Spaccio di cocaina, smantellato “punto vendita” in via Paradisi. Tunisino in manette

13/5/2017 – Quando hanno bussato alla porta di un appartamento in via Paradisi, nella zona più calda di Reggio Emilia, pensavano di potere incontrare il loro spacciatore; ad aprire, invece, èstato un operatore della Squadra Mobile che, unitamente ad altri investigatori, era lì per perquisirte l’appartamento.

Gli uomini della Squadra Mobile, a seguito di alcune segnalazioni avevano intensificato il monitoraggio di via Paradisi e, in particolare, di unappartamento in uso ad un cittadino magrebino. Nella giornata di ieri il blitz nell’immobile, dove in quel momento si trovava MATHLOUTHI Chedli, nato in Tunisia, classe 1980, conosciuto per reati commessi, soprattutto, a Padova. Aveva 18 grammi di cocaina in “sasso”, pronta per il confezionamento, e due “palline” monodose pronte per la cessione a terzi.

L’uomo, quindi, veniva tratto in arresto e nella giornata di oggi  è comparso dinanzi al Tribunale per il processo con rito per direttissima.

La sua posizione, poi, è al vaglio dell’Ufficio Immigrazione per la specifica attività di competenza.

L’espulsione, effettiva, dei cittadini irregolari, infatti, pur essendo una procedura particolarmente complessa ed articolata, soprattutto per le difficoltà

connesse alla identificazione, certa, dei soggetti ed al loro riconoscimento da partedell’asserita nazione di provenienza, è uno dei pilastri sui cui il Questoredi Reggio Emilia  Isabella Fusiello ha inteso fondare il contrasto e la prevenzione dei reati che destano maggiore allarme sociale quale, appunto, il traffico di stupefacente di strada.

Cocaina, soldi e cellulari trovati nell'appartamento di via Paradisi

Cocaina, soldi e cellulari trovati nell’appartamento di via Paradisi

In tale ottica nella settimana scorsa personale dell’Ufficio Immigrazione ha proceduto ad accompagnare, in Tunisia, MUSSBH Massarah, nato a Sfax (Tunisia) classe 1980,  arrestato il 20 aprile per traffico di droga da parte della Squadra Mobile; l’arresto seguiva ad altri  effettuati per lo stesso reato. Di intesa con la Procura della Repubblica di Reggio Emilia, quindi, a seguitodell’arresto venivano sollecitati gli accertamenti identificativi al Consolato Tunisino;grazie alla collaborazione di questo Ufficio si riusciva, quindi, ad identificare, compiutamente, tale soggetto che, così, poteva essere materialmente accompagnato in Tunisia. Qualora decidesse di rientrare in Italia per lui scatterà l’arresto obbligatorio.

Le procedure legate alla espulsione, curate dall’ufficio Immigrazione – sottolinea la Questura – “rappresentano uno strumento imprescindibile per assicurare l’allontamento dal territorio nazionale di soggetti gravati di precedenti per gravi reati ed un ottimo strumento per prevenire la nuova commissione di delitti”.

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