La telefonata per salvare Banca Etruria: perché Delrio il Cireneo non si preoccupa dei guai reggiani?

di Dario Caselli

15/5/2017 – Mentre la Boschi continua a negare ogni interessamento nella vicenda Etruria, anche a dispetto dei molti indizi, Delrio ha deciso di confessare di aver telefonato al Presidente della Banca Popolare dell’Emilia, Ettore Caselli, dopo che la Stampa aveva rivelato l’episodio, senza indicare il nome del ministro. Delrio dice di aver fatto la telefonata nell’ambito delle sue funzioni di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ignorando se altri ministri si siano mossi.

Non dice se questo intervento è stato fatto all’insaputa di Renzi, ci permettiamo di dubitare che tutti questi membri del governo si siano attivati all’insaputa di Renzi, anche alla luce delle intercettazioni del responsabile Bankitalia di Firenze, che raccomanda all’Ad di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, ospite a casa Boschi, di tenere avvertito il premier, che è molto vendicativo.

Graziano Delrio e Maria Elena Boschi in Parlamento

grazoiano Delrio e Maria Elena Boschi in Parlamento

. Ora se Delrio ha compiuto un atto istituzionale e noi lo reputiamo tale, supponiamo che si sia mosso pure per Monte Paschi e per le coop reggiane in stato fallimentare, ma questo interessamento non risulta, o almeno non è stato confessato. Che Etruria sia un nervo scoperto è evidente, che si sia fatto di tutto per salvarla, pure. Che fosse normale farlo è probabile, come è certo che ci sono figli e figliastri e che salvare l’icona del renzismo, la Boschi, sia un imperativo che non è valso per altri ministri. La rottamazione viaggia a giorni alterni ed è pure un po’ strabica: esaltava il fatto che un Presidente della Repubblica tedesco si fosse dimesso per aver copiato una tesi, ma quando è toccato alla Madia, l’occhio strabico non ha visto.

Vigili sulla laurea inventata di Oscar Giannino e strabici su quella della ministra Fedeli. Insomma, come il cireneo, Delrio si carica sulle spalle i tentativi di salvataggio delle banche, magari anche l’incontro con Blair e l’Ad di JP Morgan, che portò la banca americana a sostituire gli svizzeri di UBS come advisor di Mps. I giornali scrissero che c’era Renzi, adesso scopriremo che c’era Delrio.

Il nostro ministro se volesse occuparsi di crisi, potrebbe guardare a quelle di casa sua, alle coop fallite, lasciando buchi miliardari nei conti delle banche, principalmente Mps, delle piccole imprese, degli artigiani e nei bilanci di chi aveva sottoscritto il prestito soci, che non avendo un fondo di garanzia, vale come un prestito subordinato. Giusto che i politici si occupino delle imprese del territorio, ma se così è, ci aspettiamo che il nostro Graziano si candidi ad Arezzo, perché di Etruria si è, diciamo, almeno preoccupato, dei guai reggiani, no.

 

 

 

 

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8 risposte a La telefonata per salvare Banca Etruria: perché Delrio il Cireneo non si preoccupa dei guai reggiani?

  1. waterboy Rispondi

    15/05/2017 alle 16:02

    Entusiasmante l’eclettismo politico-economico-sanitario del Dott.Caselli, uno che le banche le conosce bene, in quanto già presidente della Fondazione Manodori, assurto ai massimi livelli della Bipop (prima del crack che ancora oggi tutti i reggiani ricordano molto bene!) soltanto perché era un bravo dentista.
    Quando si dice la meritocrazia….

  2. Luisa Rispondi

    15/05/2017 alle 19:35

    Articolo che spiega bene in che mani siamo noi italiani!

  3. dario caselli Rispondi

    15/05/2017 alle 19:44

    Entusiasmante il livello di coraggio di chi si nasconde dietro l’anonimato per dire falsità. Sono ad esempio entrato in Bipop dopo l’ingresso di Capitalia e comunque Bipop non è fallita, non ha neppure fatto un aumento di capitale e due sue partecipate Fineco ed Azimut sono oggi nel Mib 30. Coraggio Amico fatti querelare

    • Fausto Poli Taneto Rispondi

      15/05/2017 alle 23:02

      Gentile Sig. Caselli, ho letto alcuni articoli firmati da Lei, non mi faccia pensar male. Pero’ e’ vergognoso che la Boschi voglia andar a pescare all’Unicredit, Le pare ?
      Ho letto Suoi articoli su Burani fashion group.
      Insomma conosce meglio di noi tutta una serie di intrighi. La apprezzo pero’ io considero questa situazione dell’Etruria da crisi di Governo. Buona serata.

      E non mi faccia pensar male.

  4. dario caselli Rispondi

    16/05/2017 alle 10:48

    Non ho mai scritto su Burani fashion group, se mi dice dove lo leggo anch’io. Per il resto non ho fonti privilegiate leggo e rifletto. Etruria non merita una crisi di governo, forse la meriterebbe Mps, ci accontenteremmo di una “verità” giudiziaria che non arriverà mai, t
    temo

    • Fausto Poli Rispondi

      17/05/2017 alle 13:51

      Buongiorno, ho letto tempo fa 24emilia i vari interventi sulle Societa’ della Burani e del loro crack, ma roba del 2010.

      Al di la’ di questo, La leggo spesso, scrive in maniera competente e dimostra di conoscere bene la realta’ politica nostrana.

      Gradirei conoscerLa, anche perche’ mi piace dialogare di politica e capire se le novita’ e le nuove correnti possano portar cambiamenti, e meno tasse, soprattutto.

      Credo che in Italia la politica sia troppo “mossa” dai media.

  5. bleah Rispondi

    17/05/2017 alle 14:30

    Ribrezzo.
    Profondo ribrezzo.
    La loro vergogna non esiste.
    “Bella gente”.
    W l’itaglia

  6. merda rimacinata Rispondi

    17/05/2017 alle 14:37

    La passerona passerà.
    Come una rondine a primavera..
    Non sarà successo nulla e …nessuno fece nulla.

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