Ha vinto la Reggio che non ne può più
Oltre 700 alla fiaccolata dei comitati
Sberlone democratico ai paraculi del business migranti

12/6/2017 – Sono arrivati in settecento, e forse di più in piazza Prampolini: la fiaccolata silenziosa organizzata da otto comitati autonomi dei quartieri di Reggio più “caldi” è stata coronata da un  successo ben oltre le previsioni. Un lungo corteo senza bandiere nè gruppi organizzati, con tante famiglie,  tanti giovani e anziani ha attraversato il centro di Reggio da piazza Martiri a piazza Prampolini in un silenzio più eloquente di ogni slogan e di molti comizi, per chiedere chiarezza sulla gestione dei richiedenti asilo che continuano ad affluire ben oltre i livelli inizialmente previsti, e vengono concentrati in determinati quartieri dove i problemi si moltiplicano.
La fiaccolata alla partenza da piazza Martiri

La fiaccolata alla partenza da piazza Martiri

piazza 3 piazza 4 piazza 5

Chi puntava sul fallimento, propiziato dalla demonizzazione della protesta, tacciata ovviamente di “fascismo” e di razzismo, ha preso un gran sberlone pacifico e  democratico, una lezione di democrazia dalla gente normale, e ora dovrà riflettere, se a qualcuno è rimasto un po’ di buon senso.
Di certo, i  cittadini hanno dimostrato di non voler prendere più ordini da nè da partiti nè da sindacati nè dalla rete associativa legata al potere locale e ai fondi pubblici.
 In una serata caldissima, in piazza Martiri del 7 luglio si è ritrovata una marea di persone “autoconvocate” con tante fiaccole e dietro a un unico striscione bianco con la scritta: ”Da 427 a 1095. Perchè?”: un riferimento a quegli oltre 600 profughi  allusione la città di Reggio ospita in più rispetto agli accordi tra governo e Anci.  Striscione poi depositato davanti all’ingresso  del Comune, nella vana attesa di un incontro con l’amministrazione.
.Prima della partenza il coordinatore della rete dei comitati, Corrado Grasselli annuncia: «Questa gente non è razzista, è solo gente che non ne può più». Grasselli chiama in causa  sindaco Vecchi: «Prima era “sindaco” di 40 cooperative come revisore contabile, oggi è sindaco una intera comunità, che però non viene difesa come dovrebbe essere». E, per il vicesindaco Sassi, che al pari di Cgil e Cislha preso posizione duramente contro la fiaccolata: «Le sue parole fomentano l’odio sociale, un atteggiamento che non si addice al ruolo istituzionale che ricopre».
Accanto ai cittadini senza bandiere ci sono anche i firmatari della petizione di sostegno lanciata dalla destra reggiana  su facebook, tutti a titolo personale mescolati tra la folla dove i cittadini non si chiedono “per chi ha votato?”, ma sono uniti aldilà delle preferenze politiche dalla preoccupazione per i problemi che moltiplicano, marciscono enon vengono risolti.
L'arrivo in piazza Prampolini

L’arrivo in piazza Prampolini

La marcia di protesta  si snoda lungo via Crispi, per raggiungere via Corridoni e da lì piazza Prampolini. Non ci sono comizi nè interventi,  i cittadini si limitano a distribuire un volantino in cui chiedono, appunto, risposte al sindaco Luca Vecchi. In cima alla lista dei “perchè”  la domanda chiave: «Perché il sindaco ha accolto oltre 600 migranti in più rispetto alla quota prevista per Reggio dal protocollo Governo – Anci?».
All’incrocio tra corso Garibaldi e via Farini un gruppetto di Aq16  ha incrociato il corteo: se qualcuno aveva in mente una contestazione, forse non si aspettava tanta gente, e ha pensato bene che non era il caso.
Piazza 1
I comitati hanno subito boicottaggi, insulti e pesanti tentativi di isolamento politico. Tuttavia non sono soli, perché in una piazza Prampolini gremita come nelle grandi occasioni politiche, dove  manifestanti hanno sostato oltre un’ora, c’erano consiglieri comunali di tutti i gruppi di opposizione: i 5 stelle con Bertucci, Alessandra Guatteri, Silvia Incerti, Norberto Vaccari, Ivan cantamessi e la deputata Maria Edera Spadoni ; Forza Italia con Bassi e Pagliani; Cesare Bellentani e Cinzia Rubertelli  di Alleanza Civica. Non c’era naturalmente la sinistra dell’amministrazione e della rete delle associazioni, soprattutto cooperative cattoliche che gestiscono l’accoglienza. Ma non esserci è stato un errore.
Ora con questo movimento tutti devono fare i conti. La marcia della dignità e del coraggio, che ha sfidato insulti, boicottaggi e intimidazioni, ha dato una sonora lezione alla Reggio dei paraculi che ignorano i cittadini , ma si danno da fare col business multimilionario dell’accoglienza ai migranti.
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5 risposte a Ha vinto la Reggio che non ne può più
Oltre 700 alla fiaccolata dei comitati
Sberlone democratico ai paraculi del business migranti

  1. Susanna Rispondi

    13/06/2017 alle 10:39

    Cito, tratto da un bel saggio de “il Pedante” sottolinkato in integrale” Nell’articolo citato si osservava come la spesa sostenuta dallo Stato italiano – e non da Leuropa – per l’accoglienza dei richiedenti asilo sia odiosa non tanto per la sua funzione, ma perché è obbligatoriamente sottratta ad altri servizi pubblici essenziali in forza dei vincoli monetari e di bilancio imposti ai membri dell’eurozona. Che i soldi per l’immigrazione siano tolti ai terremotati e agli ospedali non è scritto nella fantasia degli xenofobi, ma agli artt. 7 e 21 del Trattato di Maastricht e all’art. 81 della Costituzione. Si è anche visto come la disoccupazione e la sottoccupazione dei nuovi immigrati, e quindi la loro marginalizzazione, non siano il prodotto de «il razzismo» ma di politiche di deflazione e depressione del lavoro che prima ancora colpiscono gli italiani. Tra gli altri esempi più recenti, il rinnovo delle sanzioni al governo siriano è un atto di guerra destinato a provocare nuovi flussi di persone in fuga. Prima di protestare perché non si accolgono abbastanza profughi, bisognerebbe chiedere di provocarne di meno. E prima di indignarsi se si indaga su alcune ONG del mare ci si dovrebbe accertare se in effetti, e ammettiamo pure con le migliori intenzioni e in assenza di una politica di quote e corridoi per chi ne ha diritto, esse non stiano incentivando le partenze indiscriminate, e quindi i traffici, e quindi le tragedie.”http://ilpedante.org/post/migrazioni-terapeutiche-o-i-pericoli-delle-fiabe

  2. manuel Rispondi

    13/06/2017 alle 10:55

    400 non di piu’…..

  3. Pierluigi Rispondi

    13/06/2017 alle 11:44

    Sulla valutazione di 700 concordano in molti, quasi tutte le persone abituate da lungo tempo a contare le manifestazioni. Poi, naturalmente, dipende dai momenti.

  4. Pensionato42 Rispondi

    13/06/2017 alle 16:38

    400 o 700 non conta il numero, conta che tipo di persona era alla fiaccolata : reggiani, giovani, anziani, mamme e mogli, tante donne, tutte persone cortesi e civili, nessun simbolo fascista/nazista, niente casa pound o altre robe da estremisti.

    Solo cittadini reggiani civili che da brave persone manifestavano correttamente la propria opinione con una protesta civile contro il degrado e l’indifferenza del PD e di Luca Vecchi che non li considera semplicemente perché a reggio vogliono solo pecorelle ubbidienti e asservite al partito e a Legacoop.

    Pensionato42

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