Il sindaco Bini: “Se riaprono la discarica di Poiatica mi dimetto”

18/6/2017 – “Se riaprono la discarica, vado dal Prefetto e gli riconsegno la fascia tricolore”. Non ha usato mezzi termini il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, ieri alla manifestazione sulle mafie dei rifiuti (“Trasi munnizza e nesci oro”) al Cavolaforum di Toano, per manifestare la propria determinazione contro l’ipotesi di “bonifica” del sito Iren di Poiatica attraverso un riempimento con centinaia di migliaia di metri cubi di altri rifiuti speciali, comprese lastre di amianto vetrificato. Ipotesi avanzata dal professor Montanari, reggiano, esperto in idrologia e direttore del dipartimento di ingegneria dell’Università di Bologna, autore dello studio sulla bonifica di Poiatica commissionato dalla Regione.

Il pubblico al Cavolaforum (dalla pagina facebook del comitato Fermare la discarica

Il pubblico al Cavolaforum (dalla pagina facebook del comitato Fermare la discarica)

Al pomeriggio dedicato alle mafie delle discariche e al caso Poiatica (su cui indaga la Dda di Bologna) hanno partecipato molte persone, secondo alcuni non meno di duecento, rimaste incollate per tre ore buone ad ascoltare il rapporto di Cristiano Colò del Comitato Fermare la Discarica, le letture di Maria Petronio dal suo libro (profetico?) ” e  “Quando il sole è nero” e gli interventi di Pino Ciociola inviato romano de “L’Avvenire”, dello stesso Enrico Bini, di Enzo Tosti portavoce della rete di cittadinanza della Terra dei fuochi e della giornalista Sabrina Pignedoli, autrice di “Operazione Aemilia”, intervenuta con una registrazione video. Erano presenti anche il sindaco di Toano (anche lui fermamente contrario alla bonifica-truffa, di Villa-Minozz)o e la sindaca di Cadelbosco Tania Tellini, che si dice sia candidata a sostituire Mirko Tutino nell’Atersir, l’agenzia regionale che ha, fra l’altro, pagato per conto della Giunta regionale l’incarico dello studio su Poiatica al professor Montanari. C’erano anche il consigliere regionale Yuri Torri di Sinistra Italiana e il consigliere 5 Stelle di Reggio Gianni Bertucci. Assente invece il sindaco di Carpineti, nel cui territorio sorge proprio la discarica di Poiatica.

 

E se Bini – che nei giorni scorsi ha inviato nuovi esposti alla Procura di Reggio Emilia e alla Direzione distrettuale antimafia –  ha minacciato le dimissioni di protesta se dovesse passare la bonifica truffa di Poiatica, i rapprensentanti delle Terre dei fuochi hanno sottolineato che la situazione di Poiatica sia parallela a quella della Campania, e che comunque non si può stare nel mezzo, magari condannare e poi cedere al ricatto occupazionale. Per Ciociola in cima alla catena delle responsabilità, nella Terra dei Fuochi, vi sono gli industriali del Nord che con il loro cinismo hanno consegnato i loro rifiuti tossici agli smaltitori illegali, vale a dire alla camorra che li ha sepolti nell’ex Campania Felix.

In realtà, una grossa differenza tra Poiatica e la Terra dei fuochi c’è: in Campania il ciclo dei rifiuti è gestito dalla camorra, qui invece è gestito dalla mano pubblica attraverso Iren (controllata di fatto dal Pd) e le mafie, se sono penetrate, lo hanno potuto fare attraverso i varchi aperti dalle gestioni “politiche”. Naturalmente sarà la magistratura a stabilire cos’è accaduto, e tutti si augurano sinceramente che a Poiatica le mafie non siano entrate, anche se la presenta di determinate ditte di autotrasporto alimenta da tempo più di un sospetto.

Per questo, ieri, tutti sono tornai a invocare trasparenza, a cominciare dal rendere pubblico senza censure lo studio Montanari. E, come ha detto Bini, “La gente è spaventata, ha il diritto di sapere cosa davvero è stato sepolto a Poiatica”. Se sono entrati, magari all’insaputa del gestore, rifiuti pericolosi (i livelli di radioattività rilevati dai privati lasciano pochi dubbi in proposito) e soprattutto di quale natura.

IL RINGRAZIAMENTO DEL COMITATO FERMARE LA DISCARICA

“Noi ringraziamo chi ha voluto esserci ieri. Chi ci ha messo la faccia, le parole, i fatti, l’ascolto. Noi ringraziamo chi va oltre il silenzio, oltre il comodo consenso perché sa che, perdente o vincente, questa battaglia è la cosa giusta da fare, assieme a tante altre ora attive in Italia. Come dice Enzo Tosti “chi difende la dignità delle comunità non sarà mai un perdente”. Ieri per noi eravate la montagna e la città migliore. E grazie a voi noi ce la faremo.

Un grazie immenso a Pino Ciociola e Enzo Tosti, arrivati da Roma e Napoli in un’afosa giornata, Enrico Bini, Sabrina Pignedoli, Maria Petronio, gli amici del Comitato “Vediamoci Chiaro” di Imola, la Pro Loco di Cavola, i nostri mitici amici fotografi, Wilma, Nando e Vito per la loro preziosa documentazione e tutti coloro che ci hanno dato una mano”. 

(da facebook) 
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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    18/06/2017 alle 14:01

    Ringrazio il Sindaco Bini, che con la Sua onesta’ da lottatore partigiano sta facendo leva su questo scempio ecologico.

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