Addio alla partigiana Laura Seghettini: ora cammina nel cielo degli eroi insieme al “suo” Facio

10/7/2017 – E’ morta a Pontremoli, all’età di 95 anni, Laura Seghettini, maestra elementare e comandante partigiana, autrice del libro di memorie “Al vento del Nord”. Fui alla testa della liberazione di Parma, come vicecommissario della XII Brigata Garibaldi ”Fermo Ognibede”: una delle poche donne a ricoprire tale incarico nella Resistenza italiana.
Laura Seghettini si è ricongiunta nel cielo degli eroi al suo compagno Dante Castellucci, il comandante  Facio ucciso all’alba del 21 luglio 1944 con un pretesto, su ordine dei comandanti partigiani comunisti della Lunigiana, dopo un processo farsa allestito per coprire quello che fu un infame delitto politico.
Le ragioni di quell’omicidio solo in parte sono venute a galla negli ultimi 25 anni: certo è che Laura Seghettini, testimone del processo e del delitto, rimasta fedele al suo compagno al punto di non sposarsi più, dedicò le sue energie a far luce sull’assassinio di Facio e a domandare inutilmente chiarezza e giustizia al Partito comunista.

Laura Seghettini

Laura Seghettini

Dante Castellucci “Facio”, medaglia d’argento al Valor Militare, l’eroe della battaglia del Lago Santo, era arrivato in montagna nell’inverno del 1944. Era il “calabrese” della banda Cervi, in realtà il braccio destro di Aldo Cervi e organizzatore del gruppo di prigionieri di guerra nascosti nella casa dei Campi Rossi. Fu un organizzatore delle azioni militari di quel gruppo Cervi che era inviso al vertice del Pci clandestino a causa della sua autonomia.
Facio fu catturato insieme ai sette fratelli durante l’assalto fascista ai Campi Rossi del novembre 1943 e fu consegnato ai tedeschi, che lo incarcerarono a Parma. Riuscì a fuggire prima dell’esecuzione e a rientrare nel reggiano, ma nel reggiano trovò un’altra
condanna a morte, quella comminata contro di lui dal comando militare del Pci: volevano far fuori anche l’ultimo testimone dei Campi Rossi, dopo l’orribile rappresaglia che portò alla fucilazione dei Cervi e di Quarto Camurri. Riuscì a passare nel parmense, dove il segretario del Pci lo mandò a combattere nel versante lunigianese. Lassù diventò un comandante epico, conobbe Laura Seghettini, ma fu ammazzato proprio dai suoi compagni comunisti: forse perché sapeva la verità su chi, dall’interno della Resistenza, aveva tradito i fratelli Cervi. Sia come sia,  la sentenza pronunciata dal Pci nella pianura reggiana fu eseguita sei mesi più tardi in montagna.

Laura Seghettini è vissuta non per la propria gloria di combattente, ma per tenere alta la fiaccola della verità per Dante Castellucci, l’unico amore della sua vita.
Ora cammina nella luce insieme a lui, e con lui sarà ricordata per sempre.
p.l.g.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Rispondi

    12/07/2017 alle 14:16

    Le storie strazianti di una guerra inutile.
    Bravo Ghiggini.

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