Scontro sul Gay Pride: solidarietà del Comune a don Cugini, colpito da una lettera anonima
Ma non va bene neppure la caccia alle streghe contro i tradizionalisti

25/5/2017 – Solidarieta’ del Comune di Reggio Emilia a don Paolo Cugini, parroco schierato a favore del Gay pride del prossimo 3 giugno, e destinatario ieri di una lettera anonima con affermazioni ritenute diffamatorie a suo carico, su presunti comportamenti immorali del sacerdote: lettera comunque ignobile, che sarebbe stata recapitata anche in Curia e in Vaticano. Don Cugini, amnnunciando l’esistenza adella lettera, ha reagito con fermezza, annunciando querela: «Accuse false, andrò in questura a fare denuncia contro ignoti».

Don Cugini, parroco di Regina Pacis, nei giorni scorsi aveva organizzato una veglia di preghiera all’insegna del “benedire, non maledire” in solidarietà con le vittime dell’omofobia e della transfobia.

Don Paolo Cugini

Don Paolo Cugini

Ad esprimere al sacerdote il sostegno dell’amministrazione comunale di Reggio, schierata apertamente col Gay Pride – ha sottoscritto il primo protocollo a livello nazionale per il contrasto alla “omotransnegatività”-   è oggi il vicesindaco Matteo Sassi: “Alle provocazioni bisogna rispondere con fermezza, ma la migliore fermezza e’ quella di chi non cede alle provocazioni e va dritto per la propria strada quando questa’ e’ una strada giusta”, ha dichiarato Sassi, entrato di recente in Mdp,  all’agenzia Dire. L’amministrazione comunale “è dalla parte di don Cugini e di coloro che ritengono che sia il tempo della libertà e della manifestazione dei diritti senza alcuna forma di intimidazione o peggio ancora di violenza”. E’ chiaro pero’, ha aggiunto il vicesindaco, “che se ci sono state forme di intimidazione queste dovranno essere perseguite e questo e’ sacrosanto”.

Affermazione tuttavia che rischia di essere un boomerang, perché potrebbe essere letta a sua volta come una larvata intimidazione nei confronti di chi non approva il Gay Pride e prende posizione pubblicamente, che è un diritto in un paese per il momento ancora democratico. Chiarito che calunnie e diffamazioni vanno respinte e anzi perseguite, va detto che non fa onore alla città e neppure all’amministrazione il clima di caccia alle streghe alla rovescia scatenato contro i cattolici del Comitato Scopelli. I quali hanno tutto il diritto di esprimere le loro opinioni – fra l’altro condivise da molte persone che non sono certo omofobe – e di agire di conseguenza.

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