Il futuro del Parmigiano Reggiano: nuovo rapporto Ismea e tavola rotonda Ugl tra produttori, banche e politici

8/6/2017 – Con un parterre di primo piano, il sindacato Ugl organizza a Reggio Emilia una tavola rotonda su “Parmigiano Reggiano – Prospettive del settore tra tutela e sviluppo competitivo dei mercati“. L’appuntamento è per domani, Venerdì 9 giugno a partire dalle 10,30, nellqa sala convegni dell’Hotel Mercure Astoria di Reggio Emilia (via Leopoldo Nobili n. 2).

L’incontro sarà introdotto da Paolo Mattei segretario generale Ugl Agroalimentare. Dopo il saluto dell’assessora Natalia Maramotti del comune di Reggio, il dirigente dell’istituto di ricerche specializzato Ismea Fabio Del Bravo presenterà un rapporto aggiornato  sulla situazione produttiva e di mercato del Parmigiano Reggiano a confronto col Grana Padano e gli altri formaggi duri.

Lo che pluristellato Massimo Bottura "si appoggia" al Parmigiano Reggiano

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Quindi interverranno il direttore generale del consorzio Parmigiano Reggiano Riccardo Deserti, Luigi Tamburini responsabile settore agroalimentare di Legacoop Emilia Ovest, Mario Tonello vicepresidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Emilia Romagna, Claudio Guidetti amministratore unico Mulino Alimentare spa, Guido Zama direttore confagricoltura Emilia-Romagna, Stefano Bolis direttore territoriale Banco S. Geminiano S. Prospero – Banca Bpm  e il deputato Pd Marco Carra, di Suzzara, membro della commissione agricoltura della Camera.

Conclusioni del segretario generale dell’Ugl Francesco Paolo Capone.

Modera il dibattito il giornalista Pierluigi Ghiggini .

La produzione totale certifica5ta di Parmigiano Reggiano ammonta a 137 mila 620 tonnellate, pari al 27% del totale dei formaggi Dop-Igp. Il valore della produzione supera il miliardo di euro e il solo export vale 549 milioni,  pari al 34% del totale dei formaggi italiani tutelati.

Il prezzo medio  ha raggiunto in marzo i 9,88 euro al chilo franco caseificio, iva esclusa: il prezzo più alto dal dicembre 2014, quando aveva segnato il punto minimo di 7,45 euro al chilo.

Alla maggiore remunerazione corrisponde anche un aumento della prduzione: le forme prodotte nel 2016 sono state il 5% in più rispetto all’anno precedente, e un’ulteriore crescita del 3,6% si è registrata tra gennaio e aprile di quest’anno.

La struttura della produzione sta cambianto profondamente, con nuovi accorpamenti di caseifici, col dinamismo dei distributori nel mercato mondiale e soprattutto con l’ingresso in foprze nel settore dei produttori privati, che infatti hanno determinato alle ultime elezioni la nuova dirigenza del Consorzio.

Nondimeno secondo i dati Ismea,  nel 2016 la distribuzione ha assorbito il 37% del valore della filiera del parmigiano reggiano contro il 52% rimasto alle stalle (produttori del latte speciale) ma solo il 3% ai caseifici e l’8% agli stagionatori.

 

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