“Le ronde sono fuori della legalità”
Il sindaco contro il comitato Reggio Est Il Cres ribatte: “Vecchi si metta d’accordo col suo assessore”

10/5/2017 – Il sindaco Luca Vecchi è in rotta di collisione col comitato Reggio Est sicura, che l’altra sera ha deliberato di riprendere le ronde nel quartiere, in particolare per il contrasto alla prostituzione, e per questo di avvalersi anche di richiedenti asilo. E usa parole durissime: “Le ronde si collocano fuori del perimetro della legalità”.

Vecchi smentisce i cittadini che in una nota hanno “preso atto, con piacere, che da parte dell’amministrazione comunale, per voce di suoi importanti componenti, le ronde di cittadini non sono piu’ considerate una cosa negativa”, aggiungendo poi che “in questa ottica abbiamo fatto presente all’amministrazione comunale che se questa attivita’ di ronde e’ considerata socialmente utile, cosa che cosa che il comitato ha sempre ritenuto, saremmo disponibili ad accogliere alcuni richiedenti asilo”.

Il primo cittadino, che evidentemente non ha gradito le aperture fatte in proposito dagli amministratori in una riunione del 4 maggio, oggi ha stoppato nettamente l’iniziativa del comitato, che va oltre i Controlli di comunità su cui Vecchi ha firmato un protocollo d’intesa col prefetto Ruberto. Per contro ha lasciato aperte le iniziative di inclusione dei rifugiati, tra cui “anche il fare una passeggiata in un quartiere assieme ai residenti di quello stesso quartiere”.

Vecchi, Renzi e Delrio sul palco dell'Ariosto

Vecchi, Renzi e Delrio sul palco dell’Ariosto

“Le ronde- ha dichiarato Vecchi all’agenzia  ‘Dire’- non appartengono al lessico e all’alfabeto costituzionale democratico e si collocano al di fuori del perimetro della legalità. Per cui chi pensa di organizzare sicurezza in questa città con le ronde deve innanzitutto sapere che si colloca qui e che non troverà certo la collaborazione interistituzionale dell’amministrazione comunale, ma di nessuna altra istituzione, perchè sono innanzitutto le forze di Polizia, deputate per legge come previsto dalla Costituzione, ad esercitare queste funzioni”.

Dopo di che, continua il sindaco, “altro è una passeggiata nel quartiere che appartiene ad una delle tante forme di possibile occupazione dello spazio pubblico”. A questo proposito Vecchi aggiunge: “Ci possono essere tanti modi e tante forme per rilanciare e riqualificare un quartiere, come nel caso della Polveriera: noi non abbiamo mai sottovalutato la difficoltà della zona stazione, ma abbiamo continuato ogni giorno ad impegnarci per cercare di aggredire i problemi che ci sono con una consapevolezza: che bisogna essere duri col crimine e duri con le cause del crimine”. Nello specifico, argomenta il sindaco, “essere duri col crimine si fa pero’ con la fermezza e la certezza della pena e delle regole, non con le ronde. Duri con le cause del crimine, invece, vuol dire capire da dove nascono determinate situazioni e organizzare attività non soltanto di repressione ma anche di cercare di investire ogni giorno sulla dimensione della comunità  e delle relazioni sociali e culturali di questo quartiere”.

Infine, rispetto all’impiego dei profughi, Vecchi è possibilista e ammette che ne sarebbe possibile l’impiego nelle “passeggiate”, che poi è un modo blando per far rientrare dalla finestra le ronde cacciate dalla porta: anche Veneto skinheads e forza NHuova definiscono le loro ronde notturne come “passeggiate”.

“Noi non abbiamo mai avuto nessun tipo di problema nei confronti di ogni forma di impiego e valorizzazione dei rifugiati che sono presenti nella nostra citta’ in lavori socialmente utili, in attivita’ di volontariato o sportive perche’ pensiamo che queste siano una delle tante possbilita’ per avviare processi inclusivi in una dimensione di cittadinanza”. Quindi “è chiaro che tra le molte cose possibili, oltre a curare uno spazio verde, oltre a fare il volontario in una societa’ sportiva, ci può essere anche il fare una passeggiata in un quartiere assieme ai residenti di quello stesso quartiere”.

Va rilevato comunque che le ronde non sono fuori del perimetro della legalità, cpome sostiene il sindaco di Reggio, bensì sono permesse e regolate dalla legge sin dal pacchetto sicurezza varato nel luglio 2009.

REPLICA DEL CRES: “SIAMO NELLA LEGALITA’, IL SINDACO SI METTA D’ACCORDO COL SUO ASSESSORE””

Il Cres, comitato Reggio Est sicura, ha replicato a Vecchi con toni altrettanto duri: “Ci e’ completamente indifferente la disquisizione lessicale ‘ronda’ o ‘passeggiata’ o qualsiasi altra. Il comitato si e’ sempre mosso e si muove nel rispetto assoluto della legalita”, scrive il Cres.  Il sindaco poi “si metta d’accordo con il suo assessore Natalia Maramotti alla quale sono state proposte le ronde il 4 maggio scorso”. Infine il Cres osserva: “Avremmo preferito leggere, dal signor sindaco, le motivazioni che l’hanno portato a decidere di ospitare sul territorio comunale, al mese scorso, 1.070 richiedenti asilo contro i 600 che al massimo poteva ospitare. Riteniamo che questo ai cittadini di Reggio Emilia interesserebbe di più'”.

LE NORME DEL 2009 SULLE RONDE E LE GUARDIE VOLONTARIE

Art. 40. I sindaci, previa intesa con il prefetto, possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati al fine di segnalare alle Forze di polizia dello Stato o locali eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale.
Art. 41. Le associazioni sono iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto, previa verifica da parte dello stesso, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dei requisiti necessari previsti dal decreto di cui al comma 43. Il prefetto provvede, altresì , al loro periodico monitoraggio, informando dei risultati il comitato.
Art.  42. Tra le associazioni iscritte nell’elenco di cui al comma 41 i sindaci si avvalgono, in via prioritaria, di quelle costituite tra gli appartenenti, in congedo, alle Forze dell’ordine, alle Forze armate e agli altri Corpi dello Stato. Le associazioni diverse da queste ultime sono iscritte negli elenchi solo se non siano destinatarie, a nessun titolo, di risorse economiche a carico della finanza pubblica.
Art.  43. Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati gli ambiti operativi delle disposizioni di cui ai commi 40 e 41, i requisiti per l’iscrizione nell’elenco e sono disciplinate le modalita` di tenuta dei relativi elenchi.
Art.  44. All’istituzione e alla tenuta dell’elenco di cui al comma 41 si provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.  

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Una risposta a 1

  1. Giovanni Rispondi

    10/05/2017 alle 19:17

    Se facciamo dei girotondi?

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