Una corona per Don Terenziani, assente il Comune
“Scandiano non può dimenticare il prete martire”

30/4/2017 – Una folta delegazione del centro destra reggiano ha commemorato  Don Carlo Terenziani
sacerdote scandianese assassinato dai partigiani comunisti il 29 aprile del
1945. Una corona è stata deposta a fianco della lapide murata all’esterno del cimitero di San Ruffino (lapide purtroppo reticente, come in altri casi scottanti in cui killer e sparatori sono comunisti) che ricorda il sacrificio del prevosto di Ventasso. Presenti, fra gli altri, il capogruppo in provincia Giuseppe Pagliani, la consigliera comunale Elena Diacci, Renato Braccini e lo storico Luca Tadolini.

“Ancora una volta – ha commentato Pagliani – è stata gravemente latitante l’amministrazione comunale di
Scandiano guidata dal Sindaco Mammi,  condizionata da pregiudizi ideologici
che non hanno alcuna giustificazione storiografica. Le gravi attribuzioni di
responsabilità nei confronti di Don Carlo Terenziani partono da eventi
falsati e riprodotti con ritardo di anni – ha rimarcato l’esponente azzurro –  volti solo a screditare il prete
che era stato in passato cappellano militare durante il fascismo sino al
settembre 1943. Anche Romano Prodi in uno dei saggi di Giampaolo Pansa parla
come testimone, insieme alla sorella, dell’evento  avvenuto la
mattina in cui era stato accompagnato alla messa domenicale a San Ruffino, il paese  dove viveva la
famiglia Prodi.

La commemorazione di Don Terenziani al cimitero di San Ruffino

La commemorazione di Don Terenziani al cimitero di San Ruffino

Ribadiamo ancora una volta – ha concluso Pagliani – che saremo sempre presenti e determinati a
commemorare in futuro un martire della chiesa reggiana, assassinato, così
come occorso anche al giovane seminarista Rolando Rivi, da una squadra di
partigiani comunisti che in odio alla fede hanno compiuto questo barbaro
atto. Scandiano e la nostra comunità comprensoriale e provinciale non può
dimenticare un così grave omicidio”.

 

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