L’Asl chiude per ferie tre punti nascita
Ma alla fine riaprirà quello di Castelnovo Monti?

3/7/2017 – Il sistema sanitario reggiano fa acqua come mai in passato, per carenza di personale. E ad essere colpiti sono dei servizi essenziali, in questo caso i servizi di neonatologia.

Con una decisione senza precedenti, la nuova Asl unificata del reggiano (diretta da Fausto Nicolini) ha deciso di chiudere per ferie, ciascuno per un mese, tre punti nascita: Montecchio dal 16 luglio al 15 agosto, Scandiano dal 16 agosto al 15 settembre compreso, Castelnovo Monti dal 16 settembre al 17 ottobre compreso.

E’ una decisione dovuta a una serie di “eventi imprevisti” che hanno portato alla rottura un equilibrio già precario, di cui la Regione è bene al corrente. Ma sostanza è che mentre si investono milioni e milioni su megastrutture (è in corso la realizzazione del nuovo ospedale della Mamma e del bambino a Reggio Emilia) vengono a mancare le risorse per i servizi fondamentali diffusi sul territorio. Qualcosa, evidentemente,  non funziona nella politica sanitaria a Reggio e a livello regionale.

Punti nascita

Non solo: mentre l’Asl assicura che  la struttura di Montecchio riaprirà normalmente, non altrettanto si può dire per quella del Sant’Anna di Castelnovo Monti, che la Regione vuole chiudere da tempo senza nemmeno chiedere la deroga prevista dalla legge (come ha fatto la Lombardia per i suoi ospedali in zone di montagna). Il rischio che il 17 ottobre il punto nascite del Sant’Anna non riapra più, è reale. E comunque questa situazione rivela che al fondo la chiusura di Castelnovo Monti, contro cui si è mobilitata la montagna reggiana, è al una questione di risorse finanziarie e di personale, più che di sicurezza.

L’annuncio del “piano ferie” , che come detto non ha precedenti, arriva dall’Asl con un comunicato diffuso in giornata, a cui seguirà una conferenza stampa fiume, nella mattinata di martedì, allargata a una ventina di professionisti, che dovranno giocoforza abbandonare i posti di lavoro per essere presenti quando basterebbe un solo responsabile per rispondere alle domande dei giornalisti, visto che la gestione è unitaria.  

“Le Direzioni – si legge nella nota di Nicolini –   hanno  ricevuto in data 21.6.2017 un documento da parte del Dipartimento e del Programma  Materno Infantili interaziendali, sottoscritto all’unanimità da tutti i professionisti Direttori e Responsabili delle Unità Operative afferenti, che evidenziava una situazione di criticità venutasi a creare per il periodo estivo nella rete perinatale della Provincia di Reggio Emilia sia nell’Hub del SMN sia negli spoke provinciali. Una serie di eventi imprevisti ha di fatto reso più critica una situazione già difficile per i noti  problemi strutturali che sono da tempo all’attenzione delle Aziende sanitarie e della Regione. Nello stesso documento i professionisti hanno presentato una proposta con diverse opzioni per affrontare la criticità contingente”.

Così “la Direzione Aziendale ASL  ha deciso, dopo un confronto con la Regione, la chiusura temporanea in sequenza per un mese dei punti nascita degli Ospedali di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti”.

“La sequenza prevede le seguenti chiusure:

–       punto nascita dell’Ospedale di Montecchio dal 16 luglio al 15 agosto 2017 compreso.

–       punto nascita dell’Ospedale di Scandiano dal 16 agosto al 15 settembre 2017 compreso.

–       punto nascita dell’Ospedale di Castelnovo Monti dal 16 settembre al 15 ottobre 2017.

 

Si è deciso di procedere inizialmente con l’ Ospedale di Montecchio, per alcune ragioni:

–       la carenza di organico di medici ginecologi, aggravata dall’assenza del Direttore, purtroppo recentemente deceduto, del vice Direttore e di un medico esperto in uro-ginecologia in lunga assenza per problemi famigliari e di un altro medico in lunga assenza per gravidanza;

–       la carenza di pediatri, che attualmente sono rimasti solo in due nonostante i ripetuti e infruttuosi tentativi di reclutamento attraverso i numerosi bandi concorsuali;

–       una maggiore recettività in entrata da parte dell’Arcispedale Santa Maria Nuova per riduzione in estate dell’attività ginecologica programmata;

–       il piano di trasferimenti in ambito logistico per l’apertura della nuova ala dell’Ospedale di Montecchio che consentirà, oltre ad una maggiore flessibilità nel trasferimento delle unità operative nella nuova sede, di effettuare parziali lavori di riqualificazione alberghiera durante il periodo di chiusura del punto nascita.

Il personale ostetrico dell’Ospedale di Montecchio proporrà alle donne in gravidanza del distretto, nel rispetto della  libertà di scelta dell’ospedale in cui partorire, un percorso di accompagnamento, proponendo come alternative gli Ospedali di Guastalla e Reggio Emilia.

Alle donne interessate sarà proposta una visita al reparto dell’ospedale scelto, con accompagnamento da parte di personale ostetrico. Una volta scelto l’ospedale, la donna verrà presa in carico e tutta la documentazione sanitaria relativa alla gravidanza sarà consegnata all’ospedale dove avverrà il parto. All’Ospedale di Montecchio, come negli altri ospedali durante il periodo di chiusura del punto nascita, proseguirà comunque l’attività ambulatoriale e consultoriale di monitoraggio delle gravidanze, degli ambulatori delle gravidanze a termine, ambulatori ecografici, visite.

E’ opportuno ricordare, per evitare inutili e ingiustificati allarmismi, che l’Ospedale di Montecchio è ampiamente al di sopra dello standard dei 500 parti/anno, presenta un trend stabile di nascite rispetto al 2016 e non è mai stato inserito nell’elenco degli ospedali soggetti a piani di riorganizzazione regionale, trattandosi di una struttura che fa riferimento ad un bacino di utenza interprovinciale rappresentato dalla Val d’Enza, nonché punto di riferimento per l’attività di uro-ginecologia della provincia di Reggio Emilia con attrattività anche per altre province e regioni.

Con le stesse modalità, alle donne in gravidanza di Scandiano verranno proposti gli Ospedali di Sassuolo e Reggio Emilia e alle donne di Castelnovo Monti quello di Reggio Emilia.

Il personale medico, ostetrico, infermieristico e di supporto dei punti nascita, durante il periodo di chiusura, manterrà alcune funzioni di monitoraggio e di accoglienza nel presidio temporaneamente chiuso e andrà a rinforzare almeno in parte gli organici degli altri punti nascita”.

Be Sociable, Share!

2 risposte a L’Asl chiude per ferie tre punti nascita
Ma alla fine riaprirà quello di Castelnovo Monti?

  1. Gianni Rispondi

    04/07/2017 alle 08:07

    Dimissioni.

  2. Luisa Valdesalici Rispondi

    05/07/2017 alle 15:55

    Se, invece di tagliare le spese sanitarie e premiare i dirigenti che più risparmiavano, si fossero adottate politiche lungimiranti di assunzioni- bravi dirigenti prevedono i pensionamenti per tempo- ora non si avrebbero criticità di personale. Botte piena e moglie ubriaca non si possono avere. Questa è una battuta per alleviare la gravità della situazione. Leggere che si chiudono tre ospedali perché manca personale non sta né in cielo né in terra. In una società sana il dirigente dovrebbe dimettersi. Nel privato la sua testa sarebbe già caduta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *