Doppie firme elettorali, 381 cittadini a processo. Il vicesindaco difende Bevilacqua: “Non poteva fare diversamente”

6/7/2017 – Riguardo al tema delle ‘doppie firme’ a sostegno delle candidature elettorali del 2014, “può essersi trattato anche di mero errore materiale, di piena buona fede degli interessati, situazioni per altro possibili quando in un unico appuntamento elettorale si hanno più consultazioni: nel 2014 oltre alle Amministrative c’erano le Europee. Credo serva depenalizzare l’attuale reato collegato alla doppia firma”.

Il vicesindaco di Reggio Emilia, con delega agli Affari generali, Matteo Sassi, interviene così sul tema emerso in questi giorni e sull’altro tema sollevato, l’ipotesi di firme falsificate, aggiunge: Laddove si dovesse configurare una falsificazione di firma ci troveremmo di fronte a una fatto grave anche sul piano politico. Se accertati, questi fatti getterebbero discredito verso la politica e le istituzioni, che in questa fase storica non godono di molta fiducia”.

Basandosi sulle norme vigenti, il vicesindaco Sassi precisa inoltre alcuni temi relativi alla Commissione elettorale circondariale e al ruolo del Comune.

La Commissione elettorale – spiega – è organismo terzo, composto da membri emanazione della Prefettura. Il Comune esprime la sola figura del segretario di Commissione. Si tratta dunque di un organo tecnico, che interpreta e applica le norme con la funzione che la legge gli assegna, in materia di esame delle candidature nelle elezioni Amministrative. Il ruolo del Comune non è discrezionale e non lo è certo stato nel caso specifico del 2014. Ogni altra ‘interpretazione’ del ruolo del Comune non è corretta e inoltre, rispetto a polemiche e illazioni di questi giorni, desidero rimarcare con fermezza che non è possibile attribuire a qualunque dipendente comunale un comportamento scorretto, senza che sia possibile effettuare un minimo di accertamento sui fatti”.

In particolare, si precisa che in sede di esame per le elezioni Amministrative del 2014 la Commissione disponeva di un programma informatico che consentiva mediante apposita elaborazione di individuare i doppi firmatari, e successivamente di controllarli uno ad uno sui documenti presentati, come poi è effettivamente avvenuto.

In sede di esame quanto era stato elaborato a livello informatico è stato riscontrato sui moduli presentati dalle varie liste, sia nella forma delle doppie firme in liste diverse sia in quella all’interno della stessa lista, ed una volta accertato il fatto vi è l’obbligo non solo di depennare le firme dal totale, ma anche di segnalare il reato alla procura della Repubblica: con apposito verbale la Commissione ha dato mandato al suo segretario di provvedere in tal senso. Si sottolinea che in tutte queste operazioni il segretario ha eseguito quanto deciso dalla Commissione, e non poteva altrimenti, così come è necessario puntualizzare che il segretario stesso non ha alcuna influenza sulle operazioni di esame dei documenti.

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