Minacciò di morte il debitore: calabrese usuraio condannato per tentata estorsione

30/5/2017 –  “Portami 14mila euro o ti ammazzo come un cane”, “Ti spacco la faccia”, “Ti faccio finire su una sedia a rotelle”.

Sono alcune delle frasi con le quali un calabrese di 50 anni che abita a Castelnovo Monti aveva minacciato un imprenditore edile di Collagna per il mancato pagamento di due cambiali da 5 mila euro l’una. L’uomo  originario della provincia di Crotone avrebbe preteso la restituzione della somma maggiorata da interessi usurai.

Il fatto risale a sette anni fa. L’uomo era stato prima denunciato e nel marzo del 2011 arrestato dai carabinieri del nucleo operativo di Castelnovo Monti  in esecuzione a un provvedimento cautelare emesso dal Tribunale della Libertà di Bologna, aveva accolto l’appello promosso dal magistrato Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta. Quindi l’iter processuale con la condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione per il reato di tentata estorsione. La sentenza divenuta esecutiva ha visto l’ufficio esecuzioni penali  della Procura reggiana emettere a carico del calabrese l’ordine di esecuzione della pèena in regime di detenzione domiciliare, eseguita ieri  dai carabinieri del nucleo operativo di Castelnovo Monti che hanno arrestato l’uomo conducendolo nella propria abitazione dove dovrà scontare, in regime di detenzione domiciliare e detratto il periodo della detenzione preventiva, la pena di un anno e 28 giorni.

Alla scadenza delle cambiali, il 31 marzo 2010, il debitore non era stato in grado di pagare, e a quel punto il calabrese aveva cominciato  a minacciare l’imprenditore sia per telefono, sia presentandosi direttamente a casa sua. Dopo l’ultima minaccia (“ti ammazzo come un cane”), la vittima si era decisa  a sporgere denuncia contro il creditore  che chiedeva anche 4 mila euro di interessi. Quindi le indagini culminate dapprima con la denuncia, poi  con l’arresto nel marzo del 2011 e infine con la condanna per tentata estorzione.

 

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