“Trasi munnizza e nesci oro”: la montagna
reggiana in rivolta per l’incredibile truffa di Poiatica

LEGGI ANCHE: LASTRE DI AMIANTO PER CHIUDERE LA DISCARICA DI POIATICA, VERTICE SEGRETO PD CON L’UOMO DELLA REGIONE

LEGGI ANCHE: PIANO PER POIATICA, PUZZA DI CONFLITTO D’INTERESSI

di Pierluigi Ghiggini

La montagna reggiana è in rivolta dopo le notizie trapelate a proposito del vertice segreto in casa Pd, a Carpineti,  sulla discarica di Poiatica, al quale hanno partecipato il segretario provinciale Dem Andrea Costa e il professor Alberto Montanari, consulente della Regione in realtà nominato da Atersir, vale a dire dagli stessi comuni azionisti di Iren.

Notizie da cui emerge che sta per arrivare a compimento un disegno ben congegnato a tavolino per trasformare la discarica teoricamente chiusa in un nuovo pozzo di San Patrizio, con una cosiddetta bonifica , senza scavare in profondità per scoprire se e quali rifiuti pericolosi vi siano finiti, e che di fatto si presenterebbe come una riapertura bella e buona, con il conferimento di altre centinaia di migliaia di rifiuti speciali al fine di  “tombare” le gigantesche fosse e mettere una croce definitiva su decenni di gestione.

E questa la chiamano bonifica? La sfrontatezza con cui si è arrivati a mettere un cappello scientifico sulla proposta che Iren caldeggia da un paio d’anni, ha dello stupefacente. La montagna è in allarme e schiuma di rabbia non soltanto  per il metodo, che calpesta ogni forma di partecipazione e mira a fare una valanga di soldi a spese del comprensorio appenninico, ma anche per la qualità dei rifiuti speciali che verrebbero conferiti. E tacendo sulla meschinità dei politici che si rimangiano impegni e parole spese a profusione.

Il professor Montanari, noto per la sua competenza in campo idrologico (non però nel campo dello smaltimento, comunque un esperto di fiducia di numerosi enti locali) indica fra le tipologie di rifiuti da usare come “bonificanti”, anche i residui d’amianto vetrificati: secondo il consulente sono completamente innocui, resta il fatto che  al solo sentirne il nome si rizzano i capelli in testa.  Sarebbe il caso di invocare il principio di precauzione, ma andiamo oltre.

La locandina della manifestazione di sabato 17 giugno al Cavolaforum di Cavola

La locandina della manifestazione di sabato 17 giugno al Cavolaforum di Cavola

L’incazzatura della montagna nei confronti di Iren, il Pd, i consulenti e i manutengoli, è senza precedenti, e lo dimostra il tono di una manifestazione organizzata a tambur battente al Cavolaforum di Cavola di Toano sul tema del business mafioso dei rifiuti.

Il titolo è in siciliano: “Trasi munnizza e nasci oro“. “Entra immondizia ed esce oro”, celebre frase del boss mafioso di Trapani Vincenzo Virga, la cui famiglia era specializzata nel traffico e nello smaltimento clandestino di rifiuti ospedali e pericolosi in genere.

Titolo eloquente, “Trasi munnizza e nasci oro” su come la pensano gli organizzatori a proposito dei misteri di Poiatica. Sui quali, del resto, indaga la Dda, procura antimafia di Bologna. L’appuntamento al Cavolaforum per il “Dialogo sulle ecomafie ” è fissato per il 17 giugno alle 15, 30: intervengono Cristiano Colò del Comitato “Fermare la Discarica” su “Poiatica: un ventennio di verità sepolte”, e la scrittrice e attivista Maria Petronio che leggerà brani dal suo libro “Quando il sole è nero” ispirato proprio al traffico di rifiuti e al coinvolgimento di mafie e amministrazioni in Emilia. Quindi interverranno il sindaco antimafia di Castelnovo Monti Enrico Bini e la giornalista Sabrina Pignedoli, autrice del libro “Operazione Aemilia” e il giornalista di Avvenire Pino Ciociola, autore di reportage sulla Terra dei fuochi.

Il cumulo dei rifiuti a Poiatica ,fotografato nel novembre 2014

Il cumulo dei rifiuti a Poiatica ,fotografato nel novembre 2014

L’INCARICO DI ATERSIR , GOVERNATA DA AZIONISTI IREN, AL PROFESSOR MONTANARI: QUANDO IL CONTROLLATO CONTROLLA IL CONTROLLORE. UN ALTRO PATERACCHIO TARGATO PD

Ciò che è sfuggito ai più è che gli enti locali dominati dal Pd (e per la loro parte da Mdp) sono immersi sino alle orecchie nel fango di Poiatica, e proprio attraverso loro sta passando l’operazione rifiuti speciali voluta a spada tratta da Iren.

Perchè il consulente professor Alberto Montanari non è stato assunto dalla Regione, bensì dall’agenzia regionale Atersir, peraltro  su mandato della stessa giunta regionale Bonaccini. Nel cuore dell’estate 2016,  Atersir aveva conferito l’incarico dello studio su Poiatica al dipartimento di Ingegneria Civile (Dicam) dell’Università di Bologna. Nella determina dirigenziale l’agenzia aveva chiesto espressamente la supervisione del professor Montanari, direttore del Dicam stesso.

Dove sorge il problema? Sorge nel fatto che Atersir è governata da un consiglio d’ambito formato da nove  amministratori  tra i quali spiccano l’assessore Mirko Tutino in rappresentanza del Comune di Reggio Emilia, il sindaco di Piacenza Paolo DosiRomeo Azzali sindaco di Mezzani (provincia di Parma). Reggio Emilia e Piacenza sono nella stanza dei bottoni di Iren, quali co-protagonisti del patto di sindacato che controlla la maggioranza azionaria della multiutility, Mezzani è a sua volta un piccolo azionista.

In sostanza, nell’Atersir che ha conferito l’incarico a Montanari governano gli uomini degli stessi enti locali che, in quanto azionisti,   hanno tutto l’interesse a far guadagnare decine e decine di milioni a Iren nello smatimento di rifiuti speciali  spacciato per “bonifica”. Nessuno ha notato il conflitto d’interesse? Proprio nessuno rileva la singolare coincidenza, certamente casuale,  fra tale conflitto d’interesse e il compimento del disegno di Iren nelle conclusioni, per quanto è trapelato, del rapporto Dicam-Montanari a proposito delle ipotesi di cosiddetta bonifica? Il segretario provinciale del Pd, che ha avuto il privilegio di accedere ad informazioni sinora taciute ai cittadini e ai media,  non ha proprio niente da dire?

LE REAZIONI: UN TERREMOTO ANCHE DENTRO IL PD

Intanto, nella sinistra reggiana è un vero terremoto. Il consigliere regionale Yuri Torri, interpellato dal sito Redacon, non nasconde la propria indignazione per il fatto che della relazione Montanari si è parlato, con il consulente in persona, in una riunione privata del Pd. Ma “se lo studio e i dati sono già definitivi – afferma il consigliere regionale – allora sarebbe il caso di presentarli e discuterli nelle sedi opportune per rispetto degli enti locali e dei cittadini maggiormente coinvolti’.  E comunque “la Regione non deve perseguire fini commerciali, ma garantire in ogni caso la sicurezza ambientale e dei cittadini e che il nostro obiettivo è il ripristino ambientale senza ulteriori sversamenti. E’ chiaro che, di conseguenza, le ipotesi avanzate  dall’esperto sono estremamente preoccupanti”.

Nuccia Mola del Circolo Pd Zona montana e presidente di Legambiente Appennino è perentoria: “Per Legambiente la discarica di Poiatica è da ritenersi chiusa. Ripeto, chiusa. Non ci sono altre parole per una valle straordinaria che ha già dato troppo in tema di rifiuti e, invece, è stata deturpata nella sua bellezza”.

Il coordinatore del Pd Toano Michele Lombardi si sente pugnalato alle spalle e propone che invece di rifiuti speciali si utilizzi argilla per chiudere la discarica, pagando la bonifica con i cospicui utili distribuiti ai Comuni soci da  Iren.

“Sarebbe pericoloso – afferma – riaprire la strada al conferimento di nuovi rifiuti: sia per la quantità enorme (si parla di centinaia di migliaia di tonnellate), sia perché il sito di Poiatica ha dato a sufficienza , in questi 20 anni. Conferire nuovi rifiuti significherebbe pregiudicare ulteriormente la tenuta ambientale di Poiatica e di tutta la vallata del fiume Secchia. Sappiamo che il tombamento con sola argilla ‘non si paga da se’: si parla di un costo di diversi milioni di euro. Dov’è il problema ? Non sussiste. Iren eroga annualmente (quest’anno ben 11 milioni di euro) utili ai Comuni della Provincia di Reggio Emilia.  Bene, noi chiediamo che questi utili (probabilmente basterebbero quelli di un solo anno) siano destinati a sostenere i costi del tombamento con sola argilla. . Poiatica e la nostra montagna sono stati solidali nell’accogliere, per 20 anni, i rifiuti di tutta la Provincia. E’ giunto quindi il momento in cui siano tutti i Comuni della nostra Provincia ad essere solidali con il territorio montano”.

Il comitato Fermare La Discarica non ci sta a farsi prendere in giro e affila le armi lanciando un grido d’allarme: “Amianto trattato a Poiatica? Questa è contrattazione della salute”. E scendono in campo anche le Cicogne, rilevando l’assurdità di chiudere i servizi come il punto nascite, in nome dell’economicità, e portare invece altri rifiuti per fare business sulle spalle della montagna.

 

Be Sociable, Share!

8 risposte a “Trasi munnizza e nesci oro”: la montagna
reggiana in rivolta per l’incredibile truffa di Poiatica

  1. M.P. Rispondi

    02/06/2017 alle 23:52

    Articolo di fuoco. I miei complimenti a Ghiggini per aver centrato il nocciolo della questione. Nel bailamme generale non è facile riconoscere i lupi travestiti da agnelli, adesso tutto sta al rigore degli investigatori della Dda. Come cantava Bennato: ” Quanta fretta, ma dove corri.. .” I lupi corrono, corrono veloci per calare in fretta il sipario, prima che si scoprano gli altarini. Gira che ti rigira la stessa robaccia destinata probabilmente alla neonata società Montequerce scarl, con terreni adiacenti alla discarica di Poiatica, torna alla carica sotto mentite spoglie, riconfezionata come tappabuchi d’ eccellenza e addirittura santificata dal super consulente Montanari. Dato che per vendere fregature in Italia basta farle supportare da nomi altisonanti della scienza, dell’ arte o del cinema, come possiamo chiamare l’ intervento di Montanari se non ” una gran bella pensata!”;)

  2. Paolo Rispondi

    03/06/2017 alle 00:18

    Chi ha scritto questo articolo dimostra di non sapere come mai – e da chi – è stata fermata la discarica nel 2014. Come mai è da chi è stata fermata l’operazione Monte Querce.. si spara nel mucchio

  3. Abcde Rispondi

    03/06/2017 alle 00:58

    Forse perché abbiamo saputo che la società Montequerce scarl aveva come fine quello di creare un nuovo sito di smaltimento rifiuti? Cos’è? Adesso il merito di ogni stop va al Pd? Ahahahah! Ma si, certo, il merito è del Pd, dopo che è stato messo all’ angolo dai comitati e dai cittadini infuriati! Del resto anche Delirio di vantò di non aver fatto fare un nuovo inceneritore a Reggio, peccato che l’ abbia fatto solo dopo che contro quei gran paragnosti del suo partito abbiano dovuto fare un lungo braccio di ferro per anni, tutti i comitati ambientalisti!Vi vantate di aver fatto cosa? Ve lo dico io cosa. Affari. Soldi. Business.

  4. Abcde Rispondi

    03/06/2017 alle 01:03

    Un filino di radioattività…. Qualche vago… vaghissimo scandalo relativo agli appalti in odor di mafia di Iren? Le dice nulla? Ah no! Certo. È il Pd che ci ha salvato tutti! Ridicoli.

  5. Fausto Poli Taneto Rispondi

    03/06/2017 alle 09:00

    Ghiggini ever the best !

  6. Luisa Valdesalici Rispondi

    03/06/2017 alle 09:20

    Ancora una volta dobbiamo registrare come la politica, pur di assecondare i profitti delle imprese, metta a repentaglio il bene più prezioso che abbiamo: la salute. Qui ci si ammala e si muore di tumore molto di più di malattie infettive. E se per i vaccini si fanno leggi obbligatorie, anche per i rifiuti si facciano leggi obbligatorie. Rifiuti strettamente sotto controllo e basta inquinamento ambientale. Volere è potere. Questo dovrebbe fare una politica seria: tutelarci. Ma la politica, quella dal 1970 in poi, è cosa seria? NO!

    • Fausto Poli Taneto Rispondi

      03/06/2017 alle 15:42

      Gentilissima Luisa Valdesalici,
      mai e poi mai avrei pensato a un incancrenimento tale. Questa e’ ingegneria politica per fregare il cittadino. e rimanere impuniti.

  7. emilialibera Rispondi

    06/06/2017 alle 09:45

    comunque chi vota PD è proprio marcio !!

Rispondi a M.P. Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *