Come fare con la figlia di 15 anni incollata a whatsapp?
Don Marco Sanavio parla all’Ucid di Generazioni Digitali

28/6/2017 – L’impatto delle tecnologie digitali sull’educazione dei giovani, e in particolare sulla complessità dei rapporti genitori figli, è il tema affrontato da don Marco Sanavio, esperto di media digitali e sociali e membro del consiglio direttivo dell’Associazione webmaster cattolici italiani, intervenuto alla seconda conferenza del ciclo di incontri dedicati a “Etica e Digitale”, promosso dalla Sezione Unione cristiana imprenditori e dirigenti di Reggio Emilia nella sala del Cavazzone ad Albinea.

Introdotto dal presidente di Ucid, professor Luigi Grasselli, da monsignor Tiziano Ghirelli, consulente spirituale dell’associazione reggiana, e sollecitato dalle domande di Giuseppe Adriano Rossi, in qualità di presidente dell’Associazione Stampa Reggiana, don Sanavio, forte della propria nelle scuole e nelle parrocchie, ha indicato le modalità e i percorsi più efficaci per aiutare genitori, docenti ed educatori ad accompagnare i giovani nel complesso dedalo della realtà virtuale.

Don Marco Sanavio e Giuseppe Adriano Rossi

Don Marco Sanavio e Giuseppe Adriano Rossi

Autore del libro “Generazioni digitali”, scritto in collaborazione con la psicologa e psicoterapeuta Luce Maria Busetto, don Sanavio, infatti, da anni si occupa della formazione al corretto utilizzo degli strumenti digitali e dei social da parte di giovani e adulti. E proprio a quest’ultimi in particolare consiglia di suggellare con i ragazzi “una sorta di alleanza educativa fondata sull’ascolto profondo, per comprendere bene i segnali lanciati dai propri figli, e sulla necessità di concordare con loro regole chiare, non imposte, per aiutarli a capire la pericolosità dell’abuso delle tecnologie digitali e guidarli all’assunzione della responsabilità delle loro azioni”.

gENERAZIONI La platea alla Conferenza Ucid

Alcuni partecipanti alla conferenza Ucid

La conferenza si è dipanata intorno al dilemma tra mondo fisico, web e l’onda montante della fisica virtuale, che costituisce un prolungametno sempre più soggestivo e coinvolgente della realtà “vera”,  insieme straordinario di opportunità ma anche di insiedie. Secondo don Sanavio, la risposta al dilemma dell’educazione proteszione dei figli non può essere il solo divieto (di fatto inutile anche di fronte all’evidenza del gap che divide i genitori dai figli sull’alfabetizzazione digitale) bensì l’appropriarsi dei linguaggi simbolici (anche, perché imparando a giocare con i videogiochi) e intramprendere un percorso condiviso, possibilmente comunitario, verso la responsabilità. Insomma, apprende e anche utilizzare in modo sapiente i linguaggi del digitale, per farne strumento di crescita verso la consapevolezza e la responsabilità che deve unire genitori e figli.

“Non è giusto, e può essere controproducente, andare a controllare di nascosto lo smartphone dei figli- ha detto fra l’altro don Marco – ma un genitore ha il diritto di dire al figlio “guardiamo insieme il tuo cellulare e, per favore, sblocca le password che impediscono l’accesso a certi materiali”.

Luigi Grasselli

Luigi Grasselli

Molte le domande da parte dei genitori presenti in sala, spesso disarmati di fronte all’abilità dei figli nativi digitali, ma desiderosi di svolgere il proprio ruolo di educatori, a cui don Sanavio ha rivolto infine una raccomandazione: “Come diceva Zygmunt Bauman, viviamo in una società liquida dove il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza l’unica certezza. Proprio per questo, ai nostri giovani dobbiamo mettere dei paletti, degli approdi sicuri ai quali possano ancorarsi per trovare sicurezza e affrontare in modo responsabile la realtà virtuale e il proprio futuro”.

Fra i presenti, anche Fabio Storchi, patron di Comer Industries, che ha ricevuto molti complimenti per il grande lavoro svolto nei suoi quattro anni di presidenza di Federmeccanica.

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