“Invaso sull’Enza: fare presto” ma sono davvero tutti d’accordo?
Odg di Terre Reggiane mette alla prova il Pd in Provincia

20/6/2017 – Ma davvero oggi sono tutti favorevoli, o quasi,  all’ invaso artificiale sull’Enza, nel territorio di Vetto, per fronteggiare la siccità e garantire il fabbisogno idrico all’agricoltura? Per rispondere a questa domanda, il capogruppo di Terre Reggiane- Forza Italia in Provinica, Giuseppe Pagliani ha presentato un ordine del giorno a palazzo Allende su cui si misurerà il grado reale di consenso delle forze politiche a tale proposta. Pagliani chiede che il consiglio e il presidente Manghi (che peraltro ha promosso il tavolo tecnico per verificare la fattibilità di una briglia alle Gazze di Vetto) coinvolgano  la Regione Emilia Romagna in tempi brevi “al fine di redigere un progetto di costruzione di un invaso lungo l’asta del fiume Enza per risolvere definitivamente il grave rischio che la siccità potrebbe causare nei prossimi anni, con pericolose conseguenze non solo per  le coltivazioni agricole ma anche per la popolazione della provincia”.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

In una dichiarazione, Pagliani nota come “la continua ed ormai indigesta opposizione alla costruzione della Diga di Vetto vede sempre meno amministratori coinvolti. Nel complesso la posizione della sinistra più costruttiva è divenuta favorevole alla costruzione di invasi sull’asta del fiume Secchia. In trincea era rimasta inutilmente la ex Presidente della comunità montana ed ex Sindaco di Vetto d’Enza Sara Garofani che ha continuato ad opporsi al progetto, necessario per dare una opportunità di sviluppo alla nostra montagna ed all’intera valle del fiume Enza.

La produzione di energia idroelettrica – nota Pagliani la regimazione a monte delle piene oltre al continuo e costante approvvigionamento di acque pulite dall’alta valle, per l’agricoltura della bassa val d’Enza sono una esigenza ormai imprescindibile”. Di ciò “si dovrà convincere per forza la sinistra locale.  Sin dalla mia campagna a candidato presidente della Provincia nel 2009, Forza Italia sostiene  l’indispensabilità della costruzione di invasi che permettano di approvvigionare di acqua le coltivazioni della Val d’Enza culla delle nostre migliori produzioni agroalimentari reggiane”.

Il fiume Enza nel territorio di Vetto

Il fiume Enza nel territorio di Vetto

“La sinistra finto ambientalista ora deve cambiare rotta, tanti anni di opposizione ideologica alla costruzione della Diga ha creato danni enormi, ora il clima e le siccità obbliga a ritornare sul progetto di costruzione di invasi troppo frettolosamente cassato anche dalla miope amministrazione guidata da Sonia Masini. Riprendiamo velocemente in mano il progetto datato di costruzione di un invaso in val d’Enza – conclude l’esponente azzurro – Dovra certo prevedere delle modifiche, ma rappresenta pur sempre un eccezionale punto di partenza”.

L’ORDINE DEL GIORNO SULL’INVASO DELLA VAL D’ENZA

PREMESSO CHE :

negli ultimi dieci anni  e non solo nei mesi estivi  si verificano periodi  di grave siccità che  investono  il territorio provinciale reggiano con prevalenza della zona dell’intera Val d’Enza.

CONSIDERATO CHE

è ormai  da  decenni che   prosegue il dibattito relativo alla costruzione di un invaso in Val d’Enza atto a risolvere definitivamente il problema di carenza estiva di risorse idriche . Inoltre  la creazione di tale opera nell’ alto territorio della Valle dell’Enza potrebbe portare importanti benefici economici collaterali  come ad esempio  la produzione di energia idroelettrica.

TENUTO CONTO CHE

negli ultimi anni le crisi idriche sono    divenute un’emergenza  costante   che minaccia  le produzioni agricole ed agroalimentari della zona che per vocazione rappresenta nella nostra Provincia un’eccellenza enologica ed agroalimentare.

SI IMPEGNA IL CONSIGLIO PROVINCIALE ED IL PRESIDENTE MANGHI

a coinvolgere la Regione Emilia Romagna in tempi brevi, al fine di redigere un progetto di costruzione di un invaso lungo l’asta del fiume Enza per risolvere definitivamente il grave rischio che la siccità nei prossimi anni potrebbe causare con pericolose conseguenze non solo per  le coltivazioni agricole ma anche per la popolazione della provincia. (Giuseppe Pagliani   Capogruppo Terre Reggiane)

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Una risposta a 1

  1. Lino Franzini Rispondi

    14/08/2017 alle 11:39

    Lavorando in Trentino Alto Adige compresi che la loro grande ricchezza non erano quelle tre Dolomiti che hanno, ma l’acqua; due province che se ben ricordo avevano un centinaio di sbarramenti che formavano piccole o grandi Dighe, intere valli che producevano energia idroelettrica “pulita” superiore al proprio fabbisogno, acqua per tutte le loro coltivazioni e per tutti i frutteti, acqua che arriva nei campi dei contadini con condotte forzate, basta aprire gli irrigatori e l’acqua inizia ad irrigare, non servono trattori o pompe o pozzi da cui prelevare le acque di falda; inoltre per ogni chilovattora prodotto i BIM (Bacini Imbriferi Montani) riconoscono ai Comuni delle Province decine di milioni di euro ogni anno; al contrario di quanto succede a Reggio e a Parma; le acque si prelevano dal fiume Po con impianti giganteschi e con consumi spaventosi di energia elettrica o dai pozzi. Madre Natura ha fatto si che a Vetto si possa realizzare un piccolo invaso di 93 milioni di mc utili di acqua di montagna,di quella pulita, di quella che si può bere, di quella che non servono migliaia di quintali di cloro per renderla potabile; acque dove a Selvanizza mi inginocchiavo per berle quando avevo sete. Ma al fondamentalismo ambientalista sembra interessi bruciare petrolio per produrre energia, sembra interessi di più lo spreco delle acque che salvare l’agricoltura di Reggio e Parma o i pesci che ogni anno muoiono di “sete” sui greti; sembra non interessi nulla avere la possibilità di creare un’oasi faunistica intorno al lago per tutta la fauna stanziale e migratoria; e la Politica Emiliana cosa fa? dichiara lo stato di emergenza, come se dichiarare lo stato di emergenza producesse acqua per l’agricoltura o per i rubinetti di Parma e Reggio. A tanti andrà bene così, ma al sottoscritto e a chi ama queste terre non va certamente bene; non va bene vedere ogni anno sprecare la vera ricchezza della Valle dell’Enza, l’acqua e vedere la montagna spopolarsi e dissestarsi sempre di più e l’agricoltura morire; ma l’orgoglio di tanti Reggiani o Parmensi dov’è finito????; se qualcuno nel recente passato ha sbagliato a dire NO continuiamo a dire di No in eterno?.

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