Processione di riparazione contro il Gay Pride reggiano
Si muovono i cattolici tradizionalisti

15/5/2017 – Una processione contro il gay pride in programma il 3 giugno prossimo a Reggio. La organizza il Comitato Beata Giovanna Scopelli quale «riparazione dello scandalo pubblico che il gay pride proferirà in tale data. Il peccato impuro contro natura, come insegna il Catechismo, grida vendetta al cospetto di Dio e, quando palesato ed esternato in foro esterno, pubblicamente, attira ancor più l’ira del Signore sopra al popolo; ancor più sopra la nazione che presta fianco a simili manifestazioni».

Due cortei in città
A meno di un mese dall’evento, sale la tensione. La manifestazione REmilia Pride promossa dal comitato reggiano Arcigay Gioconda a sostegno dei diritti della comunità Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali) si svolgerà alle 14, da viale IV Novembre con corteo per il centro città fino a piazza della Vittoria. Sono annunciate circa cinquemila persone.
Qualche ora prima, in città, la processione con cui una parte della chiesa chiederà scusa. L’appuntamento è alle 10.30 davanti alla Cattedrale di piazza Prampolini. Da qui la processione partirà alla volta della Basilica della Ghiara recitando il rosario. Una volta giunta a destinazione verrà recitato l’atto di riparazione al Sacro Cuore composto da Pio XI.
Contrariamente al corto colorato e chiassoso che si annuncia per il Remila Pride, la contro-processione di riparazione non avrà cartelli, slogan o bandiere. Solo la preghiera. E’ una risposta anche alla messa di benedizione delle persone omosessuali promossa da don Cugini a Regina Pacis.

Scontro politico
Si tratta di uno scontro politico, dal momento che a sostegno del REmilia Pride si sono schierate molte amministrazioni pubbliche, con adesioni e patrocini. L’assessore comunale alla sicurezza Natalia Maramotti ha parlato di «una grande occasione per dare visibilità alla nostra città».
Ma il fronte contrario si sta organizzando, deciso a non assistere in silenzio a questa manifestazione, appoggiato da una rete radicale di cattolici conservatori. Dall’uno e dall’altro fronte si stanno cercando sponde nazionali per fare dell’appuntamento reggiano un caso nazionale

La sfida del comitato
«Siamo a presentarvi il neonato “Comitato Beata Giovanna Scopelli”, – si legge nella illustrazione delle finalità – costituito per un preciso motivo a cui tutti – pensiamo di poterlo dire – siamo chiamati a prestare quantomeno ascolto. Come tanti di voi già sapranno, il 3 Giugno 2017 avrà luogo nella città di Reggio Emilia il più nefando e pubblico manifesto della sodomia: il gay pride, nominato dagli stessi organizzatori del party “REmilia Pride”. Inutile nascondere la portata enorme che costoro hanno voluto dare all’evento, il quale non può appunto essere considerato come qualcosa di meramente legato alla città di Reggio o all’Emilia-Romagna. Esso ha infatti il primato su tutte le altre manifestazioni LGBT che si terranno al nord e al centro-Italia, per due motivi particolari: la Sig.ra Monica Cirinnà, la quale non necessita di essere presentata, si è fatta grande paladina di questo evento, nonché forte amica delle Arcigay Emiliane. Reggio Emilia è stata scelta per un altrettanto motivo “simbolico” ( ripugna usare il termine “simbolico” per una cosa simile, ma tant’è… ), la città essendo stata fra le prime – più precisamente la prima – a “celebrare” un’unione (in)civile dopo il c.d. ddl Cirinnà. Fatte nostre queste semplici introduzioni giungiamo presto a spiegare quale scopo si prefigge questo comitato e da chi è e sarà composto».

Processione anti impuri
«Ad un evento pubblico così grave, dove viene offeso e schernito il Sacro Cuore di Gesù, deve corrispondere un’altrettanta manifestazione pubblica riparatoria» si legge nella presentazione della contgro manifestazione. «Qualcuno potrebbe pensare che tanti di questi eventi ormai esistono. E non sbaglierebbe a pensarlo, certo. Tuttavia va detto che non fare niente per la serie “inutile fermare un solo furto poiché tutti in Italia rubano” non è certo una soluzione. Noi cattolici dobbiamo tornare ad occuparci anche di questo, dimostrando ed esternando sopratutto pubblicamente la nostra Fede. A difesa dell’unico e vero Credo in Nostro Signore Gesù Cristo, a difesa della Sua Immacolata Madre, a difesa delle virtù come la Purezza, la Castità, e a tutto ciò che la Santa Madre Chiesa lungo i secoli sempre ha raccomandato».

La guida carmelitana
La beata Scopelli nacque a Reggio, sembra nel 1428, qui  fondò il primo monastero femminile carmelitano in Italia. Morì in fama di santità nel 1491: il corpo giace nella cappella Rangoni in cattedrale.  E’ compatrona della Diocesi di Reggio Emilia. L’intitolazione del comitato non è casuale. .  «L’intento di questo Comitato, che si pone sotto la protezione di una Beata Carmelitana, è proprio quello di far risplendere, in un giorno di buio e di grave peccato, il lume della Fede Cattolica. L’impegno richiesto è di portata nazionale, poiché, come si diceva all’inizio, tutti siamo chiamati ad ascoltare lo strazio della Madre che piange il Figlio continuamente flagellato da un mondo inverso e da una neo-chiesa complice di questa inversione».

Sotto il nome della Beata Scopelli l’obiettivo è «convogliare al suo interno, nel modo più libero e privo di “cappelli”, le diverse realtà cattoliche fedeli a quanto la Chiesa ha sempre insegnato sul tema dell’omosessualità. Occorre l’aiuto di tutti, certi che questa possa essere una buona occasione per mettere da parte – almeno per un giorno – i solipsismi che spesso albergano nel nostro mondo, dando piuttosto priorità ad un atto pubblico da offrire al Signore e a Maria Santissima come offerta riparatoria dello scandalo peggiore che possa compiersi. È giunto il momento che i cattolici di buona volontà si uniscano in modo solido e coeso, come accadde nel gay pride del 2000 a Roma, ove tante realtà cattoliche si unirono per riparare pubblicamente alla manifestazione LGBT sotto il nome di “Comitato per una Roma cristiana”».

DALLA VOCE DI REGGIO EMILIA

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