Exploit gay, settemila persone
al Pride reggiano

3/6/2017 – Se il primo round lo ha vinto in mattinata la processione riparatrice indetta dai cattolici tradizionalisti organizzati nel comitato Beata Scopelli, nel pomeriggio non c’è stata storia. Il  Gay Pride dell’Emilia ha fatto cappotto, senza ombra di dubbio: immerse nell’aria umida e torrida, la più propizia per gli spogliarelli gay con qualche punta di ironico sadomaso, migliaia di persone hanno preso parte al corteo del Remilia Pride Mediopadano. Corteo colorato, festaiolo e caciarone come di prammatica, una marea di persone affluita da Bologna, Parma, Modena, Ferrara e anche da altre regioni. Secondo la questura sono scese in piazza 4 mila persone, in realtà erano molte di più, sette-ottomila secondo le valutazioni di chi di cortei se ne intende. Certamente è stata la manifestazione di piazza più imponente vista a Reggio Emilia in questi anni.

Il colpo d'occhio del Remilia Pride in piazza Martiri

Il colpo d’occhio del Remilia Pride in piazza Martiri

E’ vero che gli organizzatori della giornata lesbo-gay-trans-bisex-intersex si sono letteralmente sdraiati su un solido materasso di istituzioni locali, cooperative, sindacati, associazioni e sponsor  (c’era persino il servizio d’ordine della Fiom, che un tempo governava ben altre manifestazioni…). e che il Pd ha messo in campo buona parte della sua rete organizzativa. E’ vero che in testa c’era un bel mucchio di sindaci ruspanti in maglietta polo e fascia tricolore, in testa il presidente della Provincia Manghi con la fascia azzurra delle grandi occasioni.  E’ vero che c’erano orgogliosamente parlamentari della sinistra come Gandolfi, Antonella Incerti, e la senatrice Maria Mussini del gruppo misto. E  pure il segretario del Pd Andrea Costa, e il vicepresidente di Legacoop E. O. Luca Bosi (ma non l’ala cattolica del Pd…)

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Tuttavia, al netto di tutto questo (che è molto), è rimasto in nocciolo duro, il nucleo di fusione formato da  migliaia di persone auto-organizzate che da sole hanno dimostrato di costituire una forza notevole, praticamente uno dei partiti principali dell’Emilia. Segno di un mondo profondamente cambiato: un tempo i gay vivevano in solitudine la loro condizione ed erano ghettizzati, oggi lo sono invece i cattolici che difendono la coppia eterosessuale, il diritto alla vita e dei bambini a crescere con un padre e una madre,  e sostengono le non semplici prove della continenza e della fedeltà coniugale a costo di apparire retrò e polverosi. Come in effetti appaiono, con tutta la buona volontà, mentre recitano litanie ed esorcismi in latino secondo il rito cinquecentesco del Concilio di Trento.

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Ma è per questo che sul piano del coraggio e della qualità dell’impegno,  il confronto lo hanno vinto proprio i cattolici che questa mattina si sono inginocchiati davanti alla basilica della Ghiara e hanno recitato l’atto di riparazione di Pio XI. Anche se erano numericamente un decimo del Gay Pride, anche se non avevano bar volanti, nè birre, nè cocktail e musica a bomba, nè tantomeno culetti all’aria come nel corteo del pomeriggio. Che comunque, piaccia o no, ha messo in campo una forza impressionante verso cui non si può rispondere solo con la penitenza e mostrando le fiamme dell’inferno.

Il presidente nazionale Arcigay Flavio Romani – riferisce l’agenzia Dire – non ha rinunciato a replicare al Comitato Scopelli: “Lo vogliamo dire alle persone che questa mattina hanno fatto una manifestazione e pregato anche per i nostri peccati. Li ringraziamo ma non abbiamo nulla da cui essere purificati: le preghiere non fanno mai male, ma era meglio levare le mani al cielo per le guerre o le persone che muoiono in mare”.

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Dalla testa del corteo della prima sfilata “mediopadana” dell’orgoglio gay (con partecipanti da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto), Romani ha aggiunto: “Siamo qui per ribadire i nostri diritti e contro le discriminazioni: se due persone si vogliono bene, lo Stato deve riconoscerlo il piu’ possibile”.

Il presidente della provincia Giammaria Manghi

Il presidente della provincia Giammaria Manghi

Un filo d’arroganza invece nelle parole del presidente di Arcigay Gioconda di Reggio, Alberto Nicolini, fra gli organizzatori della manifestazione: “Quella vista nell’altra piazza e’ una realta’ che dovrebbe pensare ai suoi bambini: se nasceranno lesbiche o gay non potranno esprimerlo”.

gay 6Argomento che potrebbe essere capovolto tranquillamente verso Nicolini e gli Lgbti, perché non spetta solo ai cattolici pensare ai bambini, ma è dovere di tutti. Soprattutto quando è in discussione il loro diritto di crescere con un padre e una madre. Dovrebbero pensarci anche i numerosi sindaci, la maggioranza della provincia reggiana, che hanno allegramente sfilato tra i colori, gli slogan, le bandiere arcobaleno del multiforme pacifico popolo del Remilia Pride.

gay sindaci

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6 risposte a Exploit gay, settemila persone
al Pride reggiano

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    03/06/2017 alle 20:04

    Certamente una festa che e’ anche uno strumento per raccattar voti.

    Un plauso a De Lucia, il Consigliere del PD.

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    03/06/2017 alle 21:10

    Settemila da tutta Italia. Sessanta milioni di cittadini. Secondo lo storico studio dei McKinsey gli omosessuali/lesbiche sono il 5/7% della popolazione. Quindi su sessanta milioni d’italiani circa 3.600.000. (Tremilioniseicentomila). Quindi solo il 2 per mille circa dei “diversamente eterno” hanno partecipato. Mi pare un evento insignificante. O no? Il solito milanese direbbe: “ma va a dar via I ciapp” che nel contesto pare molto appropriato. Saluti. Alessandro Raniero Davoli

  3. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    03/06/2017 alle 21:18

    Diversamente etero … maledetto correttore automatico!😁

  4. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    04/06/2017 alle 14:47

    Settemila da tutta Italia. Sessanta milioni di cittadini. Secondo lo storico studio dei McKinsey gli omosessuali/lesbiche sono il 5/7% della popolazione. Quindi su sessanta milioni d’italiani circa 3.600.000. (Tremilioniseicentomila). Perciò solo il 2 per mille circa dei “diversamente etero” ha partecipato. Mi pare un evento insignificante. O no? Il solito milanese direbbe: “ma va a dar via i ciapp” che nel contesto pare molto appropriato.
    Saluti. Alessandro Raniero Davoli

    • Fausto Poli Taneto Rispondi

      04/06/2017 alle 20:17

      Ottimo commento. Io non condivido una festa del genere. L’hanno spinta all’ inverosimile.

  5. Matematico Rispondi

    06/06/2017 alle 15:11

    @Alessandro Raniero Davoli

    Incollo i dati da Wikipedia:
    “Il 97,67% degli italiani è battezzato secondo il rito della Chiesa cattolica[1]. Secondo un’indagine Eurispes del 2006, l’87,8% della popolazione si dichiara cattolico e il 36,8% praticante.”
    Prendendo per buono il 36,8% di praticanti, su 60.000.000 circa di persone fanno circa 22.000.000 di praticanti.
    Alla manifestazione di riparazione quante persone c’erano: esageriamo e scriviamo 1000
    1.000/22.000.000= 0,0045%
    Perciò solo una persona su 22.000 cattolici praticanti (e 1 ogni 52.000 cattolici dichiarati) ha partecipato.
    E’ un evento significativo?
    “Ma va a dar via i ciapp”

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