Strage in famiglia a Parma: Solomon ha confessato
Da promessa del calcio ad assassino della mamma e della sorellina
Il fratello Raymond, che ha scoperto i cadaveri, è in forza alla Povigliese

di Fabio Poncemi

solomon

Solomon Nyantakyi

13/7/2017 – Una famiglia distrutta, una famiglia legata al mondo del calcio e ben conosciuta, per la militanza di Solomon e Raymond Nyantakyi anche in alcune squadre al di qua dell’Enza, nel territorio reggiano.
Sognava di diventare un campione col pallone tra i piedi, il 21enne Solomon che ieri ha confessato di avere ucciso la mamma di 45 anni e la sorellina di 11, nell’appartamento in cui abitavano vicino alla stazione di Parma. Il giovane, che era irraggiungibile al telefono dal momento del delitto, è stato fermato nella mattinata dagli agenti della Polfer di Milano alla Stazione Centrale.
Nato ad Accra, in Ghana, il 25 marzo del 1996, Solomon Nyantakyi vive da 13 anni in Italia dove si era trasferito con la sua famiglia, raggiungendo il padre che abitava già nel nostro Paese. Il ragazzo aveva davanti a sé una promettente carriera calcistica, cominciando a giocare appena arrivato in Italia, a 8 anni nelle fila dell’Aurora, poi si era trasferito per diversi anni al Milan Club quindi era arrivata la sua grande occasione, approdando nella Primavera del Parma.
A 17 anni era stato convocato in prima squadra diverse volte da Roberto Donadoni, allora tecnico dei ducali, nel periodo del crac del Parma e dopo che aveva conquistato lo scudetto della categoria Allievi in gialloblu, senza che arrivasse mai quel salto di qualità necessario per competere a certi livelli.

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Centrocampista, Solomon era stato inserito nella rosa dell’Imolese per lo scorso campionato di serie D, ma nell’ultimo periodo la sua carriera aveva subito una brusca frenata e, secondo quanto si raccontava in paese, il ragazzo aveva iniziato a frequentare cattive compagnie.
E’ stato proprio il fratello Raymond, 25enne che poche settimane fa aveva firmato per il passaggio dal Boretto, squadra dov’è stato grande protagonista nelle ultime stagioni tra Promozione e Prima categoria, alla Povigliese, a trovare i corpi della madre e della sorella.
Esigente, determinato, molto severo con sè stesso ma anche timido e riservato. Appariva così Solomon Nyantakyi in un’intervista video rilasciata tre anni fa a Parma Channel, dopo la prima convocazione in prima squadra: «Il calcio per me significa molto, è l’unica cosa che so fare», spiegava il ragazzo confessando di andare “malissimo” a scuola. E al giornalista che si complimentava con lui per le sue qualità tecniche rispondeva: «So che posso fare molto di più».
I suoi compagni e lo staff di quei tempi ne parlavano come di un bravo ragazzo, pur sottolineandone l’estrema timidezza.

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