Il poliziotto Mesiano sorvegliato speciale per 5 anni
Misteri, amicizie e parentele dell’agente condannato in Aemilia

8/7/2017 – Sorveglianza speciale per il poliziotto Domenico Mesiano, condannato nel processo Aemilia, nel primo grado del rito abbreviato, a 8 anni e 6  mesi di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Mesiano è  in attesa del processo d’appello. La misura delle sorveglianza speciale per 5 anni è stata disposta dal tribunale di Reggio Emilia su richiesta della questura e della Direzione distrettuale antimafia.

Il provvedimento chiesto dalla questura nei confronti del proprio dipendente, che in passato ha ricoperto anche il ruolo di autista e di segretario di un questore, ha come presupposto l’attualità della pericolosità sociale, ed è stato notificato a Vibo Valentia dove Mesiano è ospite dei genitori.

L’avvocato difensore, Vincenzo Belli del foro di Milano, ha già annunciato ricorso contro il provvedimento. L’agente era stato trasferito da Reggio Emilia a Parma per incompatibilità ambientale mesi prima ancora che l’indagine Aemilia emergesse, ed era già stato sospeso da ogni incarico.  La misura cautelare potrebbe procedere la destituzione dal servizio da parte della Polizia di Stato.

Domenico Mesiano

Domenico Mesiano

L’annuncio della sorveglianza speciale Mesiano condannato per i rapporti con gli imprenditori cutresi che frequentavano la questura di Reggio Emilia e ritenuti membri della “consorteria”, oltre che per le intimidazioni nei confronti della giornalista del Carlino Sabrina Pignedoli – arriva pochi giorni dopo la  decisione di mettere sotto scorta la presidente vicaria del Tribunale di Reggio, Cristina Beretti, per un clima di intimidazione nei confronti del giudice,  rilevato attraverso intercettazioni telefoniche, e all’indomani della testimonianza resa al processo Aemilia dall’ex questore Gennaro Gallo,a Reggio tre il 2004 e il 2008, di cui Mesiano era atuista e uomo di fiducia.

Su di lui il questoreGallo ha dichiarato: “Mi fidavo ciecamente, non dava adito a nulla, aveva una grossa esperienza». E fu attraverso lui che Gallo fece la conoscenza di Alfonso Paolini, ritenuto membro della “cupola” ndranghetista reggiana. Paolini, come imprenditore edile, riparò una conduttura in questura, perché era urgente: «Lo chiamò Mesiano, non so con precisione, ma non credo che Paolini venne poi pagato, non ho notizie di fatture. Comunque su di lui non c’erano pegiudiziali penali». Sempre su Paolini l’ex questore aggiungerà che nella richiesta di porto d’armi, in quel caso, Mesiano aveva tradito la sua fiducia: «Non inserì la dichiarazione dei redditi».

Mesiano comunque, continuava a operare in Questura anche dopo la partenza di Gallo, e nonostante fosse gtenuto d’occhio da tempo perle sue amicizie.

Sono illuminanti le affermazioni contenute nella “lettera del corvo” diffusa in forma anonima alla vigilia delle elezioni amministrative del 2014, e che è da tempo all’esame della Direzione distrettuale antimafia.

Il “corvo”, rimasto anonimo, scriveva del ruolo delicato “ricoperto da Mesiano in Questura – autista del Questore, quindi a conoscenza dei suoi spostamenti e di eventuali riunione anche in Prefettura”. Riunioni col prefetto Antonella De Miro, che aveva inaugurato la strategia delle interdittive antimafia, che colpivano anche gli amici del poliziotto.  

Una situazione preoccupante – scriveva il “corvo” – anche  alla luce “della parentela con Giovanni Vrenna che è suo cognato nonchè testimone di nozze. Giovanni Vrenna è fratello di Raffaele della Fc Crotone, la locale squadra di calcio, nonchè titolare di imprese che, di fatto, controllano lo smaltimento dei rifiuti nel Crotonese.

I fratelli Vrenna sono finiti in un’indagine del 2008 con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso perchè considerati vicini alla cosca Bonaventura-Vrenna-Corigliano. Dopo la condanna in primo grado, è arrivata l’assoluzione in relazione.

Tuttavia – si legge nel testo anonimo  del 2014  – l’attività del Vrenna è stata discussa più volte dalla commissione parlamentare antimafia e recentemente il nome di Raffaele Vrenna è comparso nei servizi di Report del 7 aprile dove viene sottolineato come i fratelli Vrenna siano cugini di secondo grado del capo storico della cosca Vrenna, Zù Luigi (il nonno di Raffaele e Giovanni era fratello del nonno di Zù Luigi)”.

La lettera accennava anche al “legame di parentela, seppur lontano e acquisito, tra il poliziotto Domenico Mesiano e il candidato sindaco del Pd Luca Vecchi: il suocero di Mesiano… è cugino di secondo grado della zia acquisita di Maria Sergio che si chiama Pierina Scarpino e che ha sposato Raffaele Turrà,  fratello della mamma della Sergio”.

 

 

 

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2 risposte a Il poliziotto Mesiano sorvegliato speciale per 5 anni
Misteri, amicizie e parentele dell’agente condannato in Aemilia

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    09/07/2017 alle 22:15

    Se avessi potere, non permetterei certi sciacallaggi.

  2. Fausto Poli Taneto Rispondi

    09/07/2017 alle 22:15

    Se avessi potere, non permetterei certi sciacallaggi.

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