L’affaire Etruria, Delrio: “Fui io a telefonare a Bper”
Ciambella di salvataggio a Maria Elena Boschi

14/5/2017 – «Sono Graziano Delrio. Le volevo dire che sono io l’autore della telefonata alla Popolare dell’Emilia Romagna».
E’ il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il reggiano Graziano Delrio, a rivendicare, in un’intervista telefonica a ‘La Stampa’ il suo interesse per la vicenda Banca Etruria, quando a cavallo tra il 2014 e il 2015 era Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. La sua dichiarazione «scagiona» Maria Elena Boschi.
«Non ho nulla da nascondere. Mi sono occupato di Banca Etruria come mi sono occupato di Ilva, di Alitalia e tante altre crisi che rischiavano di avere impatti occupazionali, industriali o, come nel caso di Etruria, per i risparmiatori».
«Sono certamente uno di quelli che aveva sul tavolo tutte le crisi aziendali. Il mio ruolo all’epoca, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, era quello di accompagnare i ministri competenti nella gestione di queste crisi. In questa veste, ho chiamato Caselli – spiega Delrio in riferimento alla telefonata all’allora presidente della Bper – e ho chiesto informazioni sulle intenzioni di Bper per Etruria. La risposta fu che era stata esaminata ma Bper aveva deciso di non andare avanti».

Delrio e Renzi , quando si guardavano in cagnesco

«Nessuna pressione ma una semplice richiesta di informazioni», evidenzia Delrio. “Ricordo tra l’altro che il governo in quei giorni stava preparando il decreto sulle popolari”, aggiunge sottolineando ancora di essersi occupato del problema “con i ministri competenti e
la Boschi non era tra i ministri competenti”. “Per quanto mi riguarda, non mi vergogno di essermi occupato di questa vicenda – dice il ministro – come non mi vergogno di essermi occupato di tutte le altre crisi che ho esaminato in quel periodo». al vetriolo la replica di Gasparri, forza Italia, vicepresidente del Senato.
«Le chiacchiere della Boschi non reggono alla prova dei fatti. Tra la credibilità di De Bortoli e la sua non c’è paragone. Ci spieghi delle riunioni fatte in casa sua in Toscana con esponenti di banche del Veneto e della Banca Etruria. Ci spieghi la vicenda del decreto sulle Popolari che fecero lei e Renzi, sul cui provvedimento grava ancora il sospetto di insider trading. È poi patetico il tentativo di Delrio di proporsi con spirito deamicisiano come il colpevole di turno. Così facendo aggrava la situazione, parlando delle sue pressioni su una banca popolare emiliana in riferimento a Banca Etruria. Qui -aggiunge- si sta parlando di altro. Delle sollecitazioni della Boschi all’Unicredit, non a una banca emiliana».
«sempre più evidente il conflitto d’interesse del governo. Oggi scopriamo che dopo Maria Elena Boschi anche Graziano Delrio si era interessato per salvare Banca Etruria. Un intero governo in movimento per la banca della famiglia Boschi»: Così i capigruppo 5 Stelle Roberto Fico e Carlo Martelli.
«Basta mezze verità, serve subito approvare la commissione d’inchiesta sulle banche. Solo così sarà possibile ascoltare tutti i soggetti protagonisti delle rivelazioni di questi giorni».

LO SCONTRO TRA RENZI E DE BORTOLI

“De Bortoli ha fatto il direttore dei principali quotidiani italiani per quasi vent’anni e ora spiega che i poteri forti in Italia risiedono a Laterina? Chi ci crede è bravo. Ma voglio dire di più. Ferruccio de Bortoli ha una ossessione personale per me che stupisce anche i suoi amici”. Lo ha affermato il segretario del Pd, Matteo Renzi, in un’intervista a ‘Il Foglio’.
“Quando vado a Milano, mi chiedono: ma che gli hai fatto a Ferruccio? Boh. Non lo so. Forse perché non mi conosce. Forse perché dà a me la colpa perché non ha avuto i voti per entrare nel Cda della Rai e lo capisco: essere bocciato da una commissione parlamentare non è piacevole. Ma può succedere, non mi pare la fine del mondo. Detto questo, che Unicredit studiasse il dossier Etruria è il segreto di Pulcinella. Praticamente tutte le banche d’Italia hanno visto il dossier Etruria in quella fase. Come pure il dossier Ferrara, il dossier Chieti, il dossier Banca Marche. Lo hanno visto tutti e nessuno ha fatto niente”
Non vedo l’ora che la commissione d’Inchiesta inizi a lavorare. Boschi senior è stato vicepresidente non esecutivo per otto mesi e poi noi lo abbiamo commissariato: mi pare che non sia stato neanche rinviato a giudizio. Se vogliamo parlare delle banche, parliamone. Ma sul serio».
Pronta la reazione di De bortoli: «Segnalo all’ex premier che avendo detto due volte no alla proposta di fare il presidente, non era tra le mie ambizioni essere eletto nel cda della Rai. Visto quello che sta accadendo, ringrazio di cuore per non avermi votato. Non avrei potuto comunque accettare avendo firmato un patto di non concorrenza».
Io -aggiunge De Bortoli- «non ho mai scritto che è un massone, mi sono solo limitato a porre l’interrogativo sul ruolo della massoneria in alcune vicende politiche e bancarie. Ruolo emerso, per esempio, nel caso di Banca Etruria. Ho commesso degli errori, certo. Nel libro ne ammetto diversi in oltre quarant’anni. Come quello – in un articolo pubblicato sul Corriere sul caso JpMorgan -Mps – della data di un sms solidale inviato da Marco Carrai a Fabrizio Viola, licenziato dal suo governo».

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