Trivellazioni, trappola in Regione
“Vogliono comprare i Comuni”

L’allarme dei consiglieri dell’area Fantozza

14/6/2017 – «Nei prossimi giorni presenteremo in tutti i consigli comunali un Ordine del giorno che chiede lo stop in modo chiaro e deciso alla ricerca di idrocarburi nei nostri territori e che esprime la propria contrarietà all’art.26 della legge regionale comunitaria.». Ad aprire gloi interventi ieri, alla conferenza stampa dei consiglieri comunali di opposizione della Bassa  sulle perforazioni nell’area Fantozza, è stata Cristina Fantinati, consigliere di Novellara: ha iniziato parlando dell’ordine del giorno emesso dai Sindaci dei sette Comuni dell’Area, valutato come tardivo e fatto solo per placare gli animi della comunità. ,

Erano presenti consiglieri di Novellara, Guastalla, Campagnola, Rio Saliceto, Reggiolo Fabbrico e Rolo.   «I sindaci hanno atteso mesi per far trapelare la notizia della decisione della Giunta Regionale di approvare le ricerche di idrocarburi. Solo Campagnola e Rio Saliceto lo hanno saputo e solo grazie ad interrogazioni. Appare poi imbarazzante l’atteggiamento dell’assessore Palma Costi che, da un lato sblocca le autorizzazioni, e dall’altro consiglia ai Sindaci di opporsi a tale decisione. Noi vogliamo chiedere un incontro con tutti i Comuni dell’Area Fantozza a vogliamo fare un appello ai Consiglieri Regionali (in particolare quelli reggiani: Mori, Soncini, Prodi e De Rossi) di votare nei prossimi giorni contro l’articolo 26 della legge regionale comunitaria, che ha appena cominciato il suo iter all’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna»

I consiglieri di opposizione dei comuni della Bassa: una posizione comune sull'area Fantozza

I consiglieri di opposizione dei comuni della Bassa: una posizione comune sull’area Fantozza

Un articolo, il 26, con il quale la Regione rinuncerebbe al 30% dei propri introiti (royalties ottenibili qualora si accettassero le ricerche nel sottosuolo) per cederle ai Comuni, qualora venisse approvato. Secondo i consiglieri, questa percentuale ai Comuni (il doppio della precedente) assomiglia molto a un cavallo di Troia per indurre i comuni, con l’allettante previsione di grossi introiti, a vendere il territorio alle compagnie petrolifere e di ricerca, e con esso anche la sua anima.

Ma vediamo bene la questione: “Di norma scrivono i consiglieri di opposizione – le aliquote delle royalties vengono così distribuite: 55% alla Regione, 30% allo Stato e 15% ai Comuni.

Invece, con questa nuova Legge Regionale verrebbero così distribuite: 38,5% alla Regione, 31,5 % ai Comuni e 30% allo Stato.

“In altri termini, la Regione rinuncia al 30% dei propri introiti e concede ai Comuni di raddoppiare i propri: come mai? – chiedono i consigloieri –  E come mai i Sindaci, dopo essersi formalmente impegnati ad informarci tempestivamente su qualsiasi tipo di novità in merito, non ci hanno detto niente? E come mai si è deciso di inserire un articolo di iniziativa della Giunta proprio nella legge comunitaria? E’ forse un tentativo di celare questo incentivo economico a favore dei sette comuni della Fantozza? E come mai la Regione da una parte dichiara di aver chiesto al Ministero la sospensione delle ricerche di idrocarburi e dall’altra concede parte delle aliquote ai nostri comuni? .

La questione, come si vede, è torbida. L’atteggiamento viscido e manovriero della Giunta Regionale la dice lunga sulla propensione del Pd a fare il gioco delle tre carte con i cittadini. e del resto non è una novità: all’applicazione del metodo manipolatorio si assiste con la vicenda delle concessioni e degli appalti del campovolo di Reggio Emilia. Per non dire della truffa della discarica di Poiatica, che si vorrebbe bonificare riempiendola di rifiuti speciali, amianto compreso.

Logico che i consiglieri della Bassa siano sul piede di guerra: “Le nostre comunità non sono in vendita, perché i cittadini non cedono la loro sicurezza per pochi euro, e perché il nostro territorio è già stato messo a dura prova dal sisma del 2012.  E pertanto chiediamo che per un lungo, lunghissimo periodo non si consideri la possibilità di martellarlo, di trivellarlo, di estrarre dal sottosuolo idrocarburi.

Giovanni Salvarani, consigliere di Rio Saliceto, afferma che la gente ha poche notizie sulla questione e cita il comunicato del Consorzio di Bonifica delle Terre del Po, unendosi ad esso nel dire che la questione va trattata con la massima attenzione.
«Il Comune di Novellara aiuterà e sosterrà qualsiasi agricoltore che si opporrà alle ricerche – dice Mauro Melli, consigliere di Novellara – e questa per noi è una piccola vittoria.»
Stefano Paterlini di Novellara afferma la necessità di informare un numero maggiore di persone: «Hanno firmato in 3000 nella zona Fantozza per opporsi alle ricerche e va bene, ma nell’Area vi sono 127mila persone».

Alla conferenza interviene poi Elena Mazzoni, di Reggiolo, che vede la concessione all’AleAnna come un atto di svendita del territorio; Giovanni Pedrazzini, di Fabbrico, parla di «pura follia» riferendosi alla volontà di trivellare sul territorio.
A concludere è Alice Aldrovandi, del comitato No-Fantozza: «A Carpi abbiamo istituito più di 20 punti fissi di raccolta firme. Personalmente chiedo aiuto ai giornali e alle televisioni nazionali per dare visibilità all’argomento, perché, tra tutti, il problema più grande è che la gente non sa nulla».

Alla conferenza stampa hanno partecipato Cristina Fantinati consigliere provinciale e consigliere di Novellara; Emanuela Pellini, Mauro Melli e Stefano Paterlini consiglieri di Novellara; I consiglieri Lisa Lusetti di Campagnola, Vincenzo Iafrate di Guastalla; Giovanni Pedrazzini  e Claudio Alberici di Fabbrico; Elena Mazzoni di Reggiolo; Giovanni Salvarani di Rio Saliceto; Valentino Bellesia di Rolo; e inoltre Paolo Razzini e Alice Aldrovandi del comitato No Fantozza

 

 

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