conta attualmente 26 punti nascita attivi, di cui 17 Spoke e 9 Hub, distribuiti sul territorio dell’Emilia-Romagna. L’attenzione della Commissione si è concentrata sull’attività degli Spoke, i centri periferici rispetto ai grandi ospedali nelle città; al termine del lavoro svolto, all’interno della Relazione, la Commissione propone di chiedere al Comitato Percorso Nascita nazionale la concessione della deroga alla chiusura per i soli punti nascita di Mirandola e di Cento, nel cratere, purché siano rispettati i criteri necessari. Alla fine del 2017, termine del periodo di osservazione, la situazione sarà riesaminata alla luce dei risultati conseguiti. La Commissione ha infatti considerato l’impatto che il terremoto del maggio 2012 ha avuto – in particolare – sui territori di Mirandola e di Cento dove, per problemi strutturali e di sicurezza, le funzioni dei punti nascita sono state sospese o limitate per alcuni mesi; territori dove tuttora persistono effetti dell’evento sismico. In entrambi i punti nascita il volume di attività, negli anni precedenti al sisma, era superiore ai 500 parti l’anno.  

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    18/07/2017 alle 14:37

    Grazie a Bini, Sindaco di Castelnuovo Monti.

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