Iren ambiente vince appalto da 16 milioni per le ecoballe di Giugliano
Quanto pesa l’indagine Dda su Poiatica?

28/7/2017 – Iren Ambiente, società  operativa nel settore trattamento rifiuti del gruppo Iren, il cui amministratore delegato è il reggiano Roberto Paterlini, si è aggiudicata un appalto da 16 milioni di euro per rimuovere il primo lotto di ecoballe, pari a 98 mila tonnellate di rifiuti, stoccate a Giuliano, in provincia di Napoli. Un costo di oltre 160 euro a tonnellata.

Ne dà notizia l’Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, rimarcando i problemi sul piano giudiziario e amministrativo di Iren a causa della discarica di Poiatica, in comune di Carpineti. E’ noto che Paterlini è stato il primo oltre un anno fa, a insistere in un vertice in Regione perla “bonifica” di Poiatica attraverso il riempimento del sito con centinaia di migliaia di tonnellate (forse un milione) di rifiuti speciali. Soluzione poi transitata nel rapporto Montanari commissionato da Atersir per conto della Regione stessa, e sucui il Pd viene informato con precedenza assoluta non solo rispetto ai cittadini, ma anche ai sindaci. I quali accettano questa situazione da regime venezuelano senza battere ciglio. Forse perché anche loro sono coinvolti in sede di partito.

ecoballe

La montagna di ecoballe di Giugliano (foto archivio Ansa dal web)

Ma torniamo a Iren Ambiente al significativo appalto di Giugliano, terra notoriamente di camorra.

Avvenire ricorda che la società emiliana, titolare della discarica di Poiatica, <è stata multata  quattro anni fa, poi di nuovo in sede penale otto mesi fa e attualmente indagata dalla Direzione distrettuale antimafia bolognese>. Ma niente paura: «I rifiuti campani andranno in impianti di trattamento e recupero del Centro Sud», ha fatto sapere “Iren ambiente”.

“Multe a parte – scrive Avvenire –  è evidente che le indagini su quella discarica siano ancora in corso e quindi si debba attenderne la chiusura. E non soltanto, perché all’ufficializzazione definitiva dell’affare manca in realtà un ultimo passaggio: il via libera degli uffici regionali campani che devono controllare siano a posto i requisiti delle società che lo scorso 21 luglio hanno vinto gli appalti per questa prima tranche da cinque lotti e complessivi ottantadue milioni”.

Nel 2013 per la gestione della discarica di Poiatica scattano sanzioni da decine di migliaia d’euro per la “Iren”, dopo che il Corpo forestale ha accertato «irregolarità documentali riguardanti i registri di carico e scarico dei rifiuti», ma anche suggerito, «alla luce delle vicende giudiziarie che hanno lambito l’attività della Iren», che «potrebbe essere opportuno approfondire eventuali segmenti investigativi inerenti le attività dell’impianto di produzione del biostabilizzato». Oltre che «espletare attività di monitoraggio e controllo finalizzate a individuare eventuali dispersioni e/o fuoriuscite di percolato, anche alla luce dell’importanza delle attività agro-silvo-pastorali insistenti nelle aree limitrofe e della vicinanza del fiume Secchia».

Sul biostabilizzato di Poiatica, è in corso una battaglia politica a livello regionale, perché se ne controlli la provenienza, la qualità e anche perché si accerti cosa è effettivamente finito nel ventre profondo della mega discarica che si vorrebbe riaprire di fatto appigliandosi  un gioco di parole ipocrita (“bonifica” al posto di “smaltimento”).

Ma torniamo all’articolo di Avvenire: “Il 23 novembre 2014 la valle del Secchia è invasa da un odore quasi nauseabondo, la gente si chiude in casa. Alla discarica arriva la Forestale, il sindaco di Carpineti e si muove anche l’Arpa: un cumulo di rifiuti, alto più o meno tre metri ed esteso almeno venticinque, è all’aria aperta, senza essere stato trattato e senza avere nemmeno coperture. Parte un’inchiesta. E il 5 dicembre 2016 il giudice monocratico del Tribunale di Reggio Emilia condanna l’amministratore delegato della Iren, Roberto Paterlini, a una pena pecuniaria in sede penale”.

Infine “nel 2015 la Procura di Reggio Emilia apre un’inchiesta sulla discarica di Poiatica, i cui atti fa sono stati acquisiti alcuni mesi fa dalla Dda di Bologna, perché le indagini riguardano l’ipotesi del traffico illecito di rifiuti e quindi diventate di competenza proprio della Direzione distrettuale antimafia.” Vedremo quanto peseranno questi procedimenti nel giudizio degli uffici regionali campani preposti al controllo dei requisiti della società vincitrice.

Be Sociable, Share!

2 risposte a Iren ambiente vince appalto da 16 milioni per le ecoballe di Giugliano
Quanto pesa l’indagine Dda su Poiatica?

  1. Nautilus Rispondi

    29/07/2017 alle 00:13

    Business sfrenato. Un treno che viaggia sulle nostre teste. Non ho ancora capito dove si colloca la magistratura. Se viaggia in prima classe con i furbetti o se fermerà il convoglio alla prossima fermata.

    • Fausto Poli Rispondi

      29/07/2017 alle 13:04

      Ottimo paragone ! Mi ricorda il video di Ligabue, seduto sul treno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *