Rifiuti, mafie, politica
Sta a vedere che la malavita è piovuta dal cielo

di Maria Petronio

18/6/2018 – Se la terra è avvelenata di chi è la colpa? Bella domanda! Sabato scorso, all’incontro organizzato al Cavolaforum dai comitati per la chiusura della discarica di Poiatica, il giornalista dell’Avvenire Pino Ciociola ha tentato razionalmente di ripercorre a ritroso tutta la filiera del business delle ecomafie, per arrivare a individuare ai vertici, quel fatidico “ignoto1” da cui tutto pare avere inizio.

Oggettivamente il suo ragionamento non fa una piega: il business nella Terra dei Fuochi iniziò come conseguenza delle scelte criminali degli industriali del Nord, che restano ancora clamorosamente impuniti. Industriali corrotti e innominabili. Uomini ombra. Spesso sconosciuti anche agli stessi investigatori. Industriali, imprenditori, tra i quali non è mai emersa la figura di alcun pentito. Cuori di pietra. E come li definisce giustamente Ciociola, cinici arrivisti. O come aggiungo io, assassini di bambini innocenti.

Però non sono d’accordo con Ciociola quando dice che se i bambini della terra dei Fuochi muoiono avvelenati in migliaia la colpa non è della mafia, né della politica, ma solo degli industriali.

Discarica di Poiatica, rilevamenti compiuti nel 2014 con contatore Geiger tra i 4 e il 5 lotto: 310-nano Sievert/ora

Discarica di Poiatica, rilevamenti compiuti nel 2014 con contatore Geiger tra i 4 e il 5 lotto: 310-nano Sievert/ora

Il genocidio in atto è il prodotto della complicità criminale e inscindibile di tutte le tre parti in causa: Industriali, mafia e politica. E va rimarcato con forza che né l’industriale corrotto, né il mafioso avrebbero vita facile se il politico provvedesse a stoppare sul nascere certi traffici, invece che farsene complice, costruire la propria carriera e foraggiare il partito grazie al denaro sporco delle mafie.

Non pretendo improvvisi guizzi di coscienza e mal di pancia tra imprenditori corrotti e mafiosi, che bestiacce sono e resteranno per sempre, ma pretendo che siano doverosi tra chi si accinge ad amministrare la cosa pubblica. Se un politico non ha come priorità il bene dei cittadini: impegnandosi per garantirne in primis il diritto alla salute, per me è un serpente da allontanare immediatamente.

Caivano (provincia di Napoli- febbraio 2012- Un vigile del fuoco impegnato a spegnere un rogo appiccato a rifiuti speciali e urbani. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi basta spulciare i documenti dei Vigili del Fuoco ,dove sono registrati i tantissimi interventi dei pompieri per i roghi tossici, per capire la portata del fenomeno relativo ai roghi tossici. Da molti anni, la camorra e le piccole imprese che producono in nero e sono costrette a smaltire i rifiuti in nero, usa il sistema dei roghi tossici per liberarsi dei rifiuti e degli scarti industriali di ogni tipo.

La giornalista Sabrina Pignedoli ha riferito di un suo tentativo di controllare che le targhe dei camion in entrata a Poiatica fossero del tutto regolari, specificando poi quanto sia stato inutile illudersi di scoprire così le attività illecite. Un esperto delle forze dell’ordine le spiegò infatti che oggi le ecomafie entrano di fatto nelle discariche autorizzate, grazie a camion apparentemente del tutto regolari. Del resto i controlli avvengono solo guardando quello che viene denunciato nella bolla di accompagnamento del carico, e fermare le migliaia di camion che viaggiano sulle nostre strade carichi di rifiuti, è praticamente impossibile. Al massimo qualche volta l’incaricato agli controlli dà un’occhiata allo strato più superficiale dei rifiuti che appaiono nel cassone, quindi nessuno può immaginare i veleni stipati in profondità.

Ma qual è il ruolo determinante della politica? Perché mai è la politica a fare la differenza nell’affaire nazionale delle ecomafie? Perché è quello del legislatore che raggira le leggi precedenti, le modifica, inventa proroghe, abbrevia i tempi di prescrizione per i reati di smaltimento illecito, trova un cavillo burocratico perché il gioco sporco appaia impeccabilmente a norma di legge! E allora per i cittadini che si ribellano a palesi raggiri è come scontrarsi con un muro di gomma. E’ chi amministra il territorio che conduce il ballo! E’ alla Provincia, alla Regione, nei Comuni, in Artersir che si pianifica dove e come e quanto scavare nuove cave, permettere con quali veleni ripristinare quei “buchi” scavati ad hoc, trasformare terreni idrogeologicamente dissestati in idonei per farci discariche, quali sono gli alvei da disastrare, i boschi da far tagliare, i fiumi da prosciugare, o altri mirabolanti progetti che ingrassino i loro amichetti.

terra-fuochi-napoli

E chi sono i tecnici, i consulenti, i luminari, i segretari, i personaggi di tutta l’intera corte che si muove nelle segrete stanze dei palazzi della regione, Provincia, Comuni, se non il lungo braccio espressione totale del partito di maggioranza?

E’ così ovunque. Il copione è sempre quello.

La politica ha i suoi servi ovunque, ha i suoi amici e poi gli amici degli amici.

Tutti coesi. Solidali tra loro. Omertosi. Sacerdoti votati ad altari pagani. Come osservava Ciociola è dal 1999 che la Commissione parlamentare antimafia osservava la presenza delle ecomafie in Emilia Romagna, denunciando fatti gravissimi a Ravenna, Cesena, Piacenza ecc.. Che cosa è stato fatto per contrastarla?

I nostri amministratori locali hanno semplicemente evitato di discuterne. Anzi, per decenni hanno negato addirittura che ci fosse la mafia nella nostra regione.

Anche a Reggio prima dell’indagine Aemilia, non c’era. E’ spuntata d’emblée in una notte.

Così come a Poiatica! E se la Dda ha aperto un’indagine sul probabile smaltimento illecito di rifiuti, la politica ovviamente non ne sa niente! Chissà, a questo punto i mafiosi a Poiatica devono essere sbarcati di notte in elicottero, per seppellire i loro veleni, ad insaputa di tutti? Sta a vedere che hanno scavato un tunnel sotterraneo!

No, non si capisce proprio come mai se a Poiatica per la Regione, Artesir, il Pd, Tutino, Iren, Unieco, Arpa ed Ausl va tutto bene, ai signori della Dda salta in mente di aprire un’indagine! Che stranezza, eh?

Oppure, come nel mito di Teofrasto, c’è chi ha forgiato il coltello, chi l’ha affilato, chi l’ha portato, chi ha indicato dove colpire, e chi ha inferto i colpi mortali?

L’assassinio c’è stato. Il morto puzza, anche se l’hanno sepolto sotto metri e metri di terra, e metri e metri di dubbie certificazioni, per indicare che il cadavere gode di ottima salute.

Suvvia quanta mala fede! Vogliamo mettere in discussione l’autorevolezza del medico che dice che il cadavere respira ancora, o del sarto che continua a cucirgli addosso abiti possibilmente in amianto vetrificato?

La sindrome di Stoccolma colpisce ancora, e nonostante l’evidente scollamento tra realtà e finzione, ci sono politici e politicanti che continuano a restare nella terra di mezzo, minimizzando i danni – non siamo nella terra dei fuochi – o restando semplicemente in silenzio, soggiacendo all’arcinoto ricatto dei posti di lavoro da salvaguardare.

Ma sia Ciociola che Enzo Tosti Presidente dei comitati della terra dei Fuochi, ribadiscono a gran voce: prima la salute dei bambini, la salute di tutti, e poi la salvaguardia dei posti di lavoro! I sindaci non possono pensare neppure per un attimo di poter tenere i piedi in due staffe! Perché chi già mette in dubbio o nega che ci siano danni per la salute, di fatto è già complice del gioco delle ecomafie! E la terra dei fuochi è ovunque politica e mafie lavorano sinergicamente per fare soldi. Non c’è bisogno di avere centinaia di bambini morti, sono sufficienti anche tante altre patologie respiratorie, l’aumento degli infarti, o altre patologie del sistema endocrino, perché si possa sospettare un sistematico avvelenamento ambientale.

Invece per certi politici tradire la marcia tribù a cui si appartiene, e con la quale si va fuori a cena, si brinda, dopo aver dato in pasto magari false scaramucce sui giornali, equivale a un matricidio! Per costoro la legge del branco va prima di tutto, prima ancora del bene dei cittadini! Stolti, venduti, poveracci!

E poi avanti con la chiusura del reparto maternità all’ospedale di Castelnuovo Monti, così tutti i futuri casi patologici rilevati alla nascita, vedi le caratteristiche malformazioni neonatali o gli aborti spontanei, – che come ricordava Enzo Tosti, sono i segnali più evidenti ed immediati di una grave contaminazione ambientale – ricollegabili all’impatto ambientale del già procrastinato aumento nei prossimi anni della quantità di biogas e percolato della discarica, non faranno più testo, perché saranno statisticamente aggregati ai numeri relativi alle nascite totali del distretto sanitario di Reggio Emilia.

Enzo Tosti aggiunge che nella Terra dei Fuochi è stato calcolato che un terzo delle gravidanze si traduce in aborto spontaneo. E del resto i video inchiesta di Pino Ciociola, rintracciabili anche su YouTube, raccontano le storie di decine di bambini inguaribili. Bambini che pagano il prezzo di un forsennato e cinico consumismo, dato che anche i roghi tossici vanno replicandosi soprattutto in corrispondenza delle stagioni di produzione in nero dell’indotto calzaturiero e tessile, gestito dalla camorra.

Va ribadito ora quanto ha affermato Enzo Tosti : per contestare l’apparente ed indiscutibile egemonia dei dati epidemiologici forniti dai Registri Tumori, regolarmente modificati e piegati alle logiche corrotte di una certa politica, dato che non si possono ritenere attendibili dei dati che non comprendono tutte le regioni d’Italia, si dovrebbe fare come hanno fatto in Campania. Invitare i medici di base a mettere in rete tutti i data base, in cui già sono registrati i casi patologici che loro stessi hanno in cura. Quindi raccogliendo al grezzo questi dati si possono ottenere finalmente quelle speculari e veritiere rappresentazioni della situazione epidemiologica di ogni comune e distretto, evidenziando così anche eventuali cluster in quelle aree in cui le ecomafie hanno interrato rifiuti tossici ad insaputa di tutti.

Enzo Tosti suggerisce ancora una doverosa azione di indagine e contrasto che dovrebbe comportare uno studio epidemiologico serio sulla popolazione residente nei pressi di siti di smaltimento, stoccaggio o trattamento rifiuti, e ovviamente analisi approfondite sullo stato di inquinamento del territorio, con carotaggi e quant’altro…

In oltre ecco cosa suggerisce Tosti: in ogni città c’è un Centro Antiveleni, dove chiunque può rivolgersi perché gli vengano effettuati test tossicologici antiveleni gratuitamente, e quindi è possibile risalire alla contaminazione sospetta da metalli pesanti o altri veleni industriali. Monitorando, così, a campione la popolazione più a rischio.

 

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Una risposta a 1

  1. waterboy Rispondi

    19/06/2017 alle 17:02

    Teofrasto, la sindrome di Stoccolma, un colpo d’ala letterario sulla più grande bufala dell’anno.
    P.S. la DDA ha aperto un indagine perché è atto dovuto in seguito alla denuncia di Bini

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