Scandalo: i finlandesi in fuga chiudono la ex-Fantuzzi di Lentigione
Saltano 150 posti di lavoro

13/7/2017 – I finlandesi battono in ritirata, è segnato il destino della ex-Fantuzzi di Lentigione (ora Terex, acquistata in gennaio dalla multinazionale Konecranes) sino a pochi anni fa un fiore all’occhiello dell’ industria reggiana per i suoi  sollevatori su ruote per containers, che erano i migliori e i più richiesti al mondo. Saltano ben 150 posti di lavoro.

Oggi sciopero all’ex stabilimento Terex di Lentigione, da gennaio di proprietà della multinazionale filandese Konecranes. La mobilitazione – che proseguirà per tutta la giornata – è stata decisa e votata dall’assemblea dei lavoratori insieme a FIOM CGIL, UILM UIL e UGL dopo “la posizione di chiusura” assunta dalla multinazionale nell’incontro svoltosi all’Assessorato regionale attività produttive.

Una gru portainer mobile della

Una gru portainer mobile della Terex

“Dopo 3 mesi di incontri tecnici sul futuro dello stabilimento, susseguenti al confronto che da febbraio ad aprile si è svolto in Unindustria Reggio Emilia, e nonostante una serie di proposte da parte delle organizzazioni sindacali e della RSU che consentivano una riduzione delle perdite di esercizio superiori al 50%, Konecranes ha dichiarato che non esiste una possibilità di prospettiva produttiva per lo stabilimento di Lentigione”.

“Ciò significa – ribadiscono RSU, FIOM CGIL, UILM UIL e UGL – la perdita del posto di lavoro per 150 lavoratrici e lavoratori. Nonostante le ripetute richieste di ulteriore approfondimento e di confronto per individuare altre attività da internalizzare, sollecitate anche dalla Regione, per consentire un raggiungimento di risultato economico positivo, Konecranes non ha modificato la propria posizione”.

L’assemblea dei lavoratori ha dato mandato alle organizzazioni sindacali e alla RSU di programmare iniziative di lotta e di dare ampia informazione sul pesantissimo impatto sociale che si creerebbe in un’area del territorio reggiano già colpita duramente dalla crisi in questi ultimi anni.

Il Tavolo istituzionale regionale ha chiesto la convocazione delle parti al Ministero dello sviluppo economico per cercare una soluzione che consenta la salvaguardia del sito produttivo e dell’occupazione.

 

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Una risposta a 1

  1. Susanna Rispondi

    13/07/2017 alle 17:49

    i famosi I.D.E. ( investimenti diretti esteri). Tanto decantanti…da tutti, nessuno escluso.
    Eccoli qui.

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