Politica, parentele e misteri di Reggio
Con l’attacco dei 5 Stelle a Maria Sergio , moglie del sindaco Vecchi, rispunta una scottante informativa dei servizi segreti

24/7/2017 – Si preannuncia in salita la seconda fase del «governo Vecchi» a Reggio Emilia. E non basteranno gli sforzi propagandistici e di comunicazione e a esorcizzare quello che si preannuncia come un attacco in forze che mira al tallone d’Achille della politica reggiana: la bolla edilizia e i rapporti consolidati delle amministrazioni targate Pd con i costruttori cutresi.
L’attacco è diretto, ma soprattutto per interposta persona: l’ingegner Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi, per molto tempo dirigente della Pianificazione e anche dell’edilizia privata ma reggio emilia, poi transitata con il medesimo incarico a Modena, nominata da Muzzarelli, quando il marito è diventato primo cittadino di Reggio.
I 5 Stelle, calcolando bene i tempi, hanno lanciato una bomba politica chiedendo con un’interrogazione parlamentare la rimozione della Sergio dall’incarico modenese. Interrogazione firmata non solo dai deputati emiliani Maria Edera Spadoni, ma anche in modo significativo, dalla capogruppo in commissione antimafia Giulia Sarti. I pentastellati hanno colto la palla al balzo del ruolo di primo piano assegnato all’ingegner Sergio nei lavori per il nuovo piano strategico urbanistico di Modena, ed emerso nei convegni organizzati dal comune della Ghirlandina, l’ultimo dei quali il 18 luglio.
Graziano Delrio e Maria Sergio

Graziano Delrio e Maria Sergio

Non sono certo in discussione le qualità professionali, riconosciute da tutti, bensì i trascorsi reggiani di Maria Sergio che, secondo i deputati 5 Stelle, renderebbero inopportuna la permanenza «in un ruolo così strategico» di una dirigente «che aveva chiaramente sottovalutato la presenza nel proprio territorio di famiglie collegate ad avvenimenti poi ripresi nel processo Aemilia».
E’ proprio qui il punto centrale dell’attacco a Vecchi il quale, mentre la moglie dirigeva la pianificazione a Reggio, era il terminale della catena di comando del sindaco Delrio in sala del Tricolore, come capogruppo Pd legato a doppio filo agli affari della cooperazione Lega.
Con l’interrogazione, infatti, torna alla ribalta la vicenda della casa di Masone che i coniugi Vecchi acquistarono al grezzo, nel maggio 2012, dalla M&F general service srl, azienda dei fratelli Macrì, cutresi come Maria Sergio: uno dei titolari, Francesco Macrì (legale rappresentate) due anni e mezzo dopo fu arrestato nell’ambito dell’inchiesta Aemilia, ma il sindaco Vecchi non informò  il consiglio comunale.
E torna alla ribalta anche la scottante informativa del servizio sicurezza Interna (Aisi, ex Sisde)  citata in un rapporto dei carabinieri del 2015.
Il prefetto Maria Forte col sindaco di Reggio Luca Vecchi

Il prefetto Maria Forte col sindaco di Reggio Luca Vecchi

In tale informativa – ha scritto a suo tempo il Fatto quotidiano – «si legge testualmente che la nomina alla Pianificazione sarebbe stata conferita alla dirigente dopo le elezioni amministrative del 2009 quale contropartita per l’appoggio elettorale fornito dalla locale comunità calabrese all’attuale maggioranza politica in seno all’amministrazione comunale»
Affermazioni bollate come pure illazioni non dimostrate. E d’altra parte nemmeno le affermazioni contenute nella “lettera del corvo” circolata sotto le elezioni del 2014, sempre a proposito di Maria Sergio, del suo ruolo e delle sue parentele, non hanno avuto alcun effetto a livello di Procura.
Tuttavia l’informativa Aisi conteneva notizie più circostanziate: «A ulteriori riscontri del quadro indiziario già fornito sul conto di Maria Sergio, si è appreso che l’avvocato Domenico Grande Aracri, fratello del capo cosca Nicolino Grande Aracri avrebbe Fornito all’imprenditore edile…. rassicurazioni in ordine all’assegnazione di appalti per i lavori di ricostruzione post-terremoto in Emilia Romagna, affermando di poter contare sull’amicizia della citata Sergio».
Inoltre l’Aisi parla di presunti “favoritismi della Sergio” di cui avrebbe beneficiato «l’imprenditore edile cutrese Gaetano Papaleo la cui moglie Maria Lucente è nipote del defunto capo cosca Antonio Dragone», sempre per una delocalizzazione «predisposta ad hoc dalla stessa Maria Sergio», ma firmata da un’altra funzionaria.
Il riferimento è a un terreno in largo Blasetti inserito nel Rue del 2009  per il quale «sarebbe stata rilasciata concessione edilizia alla Edil Papaleo ancora prima dell’approvazione,da parte della commissione edilizia, della variante di destinazione d’uso e senza che fossero previste le opere di urbanizzazione». Gaetano Papaleo è morto il 25 settembre 2013 a seguito del ferimento provocato dal genero, che lo aveva spinto durante un litigio.
Ed è ancora l’Aisi, nello stesso rapporto, ad affermare che «Maria Sergio avrebbe favorito l’inserimento nel suddetto Rue di un terreno non edificabile ubicato a Reggio in via Tassoni – già di proprietà del geometra….», un “professionista a disposizione” «dei soggetti contigui ad ambienti criminali calabresi». «Terreno reso “edificabile” senza richiesta di variante alla destinazione d’uso» e  poi  ceduto a un’azienda di costruzioni. Deve essere chiaro che queste e altre circostanze non hanno avuto alcun effetto sul piano giudiziario, e sicuramente hanno spiegazioni più che plausibili. Ma è più che sufficiente per aprire la guerra a colpi di cannonate contro Vecchi e il Pd, in vista delle elezioni.
(p.l.g)
Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *