Prodi stronca il Tedescum e avverte Renzi: “Se vai con Berlusconi io levo le tende”

5/6/2016 – “Abito in una tenda canadese vicino al Pd, ma in caso di alleanza con Forza Italia posso infilarla nello zaino e spostarmi”. Con una metafora in stile scoutistico, Romano Prodi ha lanciato il suo avviso a Renzi: questa legge elettorale porterà inevitabilmente a un’alleanza con Berlusconi, la scissione di Bersani non mi è piaciuta, ma io sono pronto a rompere col Pd.

E’ la sostanza del messaggio, politicamente una bomba, che il Professore di Scandiano, ex premier, ex presidente della Commissione Ue e soprattutto l’unico che a centro-sinistra sia riuscito a battere il Cav, ha affidato questa mattina alle colonne del Fatto Quotidiano.

Prodi comincia con un giudizio stroncatorio della nuova legge elettorale ispirata al proporzionale tedesco: “”Con la legge in discussione ci si obbliga a cercare alleanze fra partiti con diversità inconciliabili: vi è un’infima possibilità di un governo stabile: la conquista della maggioranza assoluta.”. Ma in queste condizioni sarebbe una pia illusione.

The former EU Commission president Romano Prodi speaks during the press conference "The future of Europe" in Vienna, Austria, on November 22, 2016. / AFP / APA / GEORG HOCHMUTH / Austria OUT (Photo credit should read GEORG HOCHMUTH/AFP/Getty Images)

Romano Prodi

 

Poi il passaggio chiave: “Non ho dedicato la mia vita politica a costruire alleanze con obiettivi talmente disomogenei da diventare improduttivi”. E ricorda appunto, nonostante sia stata un “errore” la scelta di Bersani della scissione, un’alleanza tra Renzi e Berlusconi lo porterebbe su sponde lontane dal Pd.

La conseguenza è lampante: dato che la legge alla tedesca si farà e che per fare il governo sarà inevitabile una grande coalizione (come del resto è accaduto in Germania), Prodi indica per esclusione una sola strada possibile (per lui): l’alleanza tra i dem e il movimento “antisistema” di Grillo.

Naturalmente questo il Professore non lo dice nell’intervista al Fatto di Travaglio, ma è evidente dove voglia andare a parare quando striglia ben bene proprio Beppe Grillo:  “I suoi spettacoli mi piacevano molto. Mi sottopose un paio di volte i suoi testi teatrali, si documentava con rigore sull’esattezza delle battute di economia. Poi è andato per la sua strada fino alla politica. Una cosa è fare teatro, un’altra è governare”. Di conseguenza “ll rischio – precisa Prodi – è l’indefinitezza della proposta: come si fa a prendere decisioni se non si hanno principi che siano di destra o di sinistra? La forza di Grillo è non avere radici, ma questo produce il rischio di non avere linea di governo”. Conclusione: Grillo si sbrighi a mettere insieme un programma di governo, e si vedrà. E se tale compromesso dovesse fallire, Prodi è già pronto a guidare un quarto polo alternativo.

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    05/06/2017 alle 16:32

    Citano sempre Renzi che e’ fuori rosa.

    Al referendum gli han votato contro
    Perche’ mai citarlo sempre.

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