Trivellazioni, scontro a sinistra sull’area Fantozza

16/5/2017Articolo 1 – Mdp di Reggio Emilia – il partito nato con la scissione a sinistra del Pd – continua a dare grattacapi alla giunta Bonaccini. Oggi la consigliera regionale Silvia Prodi e l’assessore di Reggio Mirko Tutino, insieme  a Carlo Veneroni, assessore a Novellara, Daniele Gareri e Daniel Furlan (consiglieri a Novellara), dicono no alle ricerche di idrocarburi nell’area Fantozza da parte della società Arianna Resources, invocando il principio di precauzione (la zona è nel cratere del terremoto) e una diversa politica energetica nella Pianura Padana, ad esempio – affermano – installando pannelli solari sui tetti di tutte le stalle.  Contrarietararietà inoltre all’apertura di nuovi siti di stoccaggio del metano.

La Pianura Padana è stata per decenni una zona di ricerca ed estrazione degli idrocarburi, “quindi è improbabile che le indagini (di Arianna Resources, ndr.)  possano condurre alla scoperta di giacimenti inesplorati nel sottosuolo della Bassa reggiana – scrivono gli esponenti di Mdp – Che scopo hanno dunque? Innanzitutto servono a posizionare i grandi operatori del settore e a renderli più radicati rispetto ai concorrenti nel grande scacchiere internazionale della corsa agli idrocarburi. Acquisire informazioni e dati diventa un modo per rafforzare l’immagine di un’azienda e delle sua attività. Scelta legittima, ma ben lontana dall’interesse pubblico.

area Fantozza

Secondariamente, servendosi dei dati che possono emergere da indagini più aggiornate rispetto a quelle già note, possono essere valutati nuovi siti di stoccaggio anche nei casi in cui l’estrazione non sia rilevante e conveniente”.

Ma questa – sottolineano – è un’ipotesi allarmante: in una pianura con 20 milioni di abitanti che ospita produzioni alimentari di qualità, lo stoccaggio del gas non dovrebbe essere un obiettivo”.

L’autorizzazione alla ricerca in area “Fantozza” interessa quasi 100 km quadri di territorio reggiano e coinvolge diversi Comuni che ospitano agricoltura di qualità e produzioni tipiche. Va dato atto alla Regione di un maggiore impegno rispetto al passato nel coinvolgere le amministrazioni e valutare l’impatto ambientale degli interventi, ma non si può ridurre la questione a una soluzione esclusivamente “normativa”. È indispensabile che sia fatta una chiara scelta politica contraria ad alimentare l’economia delle fonti fossili”.

 Dunque “è  necessario tutelare il territorio applicando un serio principio di precauzione, subordinando la ricerca e i lavori all’ottenimento da parte dell’amministrazione pubblica di tutte le garanzie e coperture economiche dei costi di eventuali incidenti durante le attività, tarate sulla effettiva capacità di coprire rimborsi materiali nel caso dello scenario più catastrofico di progetto. Occorre anche garantire un monitoraggio “dinamico” dei contratti, in modo da assicurare interventi immediati e drastici qualora si verificasse un aggravamento dei fenomeni di subsidenza ( lento sprofondamento del terreno, ndr. ) nel territorio interessato.

Coerentemente con la posizione che abbiamo assunto nel referendum sulle proroghe “sine die” ai permessi di estrazione del gas naturale e di coltivazione dei giacimenti, siamo convinti che questo settore non debba essere prioritario per il futuro dell’Italia. Gli investimenti pubblici e privati si devono concentrare su un’altra politica energetica.

“La Pianura Padana può essere un luogo dove si produce metano risolvendo il problema dei liquami negli allevamenti zootecnici o dove si riutilizzano gli scarti vegetali per generare biogas. Tutte le stalle poi possono essere dotate di coperture per la produzione di energia solare.

Crediamo che il punto irrinunciabile debba essere la riduzione dei consumi energetici. Ci sono obiettivi molto alti fissati anche nel Piano energetico regionale e su questi è doveroso impegnarsi da subito, a partire dalla pubblica amministrazione. Dare vita a un modello diffuso di comunità il più possibile autosufficienti energeticamente ed ecologicamente sostenibili. Questa è la sfida più interessante, un uso democratico delle risorse”.

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    16/05/2017 alle 19:27

    Condivido cio’ che quel movimento sostiene. Sara’ pure la politica che porta con se tante comunicazioni, pero’ e’ pur vero che non esiste che vengano a perforare proprio dalle nostre parti. Ho letto fior di pareri di geologi, e credo che qui sia pure pericoloso.

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