Invaso sull’Enza, altolà dal versante parmense
Il sindaco di Palanzano: “I più danneggiati siamo noi”

22/6/2017 – Nuovo invaso sull’Enza: se nel reggiano quasi tutti sembrano d’accordo sulla briglia alla Stretta delle Gazze di Vetto, tanto che si è costituito a spron battuto un tavolo tecnico in provincia con la benedizione dell’assessore regionale Gazzolo, non è così nel versante parmense della val d’Enza. A dare l’altolà è il sindaco di Palanzano Lino Franzini, che spiega la sua posizione in un posto inviato a Reggio Report.

In sostanza , Franzini rileva che la briglia alla Stretta delle Gazze per un invaso da 12 milioni di metri cubi – coinvolgerebbe non tanto il territorio di Vetto, quanto Palanzano, perché tale invaso metterebbe sott’acqua una frazione del comune parmense.

Lino Franzini, sindaco di Palanzano

Lino Franzini, sindaco di Palanzano

Scrive il primo cittadino di Palanzano: “Ritenendo di conoscere più di altri la Diga di Vetto e della Stretta delle Gazze, per evitare errori e incomprensioni a tutti quelli che scrivono, e che probabilmente non sanno dove si trova la Stretta delle Gazze e non avranno mai avuto la possibilità di vederla (è assai scomoda), vorrei dire che la Diga avrebbe creato notevoli problemi al Sindaco di Vetto, in quanto l’invaso avrebbe interessato gran parte del Comune di Vetto, risalendo l’Enza, la Lonza e il rio Atticola: infatti avrebbe messo sott’acqua la frazione di Atticola, anche se c’era l’impegno di ricostruire le case messe a bagno a Vetto”.

Invece “Lo sbarramento alla Stretta delle Gazze e l’invaso che ne deriverebbe se risultasse fattibile, interessa principalmente la Provincia di Parma e in particolare il Comune di Palanzano” scrive Lino Franzini, che aggiunge: “Lo sbarramento e l’invaso della Stretta delle Gazze interesserebbe sulla sponda destra gran parte il Comune di Ventasso e quello di Vetto solo per poche centinaia di metri, ma è Palanzano che viene coinvolto per oltre il 60%. Oltre ad avere lo sbarramento l’invaso risale l’Enza e la Bardea, ma a parte questo nessuno ha mai accennato, forse perchè nessuno lo sa, che una eventuale sbarramento alla Stretta delle Gazze metterebbe sott’acqua una frazione di Palanzano; case e stalle farebbero la fine di Atticola di Vetto”.

Pertanto, afferma il primo cittadino di Palanzano,  “riterrei che l’interlocutore principale, senza voler togliere nulla agli altri, credo sia chi ha le competenze tecniche ma anche chi subisce i maggiori danni”. Di conseguenza “se si parla di Stretta delle Gazze,  Palanzano dovrebbe essere il principale interlocutore; viceversa se si parla della Diga di Vetto, giustamente l’interlocutore sarà il Comune di Vetto”.

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Il fiume Enza

 

AGENDA VERDE:  LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE GAZZOLO. “QUI TORNIAMO INDIETRO DI 30 ANNI”

“Diga di Vetto: assessore Paola Gazzolo, invece di fare affermazioni fuori dalla realtà possiamo pensare a progetti concreti e realizzabili in tempi credibili?

Tutto torna e sembra incredibile, dopo 30 anni si riparla di diga di Vetto, 100 milioni di metri cubi di acqua, con una superficie di 4,35 chilometriquadrati, alta 83 metri, costi stimati 200 milioni di euro.

Progetto già bocciato dalla Regione Emilia-Romagna. “Una diga come quella ipotizzata – diceva l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli – è incompatibile con il turismo nella valle d’Enza e non è utilizzabile per scopi irrigui ed energetici”.

Ora è evidente a tutti ormai, anche a quelli che in questi anni non hanno voluto affrontare il tema, che dei cambiamenti climatici dovremo occuparcene.

Da tempo andiamo dicendo che è necessario intervenire sul fronte dell’adattamento e mitigazione , visto che tornare indietro è complicato.

Il tema della siccità non è nuovo. Cosa si è fatto dopo lo stop alla diga? Nulla o quasi.

Parole, convegni, fiumi di inchiostro e polemiche utili a dare visibilità ora ad uno ora all’altro.

Adesso siamo qui.  Incapaci di guardare avanti ripieghiamo e torniamo indietro di 30 anni. Rimangono attuali tutte le criticità verso progetti di sbarramento dell’Enza.

Come al solito, in questo strano paese, invece di partire dalla evidenza del problema per cercare una soluzione si parte dalla soluzione strumentalizzando il problema.

Problema che ripetiamo esiste e non da ora.  Certamente aprire i cassetti magari sorvolando sul fatto che quel che si trova dentro non va bene,sembra la strada più semplice, ma non lo è, ovvio che si fa meno fatica. Ma possiamo provare a sforzarci un poco di più. Ripartire dalla coda del problema non aiuta”. (Agenda Verde)

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2 risposte a Invaso sull’Enza, altolà dal versante parmense
Il sindaco di Palanzano: “I più danneggiati siamo noi”

  1. Giovanni Rispondi

    22/06/2017 alle 16:06

    Che vada a farsi benedire questo montanaro, lui e le sue prediche, e i suoi interessi di bottega. Fatelo tacere e realizzate subito la traversa. Se stiamo ad ascoltare questi bottegai, moriremo di sete.

  2. G.V. Rispondi

    22/06/2017 alle 17:07

    Ma questa Agenda Verde sogna? Potrebbe cominciare con lo sforzarsi un po’ di più a capire oltre i titoli di certi quotidiani che titolano sulla Diga di Vetto, per un progetto che è un decimo di quello di trent’anni fa dell’Ing. Marcello.

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