Processo Aemilia, Delrio difende i cutresi
“Si sentivano trattati da delinquenti”

di Paolo Comastri

19/7/2017 – Quasi due ore di deposizione, 110 minuti per la precisione, nelle corso delle quali l’ex sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, oggi ministro delle Infrastrutture, chiamato a deporre ieri mattina processo Aemilia sui “famosi” incontri avvenuti nel 2012, ha sostanzialmente ha alzato un muro a difesa dell’Amministrazione comunale da lui presieduta e dei consiglieri comunali cutresi,
La sua attesa testimonianza ha calamitato l’attenzione dell’udienza di Ieri nell’aula bunker del Tribunale con gli avvocati Vezzadini (difesa di Gianluigi Sarcone), Piccolo (difesa Francesco Scida) e Mancino (Difesa Pasquale Brescia) ad incalzare il Dott. Del Rio, come lo ha sempre identificato l’avvocato Piccolo.

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Alle 12,25 si inizia con la “famosa” relazione Ciconte citata dall’ingegnere e ,consigliere comunale di Reggio Emilia Salvatore Scarpino nella sua deposizione dell’altra settimana.
«Nel 2008 – ha spiegato Delrio – come Amministrazione Comunale di Reggio Emilia avendo percezione di un fenomeno mafioso che stava radicandosi nel territorio, commissionammo come Amministrazione comunale uno studio/inchiesta al professor Ciconte: ci produsse un’inchiesta con tutte le risultanze processuali allora in essere».
«Ma lei ha mai avuto una percezione diretta del fenomeno mafioso ?» incalza l’avv.to Vezzadini.
«Non ho mai avuto personalmente notizia di fenomeni diretti, ma avevamo la sensazione che a Reggio ci potessero essere» risponde l’ex sindaco che sottolinea pure come «nel clima di crescente attenzione sul radicamento della ndrangheta alcuni membri della comunità cutrese – , “cittadini reggiani” ha tenuto a sottolineare Delrio – si sentivano ingiustamete accomunati a delinquenti».

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E prosegue affermando che «solo con l’arrivo del Prefetto Antonella De Miro che tutti prendemmo piena coscienza del fenomeno mafioso, confermato dalle interdittive antimafia».
Fu allora che alcuni consiglieri comunali legati alla comunità cutrese (Scarpino ed Olivo, ndr) mi chiesero di organizzare un incontro con il prefetto».
Del Rio conferma la sua conoscenza con Enrico Bini, ex presidente della Camera di Commercio attualmente primo cittadino di Castelnovo ne Monti che non gli aveva fatto mistero «su qualcosa di particolare che stava accadendo nel mondo dell’autotrasporto».
Inizia questo punto una serie di “non ricordo” del teste Graziano Dl Rio.
«Accuse precise ?», «Non
ricordo».
«Reazioni alle accuse anche pubbliche fatte da Enrico Bini ? », «Non ricordo».
«Ha conosciuto il signor Emiliano Malato ?”, «Si»,
e «Ha parlato con lui delle esternazioni di Bini ?»: «Non ricordo».
«Bini le ha parlato di episodi specifici, circostanziati ?»: «Non ricordo».
Anche sull’argomento degli appalti al massimo ribasso la memoria del Ministro delle Infrastrutture non è apparsa freschissima; «Nutrivamo la preoccupazione che questo sistema potesse favorire infiltrazioni mafiose». «Ha memoria di episodi specifici?». lo incalza Vezzadini. «Non ricordo», risponde ancora Delrio.
Si arriva alle domande dell’avv.to Piccolo, peraltro protagonista di un continuo battibeccare coll Presidente Caruso infastidito, per così dire, da un uso incongruo da parte di Piccolo del proprio ruolo di difensore di Francesco Scida.

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Invitato a parlare del suo viaggio a Cutro, Graziano Delrio ha confermato «di essere stato a Cutro nel 2009 perchè invitato alla festa del Crocifisso, ma soprattutto perchè legato come amministratore della città di Reggio Emilia a un patto di amicizia con quell’amministrazione».
«Ha incontrato personalmente e separatamente qualcuno in particolare?», «Tutti e nessuno – è la risposta del ministro- nel senso che ero insieme al sindaco di Cutro ed altri locali amministratori nella piazza dove c’erano almeno 5.000 persone». E ha smentito di avere partecipato alla processione, ma di essere intervenuto solo alla Messa.
altra domanda attesa: «E’ stato a cene o pranzi ?». «Si, la sera prima in un ristorante sul mare e con me erano presenti delle persone, insieme ai consiglieri reggiani Olivo e Scarpino”.
Nessuna domanda su dove mai Del Rio abbia alloggiato la notte,come pure nessuno gli ha chiesto chi fosse presente, oltre ai consiglieri a quella cena, nonostante le voci ricorrenti che fossero presenti degli imprenditori.

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Dal viaggio a Cutro alle elezioni amministrative a Reggio Emilia: « Ha mai avuto percezione di pressioni per indirizzare i voti su di un candidato in particolare ?», «No, non ho mai avuto conoscenza diretta di offerte relative a voti mafiosi».
Dopo l’ennesimo battibecco tra il Presidente Caruso e l’avv.to Piccolo l’udienza viene sospesa per una decina di minuti; alla ripresa tocca all’avv.to Mancino (difesa di Pasquale Brescia) interrogare Del Rio.
«Conosce Antonio Rizzo ?», «Sìi, anche perchè è stato il presidente di un’associazione di imprese edili cutresi (l’Aier, di cui era vice il costruttore Antonio gualtieri, condannato nel rito abbreviato). “che avanzò proposte all’amministrazione comunale per affrontare la oramai incombente e pesante crisi ediliizia. Proposte a cui non dammo seguito; in ogni caso è stato un mio sostenitore nella campagna elettorale».
Gli orologi segnano le 14,25; l’audizione del Ministro Del Rio ha termine, la sua scorta lo attende in aula per portarlo celermente fuori dall’aula bunker.

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2 risposte a Processo Aemilia, Delrio difende i cutresi
“Si sentivano trattati da delinquenti”

  1. Fausto Rispondi

    19/07/2017 alle 14:34

    Sicuramente protetto, il Ministro Del Rio ha fatto solo passerella.

    Scortato, interrogato in un’aula bunker di Reggio Emilia, e poi “rilasciato” ?

    Certamente sono situazioni al limite dell’inverosimile.

    Prendi Pasquale Brescia e le Sue casette a Villa Cella.

    Quei soldi ?

    Poi assolto.

    Il Sindaco di Reggio Emilia, Vecchi, mi pare abbia responsabilita’ alquanto pesanti.

    E non finisce qui.

    La Reggio dei tortellini, delle feste in piazza, dove e’ finita’ ?

    Certo la mia e’ solo un’opinione su cio’ che leggo, sulle sentenze emesse.

    Leggo, vedo, scrivo.

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