Paraculi duri a Correggio
Neanche mezza sindaca alla messa del vescovo nell’anniversario di don Pessina
ammazzato da killer comunisti

di Andrea Nanetti*

Per questo settantunesimo anniversario del martirio di Don Umberto Pessina (18.6.1946-2017) nella sua San Martino piccolo, con Messa solenne celebrata dal vescovo Mons. Camisasca, anche stavolta non è apparso nessun esponente istituzionale PD, né per rendere omaggio al parroco ammazzato (in un agguato di partigiani comunisti), né ai convegni per il quarantennale del circolo cattolico Frassati. Non risulta neppure un messaggio, come fosse stato un giorno qualsiasi.

Don Umberto Pessina; a destra il corpo ricomposto dopo il delitto, da un giornale dell'epoca

Don Umberto Pessina; a destra il corpo ricomposto dopo il delitto, da un giornale dell’epoca

Eppure per la prima volta nella storia, quest’anno, un vescovo ha visitato casa Cervi, “tempio” laico dei partigiani comunisti.

Tanti si aspettavano almeno per ricambiare la storica (e discutibile) visita episcopale nel “sacrario” della resistenza, la presenza di qualcuno dall’Anpi, o almeno dell’amministrazione comunale Correggese, ma invece… i guardiani del “dogma resistenza” son rimasti assenti e, silenti. Come per occultare i crimini degli “eroici” partigiani rossi. Come sempre.

Intanto l’operosa sindaca è molto attiva nel comparire anche nelle inaugurazioni di negozi e, a qualunque evento capiti.

Non mi stupisco delle assenze, il PD sistematicamente respinge le commemorazioni, perché la componente, cosiddetta cattolica, sembra devota a quella ex comunista.

Come nella mia mozione del giugno 2013 in consiglio comunale, tesa semplicemente alla memoria di Don Pessina e, del quasi dimenticato Don Luigi Manfredi, ma bocciata su “ordine” pervenuto in lettera dall’Anpi. Per quella stroncatura, persino il famoso capo partigiano Germano Nicolini, dichiarò sulla stampa, stupore e dissenso.

Solo a Correggio le vittime dei partigiani comunisti sono un centinaio, tra cui Don Pessina e Don Manfredi parroco di Budrio, più altre 13 che risultano tuttora disperse, metà di tutte queste persone furono assassinate dopo il 25 Aprile 45, a guerra era già finita. Ma per far sopravvivere il mito della “santa” resistenza è meglio che non si sappia, a prezzo però della riconciliazione.

*già consigliere comunale a Correggio

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Una risposta a 1

  1. pensionato42 Rispondi

    26/06/2017 alle 15:13

    Bella figura di M…a

    Pero’ in tanti a fare volontariato alla festa dell’unità……

    Pensionato 42

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