Prestito sociale tradito: “Sì al fondo risarcimenti, ma controlli sulla finanza cooperativa”

20/6/2017 – “Facciamo attenzione che l’adombrata ma ancora incerta possibilità di istituire un fondo intercooperativo a parziale risarcimento degli ex-soci delle coop fallite non diventi uno strumento di pressione rispetto alla necessità di stabilire regole ferree di controllo sui flussi di denaro di tutte le società cooperative”.

Intravede questo rischio la senatrice Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo misto, a margine dell’incontro a cui ha partecipato ieri in Provincia sul prestito sociale. Il riferimento è alla richiesta avanzata dai parlamentari PD – avallata pare dal Governo (che, è bene precisarlo, non ci metterebbe un soldo) e ancora lontana dall’essere accolta, come ha sottolineato ieri lo stesso presidente di Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta – che le cooperative di consumo si rendano disponibili a liberare risorse a favore di un fondo nazionale di tutela del prestito sociale.

Maria Mussini, senatrice del gruppo misto

Maria Mussini, senatrice del gruppo misto

L’incontro convocato da Federconsumatori è servito a costituire una sorta di tavolo molto istituzionale per seguire gli sviluppi della vicenda del prestito sociale sfumato nei crac cooperativi (vi fanno pqarte fra gli altri il sindaco Luca Vecchi – di cui è largamente nota l’esperienza nel settore cooperativo, come consulente e sindaco in numerose società dell’universo Lega – e il presidente della Provincia Giammaria Manghi.

“E’ essenziale – ha dichiarato Mussini – predisporre gli strumenti normativi necessari per vigilare su un sistema che nel tempo ha assunto le stesse funzioni delle banche pur senza esserlo- Per questo sono disponibile sin d’ora disponibile a farmi carico, una volta condiviso, del disegno di legge messo a punto sul tema da Federconsumatori”.

Ma le normative servono a poco se manca la responsabilità: “È essenziale che le prescrizioni contenute nella circolare della Banca d’Italia del novembre 2016 si traducano in effettiva informazione per i soci prestatori e non solo in adempimenti puramente formali, così come le assemblee devono diventare la sede di una condivisione reale di informazioni, sottoponendo per esempio ai soci le relazioni dei revisori”.

Una questione non da poco, dal momento che ieri, all’osservazione dal deputato Marchi il quale, come se fosse sbarcato da Marte, dava per scontato che i soci si fossero rivolti alle cooperative come a delle banche, i rappresentanti dei comitati soci hanno risposto  di non essere mai stati informati del rischio che correvano i loro prestiti.

Conclude la senatrice: “La responsabilità e il controllo possono restituire il sistema cooperativo ai suoi valori, distogliendolo dalla speculazione finanziaria e ricollocandolo nel suo alveo originario della produzione e del lavoro, l’unico modo per restituire dignità alla professionalità di tanti lavoratori che, dotati di un know how di valore, tanto hanno contribuito al benessere del nostro territorio e tanto possono ancora dare”.

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