Siccità, La Regione ha dichiarato lo stato di crisi

16/6/2016 –  Stato di crisi idrica per l’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini. Lo ha dichiarato oggi il Presidente Stefano Bonaccini con un apposito decreto, nell’attesa che il Consiglio dei Ministri riconosca lo stato di emergenza nazionale, come richiesto dalla Regione solo pochi giorni fa.

“Il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile- spiegano Paola Gazzolo, assessore alla Protezione civile, e Simona Caselli, assessore all’agricoltura- concluderà lunedì l’istruttoria sulla nostra istanza, fondamentale per la deliberazione delle misure straordinarie necessarie ad affrontare la grave siccità che sta interessando in particolare le province di Parma e Piacenza”.

“Siamo quindi intervenuti con lo stato di crisi regionale- aggiungono- in attesa dell’approvazione dello stato di emergenza, che solo dopo la proclamazione dal parte del Governo permetterà di introdurre le attese deroghe e provvedimenti nazionali. Ne siamo consapevoli, e dal 30 maggio siamo al lavoro sulla grave emergenza in corso sia per l’uso potabile che irriguo”.

Il provvedimento del Presidente della Regione stabilisce la priorità dell’uso idropotabile dell’acqua nel caso in cui sia destinata a più utilizzi. Per le esigenze dell’agricoltura, la Giunta ha inoltre previsto la possibilità di derogare agli attuali limiti di prelievo della risorsa idrica, per accelerare le procedure di realizzazione degli interventi urgenti.

“Ora- concludono Gazzolo e Caselli- continua il pressing sul Governo perché, con lo stato di crisi, preveda disposizioni utili sia ad affrontare le criticità sull’idropotabile che sull’irriguo, per dare le risposte che anche il settore agroalimentare si attende”.

Il Po in secca

Il Po in secca

 

ANTENORE CERVI: INVASO NELL’ENZA, NON PERDERE TEMPO

“La situazione delle riserve idriche è allarmante; in primo luogo per l’agricoltura è di emergenza: lo è su scala nazionale come su quella regionale e provinciale, con punte maggiori nella Val d’Enza. Le precipitazioni di questi ultimi giorni in questo quadro possono rappresentare un breve sollievo (laddove non hanno fatto dei danni), ma non cambiano sostanzialmente questo dato di fatto”. Lo constata Antenore Cervi coordinatore di Agrinsieme di Reggio Emilia, il coordinamento che raggruppa Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle Cooperative del settore agroalimentare.

“E’ importante – prosegue – che di questo ci sia oggi una consapevolezza diffusa, e che a fronte di un’urgenza di risposte cui si cerca di far fronte con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale ed i tavoli di bacino, è avviato un percorso che potenzialmente può portare ad una soluzione parziale in tempi ragionevoli e ad una soluzione effettiva nel medio periodo, sapendo che la Val d’Enza presenta un deficit ‘al campo’ di oltre 8 milioni di metri cubi d’acqua”.

“Intendiamo – afferma Cervi – il percorso che stanno attuando gli Enti locali, per il progetto di invaso ‘stretta delle Gazze’ sul torrente Enza”.

“Dopo decenni di polemiche senza aver costruito nulla – aggiunge il coordinatore di Agrinsieme – un atteggiamento di collaborazione e condivisione tra tutti i soggetti interessati sembra finalmente aver potuto avviare un percorso che possa portare a risposte concrete. Ed è giusto da parte nostra ricordare che le proposte oggi sul tappeto sono state esplicitate il primo ottobre scorso in un convegno a Barco di Agrinsieme, con la collaborazione del Comune di Bibbiano, la condivisione dell’Unione Comuni della Val d’Enza, della bonifica Emilia Centrale, della Provincia, della Regione, fino al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. In quell’occasione si formularono le proposte, demandando agli enti locali il compito di compiere le necessarie verifiche ed attuare gli atti conseguenti; proposte che hanno il pregio di prevedere il riutilizzo di invasi esistenti, o nel caso della ‘Stretta delle Gazze’ di rimettere in cammino progetti già esistenti”.

“Questo dimostra – aggiunge – che le polemiche non fanno arrivare l’acqua, e che la discussione e la condivisione di strategie ed obiettivi è una strada che offre maggiori opportunità di soluzione ai problemi. E’ utile  inoltre una condivisione con la popolazione, in una realtà come la Val d’Enza dove l’uso dell’acqua vede molti soggetti impegnati, e dove gl’interventi per aumentare le riserve idriche possono portare anche benefici diffusi all’economia ed al territorio”.

“Un grazie per l’impegno a risolvere l’annoso problema e per il lavoro che stanno facendo – conclude Cervi – va quindi rivolto da parte nostra al Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, al commissario della bonifica Emilia Centrale Franco Zambelli, al presidente della Provincia Giammaria Manghi ed alla Regione, nella speranza che tale lavoro trovi sbocchi positivi”.

 

 

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