Area Nord, la Provincia accelera il patto per il lavoro in vista dell’arena Campovolo

31/7/2017 – La Regione era entrata con un contributo a occhi chiusi di 1 milione 700mila euro, e ora anche la Provincia di Reggio presieduta da Giammaria Manghi entra, sia pure in modo indiretto, nell’operazione Arena Campovolo.

Lo fa attivando il progetto di sostegno all’occupazione nell’area Nord, in base al patto per il lavoro sottoscritto in giugno tra 20 comuni, sindacati, organizzazioni imprenditoriali e, appunto, Regione e Provincia quali contraenti principali.

Tenuto conto che la crisi occupazionale dell’edilizia è in atto da anni, la tempistica dell’accordo appare in stretta relazione con l’imminente avvio dei lavori di costruzione dell’Arena Campovolo.

E infatti, a Palazzo Allende si è insediato il tavolo di coordinamento del Patto territoriale per l’occupazione dell’Area nord di Reggio Emilia, sottoscritto il 22 giugno scorso.

Alla prima riunione del gruppo di lavoro, che è coordinato dal presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, era presente anche Roberto Ferrari, ex assessore provinciale all’urbanistica ed ex segretario provinciale del Pd, oggi capo di gabinetto dell’assessore regionale alle Attività produttive.  C’erano anche un funzionario dell’Agenzia regionale per il lavoro, presidenti o loro delegati delle quattro Unioni comunali coinvolte, rappresentanti di Cna, Unindustria, Confcommercio, Confesercenti, Legacoop Emilia Ovest e Cgil.

La riunione in Provincia per l'avvio del patto per il lavoro

La riunione in Provincia per l’avvio del patto per il lavoro

L’accordo di giugno – si legge in una nota diramata dalla Provincia –  ha l’obiettivo di definire linee di azione integrate di sostegno e sviluppo di un’area – praticamente tutta la Bassa reggiana e parte della Val d’Enza – con importanti potenzialità, ma in forte difficoltà in particolare nel settore dell’edilizia, delle costruzioni e attività collegate. “Difficoltà che purtroppo permangono e coinvolgono anche altri comparti – ha dichiarato il presidente Giammaria Manghi – e che rendono ancora più importante individuare al più presto gli strumenti in grado di garantire formazione, servizi e percorsi su misura per aiutare chi ha perso il lavoro a trovarne uno nuovo, ma anche assistenza a chi vuole creare e sviluppare nuove attività imprenditoriali”.

Sono 466 i lavoratori dell’Area Nord iscritti ai Centri per l’impiego dopo aver perso il lavoro tra il primo gennaio 2016 e il 31 maggio scorso, e dunque oggetto del Patto: 330 uomini (la metà dei quali tra i 45 e i 59 anni) e 136 donne (quasi due-terzi delle quali tra i 35 e i 49 anni). La metà dei 466 lavoratori non ha alcun titolo di studio, 25 sono i laureati, 104 i diplomati.

 

Due le direttrici di lavoro già individuate nel corso dell’incontro di ieri mattina. “La prima mira a raccogliere attraverso l’azione diretta di tutti i componenti, in particolare le associazioni categoria, gli esatti fabbisogni, in termini di professionalità e competenze, del nostro tessuto produttivo – continua Manghi – Inoltre ci si confronterà sui contenuti dei bandi per la formazione che la Regione finanzierà con fondi europei integrati da fondi regionali e nazionali, al fine di renderli il più possibile in grado di agevolare il ricollocamento dei lavoratori. Sicuramente sarà riproposta la procedura “just in time”, già positivamente sperimentata dalla Regione per fronteggiare la crisi dei 243 lavoratori della Philips-Saeco in mobilità dalla fine dello scorso anno”.

Arena Campovolo,rendering del progetto Coopservice: visione generale

Arena Campovolo,rendering del progetto Coopservice: visione generale

La provincia sottolinea inoltre che “il modello bando Saeco – con un unico soggetto, in questo caso un consorzio di enti di formazione, che si è fatto carico del monitoraggio e dell’orientamento generale di tutti i lavoratori, realizzando poi di volta in volta (just in time) corsi di formazione di figure professionali specifiche sulla base delle necessità delle imprese – può certamente già oggi rappresentare uno strumento replicabile nell’Area Nord con i necessari aggiustamenti, considerato che nell’Appenino bolognese si è di fronte alla crisi di una singola, grande azienda, mentre nel Reggiano sono diverse – e di diverse dimensioni – le imprese in difficoltà. Gli esiti di questi lavori sono attesi per settembre, quando il tavolo di coordinamento del Patto territoriale per l’occupazione dell’Area nord di Reggio Emilia tornerà a riunirsi”.

 

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Una risposta a 1

  1. mario Rispondi

    02/08/2017 alle 18:27

    Non sarebbe meglio che completassero le strutture che necessitano di diverse opere, vedi parcheggi, servizi e collegamenti metro ? Mi riferisco prima di tutto alla Stazione A.V. e , perché no, a far sì, come qualcuno ha proposto da tempo. che parta un’iniziativa universitaria Unimore – Reggio Children per avere studenti e docenti stranieri a Reggio , così come ristrutturare diversi immobili. Vedi ex carceri di S. Tommaso e ex per carcerati schizofrenici, da utilizzare per il potenziamento universitario e/o per ristrutturare la macchina pubblica accentrando i servizi e ridurre i costi.

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