Siccità, si riparla della diga sull’Enza
Vertice in Provincia: tecnici già al lavoro

14/6/2017 – Si torna a parlare di imbrigliare le acque dell’enza nel territorio di Vetto. Pressioni in questo senso arrivano dalle organizzazioni professionali di Parma, e il problema è stato affrontato a Reggio in un vertice in Provincia cui ha partecipato l’assessore regionale Paola Gazzolo.

L’incontro di ieri a palazzo Allende è stato dedicato alle conseguenze dei mutamenti climatici a partire dalla siccità “con particolare riferimento al bacino dell’Enza: erano presenti oltre all’assessore Gazzolo, il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, Francesco Capuano e Federica Manenti del Servizio Area Affluenti Po (ex Stb) dell’Agenzia protezione civile, i tecnici di Regione  e Provincia, i sindaci di Bibbiano, Canossa con l’assessora all’ambiente, Sant’Ilario, Ventasso e Vetto, nonché i vicesindaci di Montecchio, San Polo e Vetto.

L’assessore regionale ha sottolineato Gazzolo “proprio questa settimana il presidente Bonaccini avanzerà ufficialmente al Governo la richiesta dello stato di emergenza nazionale per la crisi idrica che ha colpito l’intero territorio regionale, con punte di deficit idrico per la scarse precipitazioni del 40-50% a Piacenza e Parma: puntiamo ad ottenerlo il prima possibile, così da poter mettere in campo misure straordinarie per affrontare la situazione che sta interessando in particolare i settori potabile ed agricolo”.

La riunione in Provincia sulla siccità e la briglia sull' Enza alle Gazze di Vetto

La riunione in Provincia sulla siccità e la briglia sull’
Enza alle Gazze di Vetto

“Nel corso dell’incontro  – hanno aggiunto manghi e Gazzolo- si è deciso di costituire un gruppo di lavoro tecnico che analizzi la compatibilità, sotto il profilo ambientale ed economico, delle possibili soluzioni da adottare, a partire dallo sbarramento sull’Enza alla Stretta delle Gazze di Vetto, ipotesi emersa anche nel corso del convegno promosso lo scorso ottobre a Barco di Bibbiano, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti, dal coordinamento Agrinsieme, dal Comune di Bibbiano e dall’Unione Val d’Enza”.  In quello stesso convegno  era emersa la necessità di avviare un confronto istituzionale, coordinato dalla Provincia, che da allora ha prodotto diversi incontri, tra cui quello di ieri.

Nei prossimi giorni,  le istituzioni incontreranno anche le associazioni agricole e la Regione allargherà il tavolo tecnico-istituzionale alla “sponda parmense” dell’Enza, al Consorzio di bonifica e all’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti  (Atersir).

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Una risposta a 1

  1. Lino Franzini Rispondi

    22/06/2017 alle 13:42

    Ritenendo di conoscere più di altri la Diga di Vetto e della Stretta delle Gazze, per evitare errori e incomprensioni a tutti quelli che scrivono, e che probabilmente non sanno dove si trova la Stretta delle Gazze e non avranno mai avuto la possibilità di vederla (è assai scomoda), vorrei dire che la Diga di Vetto avrebbe creato notevoli problemi al Sindaco di Vetto, in quanto l’invaso avrebbe interessato gran parte del Comune di Vetto, risalendo l’Enza, la Lonza e il rio Atticola e la cosa più invasiva che avrebbe messo sott’acqua la frazione di Atticola, anche se c’era l’impegno di ricostruire le case messe a bagno a Vetto.Lo sbarramento alla Stretta delle Gazze e l’invaso che ne deriverebbe se risultasse fattibile, interessa principalmente la Provincia di Parma e in particolare il Comune di Palanzano; lo sbarramento e l’invaso della Stretta delle Gazze interesserebbe sulla sponda destra gran parte il Comune di Ventasso e quello di Vetto solo per poche centinaia di metri; ma è Palanzano che viene coinvolto per oltre il 60%; oltre ad avere lo sbarramento l’invaso risale l’Enza e la Bardea, ma a parte questo nessuno ha mai accennato, forse perchè nessuno lo sa, che una eventuale sbarramento alla Stretta delle Gazze metterebbe sott’acqua una frazione di Palanzano; case e stalle farebbero la fine di Atticola di Vetto; pertanto riterrei che l’interlocutore principale, senza voler togliere nulla agli altri, credo sia chi ha le competenze tecniche ma anche chi subisce i maggiori danni e i maggiori invasi; pertanto, se si parla di Stretta delle Gazze Palanzano dovrebbe essere il principale interlocutore; viceversa se si parla della Diga di Vetto, giustamente l’interlocutore sarà il Comune di Vetto.
    Lino Franzini Sindaco di Palanzano

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