Fabio fgerrari fuori dalla lega nord

«Con la presente siamo a comunicarvi che il signor Fabio Ferrari di Scandiano non fa più parte della Lega Nord.
Di conseguenza vi preghiamo gentilmente di non associare più il suo nome o il suo volto al nostro movimento».
Con quattro righe che più laconiche non si può, la Lega Nord di Reggio Emilia ha annunciato che è fuori dal movimento lo scandianese Fabio Ferrari, una militanza ventennale nel Carroccio e una storia politica con incarichi di rilievo, tra cui quello di responsabile amministrativo nazionale, collaboratore parlamentare, commissario provinciale. E sempre gratis, come sottolinea Ferrari raggiunto telefonicamente dalla Voce di Reggio Emilia.
L’attuale segretario della Nord Emilia, l’avvocato e consigliere comunale ion Sala del Tricolore, Gianluca Vinci, già in corsa per un posto das deputato, non ha voluto spiegare le ragioni del comunicato e i moviti della rottura con Ferrari: «Per il momento preferirei non parlare». Prima o poi il Carroccio, o a Reggio o a Milano , dovrà dare una spiegazione esauriente.
Tutto avviene nello sfondo del pogrom lanciato da Salvini nei confronti dei dirigenti che non lo sostengono. L’ultimo caso in ordine di tempo, veramente clamoroso, quello dell’ex presidente della provincia di Sondrio, Fiorello Provera, parlamentare per quattro legislature, cacciato perché alle primarie ha sostenuto Fava, l’ avversario perdente di Salvini. A Reggio è stato buttato fuori dal partito Gabriele Fossa, ex consigliere ed ex presidente di circoscrizione. Si è dimesso Giovanni Canovi dopo che alcuni iscritti della zona matildica sono stati declassati da militanti a sostenitori, quindi senza diritto di voto. Si è dimesso Mattia Casotti di Castelnovo Monti dopo aver ricevuto una lettera di espulsione, e lo stesso ha fatto Ombretta Zambelli di Casalgrande.
E Fabio Ferrari, un costruttore del partito che non ha mai preteso niente per i suoi incarichi? «Il segretario Vinci ha chiesto la mia espulsione nel settembre del 2016, poi in dicembre ho ricevuto una seconda lettera, per il declassamento da militante a sostenitore – spiega alla Voce di Reggio – Ma dato che ho un’alta anzianità di militanza, quasi vent’anni, nel mio caso deve decidere il Federale di Milano.
Di conseguenza a settembre, nei termini previsti, sono andato a difendermi davanti alla commissione di garanzia, portando un’abbondande documentazione che smonta completamente gli addebiti formulati contro di me da Vinci. Ad oggi io non ho ricevuto alcuna comunicazione. Aspetto. Poi parlerò».
Com’è stata motivata la richiesta d’espulsione? «Le ripeto, non ancora ricevuto nulla. Ci sono delle regole da rispettare. Mi esprimerò quando avrò ricevuto una comunicazione ufficiale. Prendo atto del fatto che l’accanimento contro di me è cominciato quando ho deciso di non sostenere Vinci nella sua corsa alla segreteria emiliana. Ma sono in pace, del resto non vivo di Lega Nord, anzi di soldi ne ho messi. Non prendo uno stipendio dal partito, nè ho problemi di poltrone».

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