In arrivo a Reggio altri 2.300 “profughi”
“Ma ora mandateli nei quartieri-bene”

di Miles Barbieri*

È notizia di questi giorni che, oltre ai 1.400 (presunti) profughi che già manteniamo a Reggio Emilia, presto ne arriveranno altri 2.300.

Per l’ulteriore mantenimento di questi ultimi – che, in soldoni, significano circa 61 milioni di euro all’anno, senza contare le spese accessorie di sanità, sicurezza, ordine pubblico, eccetera – è stato emesso un bando tra le varie cooperative sociali, anche se ci saranno pochi dubbi che verrà vinto, come al solito, da chi già adesso ha il monopolio dell’assistenza e che, guarda caso, è la stessa cooperativa sociale che in un anno è riuscita a quintuplicare gli utili proprio grazie all’assistenza a profughi e migranti economici.

Ovviamente la nostra Amministrazione Comunale è sempre in prima linea quando si tratta di spendere quattrini per gli immigrati, così come lo era nell’assegnare loro sovvenzioni e case popolari. Ricordo, infatti, un’indagine da me condotta in qualità di consigliere comunale nel 2013 dalla quale emergeva che oltre il 50% delle case popolari ed oltre il 60% delle sovvenzioni andava a persone nate all’estero.

Non oso immaginare quanto sia peggiorata tale situazione nel frattempo in un Comune che riesce sempre a trovare i fondi quando si tratta di mantenere stranieri, mentre si dimentica – o, meglio, non si interessa – di tutti i problemi contingenti quali l’aumento dei costi e della criminalità, il degrado del territorio (basti vedere come sono ridotte le Officine Reggiane) e della sanità pubblica associato alla diminuzione delle disponibilità assistenziali per i cittadini reggiani, a causa anche dell’aumento esponenziale degli accessi al Pronto Soccorso e prestazioni ospedaliere da parte di stranieri che non pagano il ticket.

Tra l’altro, i nostri amministratori non si preoccupano nemmeno di effettuare una vera distribuzione sul territorio, avendo già individuato i quartieri popolari da sacrificare, trasformandoli in ghetti. Basti fare l’esempio di Via Turri, Via Bligny e Via Veneri, ormai trasformate in quartieri africani, indiani, pakistani, cinesi, eccetera, facendo aumentare la tensione e crollare la vivibilità e i valori degli immobili. Come se non bastasse, si è pensato bene di riempire di stranieri anche una casa di via Adua (zona passaggio a livello) e di premiare l’occupazione abusiva dei magazzini formaggio di Via del Chionso da parte dei centri sociali di Città Migrante, garantendo loro la disponibilità, tramite RFI, della stazione di Santa Croce, che diventerà patria di altrettanti sedicenti profughi e sede di una non meglio identificata (e vedremo quanto regolare) attività di riparazione biciclette. Vi risulta che una presenza simile di “profughi” ci sia, ad esempio, a Canali o in qualche altro “quartiere bene” di Reggio Emilia? In quanti casi un simile trattamento di favore è stato riservato a nostri concittadini indigenti?

A parte le belle parole e il fiume di soldi pubblici dati ai soliti privati, poi, non è assolutamente chiaro come l’Amministrazione Comunale intenda affrontare in modo strutturale questo fenomeno destinato a durare ancora a lungo. Se si vogliono prevenire problemi ancora più gravi in futuro, occorrono risposte oggi!

D’altra parte, cari concittadini, se si continua a votare sempre lo stesso partito e le opposizioni di facciata, non ci si può poi lamentare se ci si ritrova in questa situazione. Occorre un cambiamento, un cambiamento radicale, e quel cambiamento parte proprio dal modo di ragionare e, quindi, di votare.

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2 risposte a In arrivo a Reggio altri 2.300 “profughi”
“Ma ora mandateli nei quartieri-bene”

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    08/05/2017 alle 16:04

    Gentile Barbieri, non se la prenda con gli elettori.

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    08/05/2017 alle 17:32

    Molto bene Miles! Auspico il tuo ritorno nel 2019!!!

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