Poiatica e traffico di rifiuti, la montagna contro i paraculi del potere

17/6/2017 – L’appuntamento è alle 15,30 di oggi, sabato 17 giugno, al Cavolaforum di Cavola di Toano, nella montagna reggiana. Il tema, in siciliano stretto da “mafiusi” è : “Trasi munnezza e nesci oro”, entrano rifiuti ed esce oro. E’ la giornata del no della montagna al traffico di rifiuti, dopo l’apertura di un’indagine della direzione distrettuale antimafia” sulla discarica di Poiatica, nella sfondo di un nuovo, indecente tentativo di truffa che si vorrebbe perpetrare sulle spalle della montagna reggiana: la “bonifica” dei veleni di Poiatica con altri veleni, ovvero un’altra montagna di rifiuti speciali (una cifra oscillante fra i 400 mila e gli 800 mila metri cubi) comprese lastre di amianto inertizzato.

E’ il no della montagna alla paraculaggine del sistema di potere che governa l’Emilia, e di cui si hanno prove inconfutabili ogni giorno che passa. Il no ai  paraculi dalla faccia di bronzo che si riempiono la bocca di ambiente, di salute, di partecipazione, di democrazia, di sicurezza per garantirsi il consenso, e intanto lavorano per riaprire una discarica in cui sono state rilevate tracce pesanti di radioattività, che vogliono impedire alle mamme di partorire dove vivono (chiudendo il punto nascite del Sant’Anna di Castelnovo Monti) e intanto lavorano di lena in pianura  per permettere trivellazioni petrolifere nel cratere del terremoto (area Fantozza). Per non parlare dello strano caso dell’area eventi del Campovolo, con una selezione in cui il vincitore, comunque vada, è ormai certo. E per tacere del profluvio di parole contro la mafia e per la legalità, quando è proprio questo sistema di potere che ha alimentato una bolla edilizia devastante sostenuta anche da capitali sporchi.

La discarica di Poiatica quando era attiva

La discarica di Poiatica quando era attiva

Ma a Poiatica la  mafia emiliana non ha un volto: “E un nemico impalpabile, non veste coppola e lupara (come diceva Borsellino), non ha un cognome particolare, ma -lo si legge in un rapporto dell’Antimafia – abita nei colletti bianchi degli appalti truccati, del veleno silenzioso che scalza l’imprenditoria onesta e strozza le comunità, mirano alla politica e al cuore delle istituzioni”

Oggi dunque al Cavolaforum di Cavola interverranno Cristiano Colò del Comitato Fermare la Discarica e  Maria Petronio leggerà brani della sua opera “Quando il sole è nero” e, infine, gli ospiti affronteranno in dialogo aperto il tema delle ecomafie: Pino Ciociola inviato romano de “L’Avvenire”, autore di inchieste giornalistiche sugli ecocidi italiani e, in particolare, sulla Terra dei Fuochi; Enrico Bini, Presidente dei Comuni dell’Appennino Reggiano da sempre impegnato nel contrasto alla mafia emiliana, Sabrina Pignedoli giornalista e autrice di “Operazione Aemilia” (intervento in videoconferenza) e Enzo Tosti, portavoce rete di cittadinanza e comunità costituita in Terre dei fuochi

Durante il pomeriggio e in diversi momenti saranno esposti anche gli scatti dei fotografi Wilma Tognetti, Nando Marzano e Vito Giacopini, che hanno con impegno rappresentato e reinterpretato in arte visiva il tema della giornata.

Nel frattempo Enrico Bini ha inviato un proprio esposto alla Dda di Bologna e al Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, sempre sulla discarica di Poiatica di Carpineti. Bini fa riferimento agli articoli pubblicati dai media i primi giorni di giugno e chiede di poter conoscere, se possibile, quali accertamenti tecnici siano in corso al fine di tranquillizzare la popolazione della montagna “peraltro molto preoccupata dalla presenza di eventuali rifiuti tossici”.

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4 risposte a Poiatica e traffico di rifiuti, la montagna contro i paraculi del potere

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    17/06/2017 alle 14:53

    Tanta “merda” a Enrico Bini, come augurio che possa finalmente sbloccare questa pesante situazione.

    Alla scrittrice Pignedoli, di cui ho letto il libro su Aemilia, Le dedico la canzone “Le Rondini” di Lucio Dalla.

  2. Mario Guidetti - consigliere naz.le Ordine dei Giornalisti Rispondi

    17/06/2017 alle 23:11

    Pezzo magistrale, ardito, giornalismo di chi ha la schiena diritta – se fioccherà una querela temeraria (cosa che non auguro ma rappresenterebbe una ) dichiarerò “JE SUIS GHIGGINI” Adelante hasta la victoria del bene e della verità, siempre

  3. waterboy Rispondi

    18/06/2017 alle 15:29

    Perfetto. Rifiuti, mafia, trivelle, punto nascite, Campovolo: era difficile mettere assieme tutto questo ,ma il qualunquismo futurista di Ghiggini c’è riuscito. Auguriamoci solo che il procurato allarme, se si rivelerà, come è probabile, una bolla di sapone, faccia pagare a Bini le conseguenze (almeno dal punto di vista politico). E’ un po’ comodo fare il Masaniello scomodando procure, antimafia, ecc., dando un idea totalmente errata della situazione in montagna, ai meri fini di arrampicata politica personale.
    Quando il caso si chiuderà tra le pernacchie, aspettiamo Ghiggini…

    • Pierluigi Rispondi

      18/06/2017 alle 18:33

      E Ghiggini aspetta Waterboy a piè fermo, visto che di paraculi (politicamente parlando) se ne intende. E meno male che mi ha dato solo del qualunquista, ringrazio invece per il futurista, anche se un grande ma paraculone come Marinetti sarebbe perfettamente a proprio agio in mezzo a voi.

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