Vendite all’ingrosso, frode fiscale da 90 milioni
Denunciati a Reggio 9 italiani e un cinese

 13/6/2017 – Maxi operazione della Guardia di Finanza di Reggio Emilia nei confronti di 5 società che commercializzavano all’ingrosso merce di vario genere ma, in realtà, erano specializzate nelle frodi fiscali mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti. La frode fiscale, accertata dal 2013 ad oggi, supera i 90 milioni di euro. Nelle indagini sono stati individuati anche otto evasori totali, completamente sconosciuti al fisco.

Le fiamme Gialle hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia 9 persone italiane tra i 24 e i 64 anni e un cittadino di origine cinese di 36 anni: dovranno rispondere di numerosi reati tributari.

Le indagini del Nucleo di Polizia Tributaria della GdF di Reggio Emilia sono durate alcuni mesi ed hanno preso in esame l’operatività di alcuni soggetti che costituivano società,  ne trasferivano fittiziamente la sede in altre provincie, acquistavano stock impressionanti di beni in esenzione di I.V.A. (da elettrodomestici a pallets, da apparati telefonici a bevande, ecc..) e li rivendevano senza dichiarare i proventi al fisco. Inoltre  distruggevano sistematicamente le scritture contabili ed emettevano fatture per operazioni inesistenti in modo da permettere ad altre società a loro collegatedi  ottenere ulteriori indebiti risparmi di imposte.

Guardia di finanza

Non solo: l’organizzazione intestava “a teste di legno” quote di società o attività economiche, così da rendere difficoltoso l’accertamento tributario nei loro confronti. Le indagini  – come riferisce la guardia di Finanza –  “hanno preso in esame le annualità dal 2013 a oggi consentendo di rilevare una frode fiscale che, tra imponibili sottratti a tassazione ai fini dell’imposizione diretta e violazioni in materia di I.V.A., supera i 90 milioni di euro, cui si devono aggiungere numerose altre irregolarità fiscali.”

Cinque verifiche fiscali ad altrettante società e numerosi altri controlli  si sono resi necessari “per individuare compiutamente i contorni della frode che, in otto casi, hanno consentito di individuare evasori totali, cioè contribuenti completamente sconosciuti al fisco”.

Le indagini dell’ autorità giudiziaria sono ancora in corso “al fine di riscostruire le intere ramificazioni della frode e porre fine a pratiche illegali che, oltre a sottrarre ingenti risorse al fisco, danneggiano seriamente gli operatori di settore che operano nella legalità a causa di una evidente concorrenza sleale”.

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