“Salvate il Venezuela, liberate mio padre”
Appello dall’Emilia a Papa Francesco
La lettera di Vanessa Ledezma, figlia del sindaco di Caracas

6/5/2017 – “Santità, preghi per i venezuelani e benedica la strada della pace”. Con queste accorate parole Vanessa Ledezma, figlia del sindaco di Caracas imprigionato da oltre due anni dal regime di Maduro, conclude una lettera-appello indirizzata a Papa Francesco, sulla tragedia umanitaria e delle libertà in atto nel Venezuela.

Vanessa Ledezma Camero, tra gli oppositori fra i più esposti contro il regime, combatte con coraggio la battaglia perché al padre sia restituita la libertà. Da qualche tempo si trova in Emilia, e nella giornata di ieri, venerdì, è stata ricevuta dal vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina: consegnerà  lui stesso la lettera al Santo Padre, scritta a un anno di distanza da un colloquio avuto dalla Ledezma con Papa Francesco.

Papa Francesco e Vanessa Ledezma, un anno fa

Papa Francesco e Vanessa Ledezma, un anno fa

“Sento la necessità di rivolgermi a Lei ancora una volta in questo momento di dolore, impotenza e disperazione, in quanto non abbiamo notizie precise e tantomeno incoraggianti – scrive la figlia dell’alcalde di Caracas – Le proteste pacifiche continuano in tutto il paese da più di 30 giorni, in tutto il mondo i venezuelani protestano respingendo un regime genocida e dittatoriale, perché noi cerchiamo la PACE, la GIUSTIZIA e la LIBERTA!!! Forse è un peccato o è chiedere troppo?”.

Maduro – afferma – non ha mantenuto la parola data, non ha soddisfatto nessuno degli impegni presi nei tentativi di dialogo avviati propripo da Francesco, e per contro ha rallentato il processo di transizione in Venezuela: “Ci hanno negato la possibilità di indire un Referendum Revocatorio e non si è aperto un Canale Umanitario; non sono stati rilasciati i Prigionieri Politici, non è stata rispettata l’indipendenza dell’Assemblea Nazionale, né il calendario elettorale… La situazione non è cambiata né migliorata, si tenta di negoziare di nuovo, ma nella non riesco a capire come si può negoziare e/o dialogare quando i criminali hanno il potere assoluto delle istituzioni, non si può dialogare mentre massacrano brutalmente le persone solo per un pensiero diverso, e nel frattempo il presidente intende imporre una Costituente illegalmente e lo celebra “ballando la salsa” alla radio e alla televisione…”

Intanto “milioni di venezuelani sono per le strade,  massacrati dalla Guardia nazionale,  e migliaia di persone muoiono per mancanza di cibo e medicinali di base, per l’alta criminalità, l’inflazione, la corruzione e la brama di potere. Come si può negoziare, mentre i leader dell’opposizione sono incarcerati ingiustamente… come si può negoziare se siamo di fronte a una DITTATURA. Non c’è bisogno di descrivere che cosa significa, mi chiedo ancora e ancora: FINO A QUANDO DOBBIAMO SOPPORTARE TANTA INGIUSTIZIA???”

“In questi tempi difficili per il Venezuela – conclude l’appello al Santo Padre –  Le chiedo di pregare e di intercedere per il benessere di tutti i venezuelani, ma soprattutto Le chiedo con tutto il rispetto che merita, di benedire la strada della transizione e il percorso per trovare la pace in Venezuela. Le chiedo di ascoltare il popolo venezuelano. Le ricordo che non è un problema politico, questo va oltre, si tratta di una Catastrofe Umanitaria con sistematica violazione dei diritti umani fondamentali!!”.

A proposito della situazione del padre Antonio Ledezma, la figlia spiega che “dopo 26 mesi dal suo arresto si trova in un limbo giuridico, senza processo e senza condanna. anche se è agli arresti domiciliari è privato della sua libertà è comunque  privato della sua libertà e dei diritti fondamentali”.

Lo stato di detenzione  è comunque molto duro, con un’oppressione psicologica degna di un processo internazionale:  “Il suo palazzo – racconta la figlia – è circondato dai funzionari della polizia politica (SEBIN) che ogni due ore suonano al campannello  per il “controllo”, e ogni due ore gli fanno una foto” . E’ una tortura psicologica per tutta la famiglia  non sapere se quando suona il campanello è per fargli la foto la foto o per riportarlo nel carcere militare. Il regime non ha nessuna prova vera, tutte quelli che hanno presentato sono basate sui fatti falsi. Come tutti sappiamo, è un giudizio irregolare e per motivi  nettamente politici. Mio padre – conclude Vanessa – è uomo forte che ogni giorno resiste con dignità  nella sua casa trasformata in un’ingiusta prigione, e un uomo di Fede e crede profondamente che tutto questo incubo finirà preso, crede nel suo popolo che lotta ogni giorno per difendere la democrazia e la libertà che ci hanno rubato”.

Caracas, 4 maggio 2017 (RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)

Caracas, 4 maggio 2017
(RONALDO SCHEMIDT/AFP/Getty Images)

LA LETTERA INTEGRALE DI VANESSA LEDEZMA A PAPA FRANCESCO

04/05/2017

Sua Santità, Papa Francesco

Esattamente un anno fa ho avuto il piacere e l’opportunità di parlare velocemente con Sua Grazia relativamente alla grave situazione esistente in Venezuela, in particolare di mio padre Antonio Ledezma, sindaco di Caracas, prigioniero politico del regime di Nicolas Maduro. Sento la necessità di rivolgermi a Lei ancora una volta in questo momento di dolore, impotenza e disperazione, in quanto non abbiamo notizie precise e tantomeno incoraggianti. Le proteste pacifiche continuano in tutto il paese da più di 30 giorni, in tutto il mondo i venezuelani protestano respingendo un regime genocida e dittatoriale, perché noi cerchiamo la PACE, la GIUSTIZIA e la LIBERTA!!! Forse è un peccato o è chiedere troppo??

Dopo diversi tentativi di dialogo in cui Lei è stato mediatore il governo ha dimostrato chiaramente di non mantenere la parola data e non sono stati in grado di soddisfare nessuno degli accordi presi e questo “dialogo” non ha portato risultati ma piuttosto ha rallentato il processo di transizione in Venezuela; Inoltre ci hanno negato la possibilità di indire un Referendum Revocatorio e non si è aperto un Canale Umanitario; non sono stati rilasciati i Prigionieri Politici, non è stata rispettata l’indipendenza dell’Assemblea Nazionale, né il calendario elettorale… Oggi, 6 mesi dopo, la situazione non è cambiata ne migliorata, si tenta di negoziare di nuovo, ma nella mia umile posizione non riesco a capire come si può negoziare e/o dialogare quando i criminali hanno il potere assoluto delle istituzioni, non si può dialogare mentre massacrano brutalmente le persone solo per un pensiero diverso, e nel frattempo il presidente intende imporre una Costituente illegalmente e lo celebra “ballando la salsa” alla radio e alla televisione, allo stesso tempo, milioni di venezuelani sono per le strade massacrati dalla Guardia nazionale e migliaia di venezuelani muoiono per mancanza di cibo e medicinali di base, per l’alta criminalità, l’inflazione, la corruzione e la brama di potere. Come si può negoziare, mentre i leader dell’opposizione sono incarcerati ingiustamente… come si può negoziare se siamo di fronte a una DITTATURA. Non c’è bisogno di descrivere che cosa significa, mi chiedo ancora e ancora: FINO A QUANDO DOBBIAMO SOPPORTARE TANTA INGIUSTIZIA???

In questi tempi difficili per il Venezuela, Le chiedo di pregare e di intercedere per il benessere di tutti i venezuelani, ma soprattutto Le chiedo con tutto il rispetto che merita, di benedire la strada della transizione e il percorso per trovare la pace in Venezuela. Le chiedo di ascoltare il popolo venezuelano. Le ricordo che non è un problema politico, questo va oltre, si tratta di una Catastrofe Umanitaria con sistematica violazione dei diritti umani fondamentali!!

Le chiedo, sua Santità, la benedizione per tutte le famiglie del Venezuela!

Vanessa Ledezma
vanessaledezma@gmail.com

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    07/05/2017 alle 09:44

    E’ una situazione drammatica, che richiede una presa di posizione da ogni parte. E’ la tragedia di ogni dittatura.Purtroppo, come ho già richiamato in un documento,prevale l’agnosticismo . Far SR si adoprerà ad organizzare un incontro pubblico sul tema Venezuela con la presenza di Vanessa, in linea con la mostra fotografica di Juan Maino ,desaparecido cileno sotto il regime di Pinochet.
    Carlo Baldi

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