“Lastre di amianto per chiudere la discarica di Poiatica”
Vertice segreto del Pd col consulente della Regione

1/6/2017 –  I consulenti pagati dalla Regione con i soldi dei cittadini, sono a disposizione di tutti o solo per gli affari interni del Pd? La domanda sorge spontanea  di fronte al fatto che il professor Alberto Montanari dell’università di Bologna, estensore del rapporto sulla discarica di Poiatica, ha illustrato i contenuti del documento, con relative conclusione a una riunione nelle segrete stanze dem a Carpineti, alla quale hanno partecipato anche il segretario provinciale del Pd Andrea Costa e il boss politico della montagna, presidente del Parco nazionale, il già senatore Fausto Giovanelli.

I comitati dei cittadini e i consiglieri di opposizione, naturalmente, sono rimasti rigorosamente fuori dalla porta. Insomma, l’ennesimo caso di politica padronale.

La discarica di Poiatica quando era attiva

La discarica di Poiatica quando era attiva

Ma ciò che è più grave sono le indiscrezioni trapelate dopo l’incontro, e messe in rete dal sito Redacon, sulle soluzioni prospettate dal professor Montanari. Soluzioni in parte già anticipate in marzo dal comitato Fermare la discarica, in pratica una fotocopia di quelle per la quali preme il gestore Iren da oltre un anno: la “bonifica” di Poiatica dovrebbe avvenire attraverso centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti spèeciali. Di fatto una riapertura del sito spacciata come “chiusura”.

Con la differenza che il Comitato non sapeva, allora, che il professor Montanari propone di riempire la fossa di Poiatica anche con lastre di amianto che “opportunamente trattato – avrebbe sostenuto il docente – “potrei tenere tranquillamente nel cortile di casa mia”. Il tutto senza una risposta vera sull’accertamento dei tassi di radiottività e su cosa è effettivamente seppellito negli strati profondi di Poiatica.

Prima o poi comunque la relazione Montanari dovrà essere resa pubblica, e vedremo quali margini sussistono per rendere convincente una proposta che, se non fosse drammaticamente vera, potrebbe finire a Paperissima.

Ma già oggi, di fronte alle notizie trapelate (e che attendono o conferme o smentite), c’è chi fa notare come sia tuttora in corso un’inchiesta della Procura antimafia su Poiatica, e ciò spiegherebbe il perché di tanta fretta nel “tombare” un deposito di rifiuti dal quale in base ad analisi compiute da privati sono emersi, già nei limiti esterni del recinto,  livelli di radioattività non propri tranquillizzanti.

Nel concreto – scrive Redacon –  “a Poiatica si propone di chiudere il grande buco rimasto con un mix di terra e rifiuti speciali, rispettivamente di 500 mila e 800 mila metri cubi. Va ricordato, giusto per capire le dimensioni, che in 20 anni di vita della discarica, il 2011 fu l’anno in cui si registrò il picco massimo di conferimenti con una quantità smaltita di rifiuti di 150 mila tonnellate. Nello studio citato si parla di conferimenti di 400 mila tonnellate”.

Discarica Poiatica, 22 giugno 2014. A Quercioli di Sopra, area a ridosso della recinzione, il contatore Geiger segna 290 Nanosievert/ora

Discarica Poiatica, 22 giugno 2014. A Quercioli di Sopra, area a ridosso della recinzione, il contatore Geiger segna 290 Nanosievert/ora

La relazione Montanari individua “quattro tipologie di rifiuti speciali” tra i quali “anche rifiuti a base di lastre amianto opportunamente trattato che, secondo il docente, non desterebbero problemi di sicurezza per la salute tanto che, a mo’ di esempio, lo stesso avrebbe asserito di poterli ospitare nel sottofondo del cortile di casa propria, senza rischio alcuno”. Ma “secondo alcuni, stupisce la possibilità di ospitare lastre di amianto, proprio quando si hanno notizie di criticità regionali per lo smaltimento di questo tipo di rifiuti”.

Insomma, come anticipato a suo tempo da Reggio Report, si farebbe di necessità virtù: la “chiusura” di Poiatica come business capace di generare milioni e milioni di euro per Iren, o chi per esso.

La delegazione del Pd era composta, oltre al segretario Guido Tirelli, da diversi consiglieri, tra i quali il presidente del Parco Fausto Giovanelli (che secondo Redacon “avrebbe sondato, senza successo, la possibilità di ridurre il fronte dell’invaso per ridurre parimenti i conferimenti”), Nuccia Mola presidente di Legambiente Appennino, Pietro Ferrari e il  segretario provinciale del Pd Andrea Costa.

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6 risposte a “Lastre di amianto per chiudere la discarica di Poiatica”
Vertice segreto del Pd col consulente della Regione

  1. M.P. Rispondi

    01/06/2017 alle 16:41

    Le riunioni carbonare in questo caso sono l’ ennesima prova dell’ inciucio a monte dei poteri forti…. Questo fanno e disfano, come se la faccenda di Poiatica fosse sopratutto “Cosa Loro”. Tutta l’ altra plebaglia ovviamente dovrà accodarsi per il cinema in seconda visione, stando possibilmente in silenzio per non intralciare ciò che è già stato deciso nelle segrete stanze. L’ amianto caldeggiato come cibo degli dei, è l’ ennesimo tentativo di confezionare elegantemente la pupù che hanno deciso, per l’ ennesima volta, di conferire a Poiatica!Non credo si debba pendere dalle labbra di chicchessia, tanto più se certi soloni sono in strettissimi rapporti con ben noti produttori di rifiuti pericolosi.

  2. Fausto Poli Taneto Rispondi

    01/06/2017 alle 17:16

    Alla vigilia della festa del 2 Giugno un articolo che mi innervosisce e di più’ innervosisce i cittadini di Poiatica.

  3. Abcde Rispondi

    01/06/2017 alle 18:55

    Nella Società Idrologica troviamo sia Alberto Montanari che Giorgio Galeati. Alberto Montanari suggerisce di utilizzare amianto vetrificato per chiudere la discarica di Poiatica. L’ amianto vetrificato è anche prodotto da Enel. Giorgio Galeato lavora per Enel. In Toscana è emergenza amianto di Enel. Non sanno più dove smaltirlo. Si cercano discariche. Proviamo a immaginare: Poiatica, giusto? Tanto valeva chiedere direttamente ad Enel.

  4. Abcde Rispondi

    01/06/2017 alle 20:01

    Dimenticavo: la sinergia tra gli interessi di Enel e Società Idrogeologica sono conclamati anche per il Premio Dino Tonelli. Idem la collaborazione tra Montanari e Galeati è citata apertamente nel cv di quest’ ultimo.

  5. Luca Rispondi

    02/06/2017 alle 09:35

    Nello stesso tempo votate e ci manifestare contro formando comitati…
    e se non lo votate più adesso lo facevate quando manifestavate contro il vostro sindaco di toano da voi stessi sostenuto … chi e’ causa del suo mal…

  6. Fausto Poli Taneto Rispondi

    02/06/2017 alle 15:17

    Commissionare, commissionare……

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