La messa di don Cugini pro-gay: a Reggio non ci facciamo mancare niente
Cosa ne pensa il vescovo?

di Paolo Comastri

13/5/2017 – A R(P)eggio Emilia davvero non ci facciamo mancare nulla; per la gioia di tutte le anime belle e dei radical chic, domenica 14 Maggio alle ore 21 si terrà nella chiesa di Regina Pacis una “veglia di preghiera in chiesa per combattere l’omofobia” dal titolo “benedite e non maledite”.
Ispiratore ed organizzatore di tal “evento” il parroco Don Paolo Cugini, responsabile dell’Unità Pastorale 5, Santa Maria degli Angeli.
Il reverendo è stato missionario per in Brasile; terra difficile, di frontiera, dove è radicata la cosiddetta “teologia della liberazione” che si impernia intorno alla considerazione del ruolo centrale della Chiesa nella società umana contemporanea e che tende a porre in evidenza i valori di emancipazione sociale e politica presenti nel messaggio cristiano.
Tra i protagonisti che diedero inizio a questa corrente di pensiero vi furono il teologo Gustavo Gutierrez, peruviano, docente della Pontificia Università del Perù, l’arcivescovo Helder Camara, il teologo Leonardo Boff, brasiliano e soprattutto Camillo Torres Restrepo, colombiano, conosciuto come il prete guerrigliero; insomma nella complessa e difficile terra brasiliana Don Cugini pare essersi fatto “evangelizzare” ad una “chiesa povera per i poveri”, e magari anche un po’ comunista, visto che arrivò persino a celebrare la Messa indossando la maglietta di “Che” Guevara.

Il Reverendo Parroco di Regina Pacis è pure lo stesso che circa tre anni fa fece saltare un incontro programmato nelle sale parrocchiali dove avrebbero dovuto parlare le Sentinelle in piedi che altro non sono che gruppi informali che si ritrovano per protestare contro il progetto di legge anti omofobia; contrarie all’adozione da parte di coppie omosessuali, fecondazione eterologa e unioni civili le “sentinelle” scendono in piazza per difendere la famiglia tradizionale.

Don Paolo Cugini, evidentemente, dette ascolto a qualche influente e sinistra, in senso politico, anima bella e radical chic e annullò l’incontro motivando che “non essendo previsto un contraddittorio, non si sarebbe offerto un buon servizio alla verità”.

Ad ogni buon conto la chiesa bergogliana pare essere in prima linea nella lotta contro l’omofobia; decine di parrocchie in tutta Italia si preparano ad ospitare veglie e iniziative di vario genere per combattere le discriminazioni.

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A Milano, ad esempio,la parrocchia di Santa Maria della Passione organizza veglia contemporaneamente al tempio valdese, mentre a Palermo i padri gesuiti e i padri comboniani si sono schierati al fianco della Chiesa evangelica luterana; a Pinerolo la comunità cristiana di base di don Franco Barbero organizzerà una manifestazione in piazza per un “salutare rinnovamento teologico nella Chiesa” e altre iniziative sono in programma a Firenze, Catania, Trieste e Bologna.
La svolta rispetto agli anni passati è evidente: a Genova, dove fino a pochi anni fa la diocesi guidata dal cardinal Angelo Bagnasco vietava l’utilizzo della chiesa della Sacra Famiglia per le iniziative, quest’anno la veglia sarà ospitata in una parrocchia ed è attesa la presenza del Vicario generale Nicolò Anselmi.
Davvero mala tempora currunt e senza scomodare la Lettera ai Romani di San Paolo, che come ben sappiamo, non usava mezze misure nel definire la sodomia come grave peccato contro natura, i tempi della “De pastorali personarum homosexualium cura” dell’allora cardinale Joseph Ratzinger non sono mai stati così lontani: era il 1986 e l’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, lo storico Sant’Uffizio, definiva l’inclinazione omosessuale come “oggettivamente disordinata” dal punto di vista morale. Un’altra epoca storica.
I gay-trans, o come essi siano o possano essere definiti, per quanto ci riguarda possono davvero fare ciò che ritengono più opportuno, fatti e roba loro, purché non si assista alle aberranti oscenità dei gay-pride.

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Don Paolo Cugini ha dichiarato alla stampa locale che la Veglia di Preghiera “sarà il primo evento del genere in città nato sulla scia delle parole di Papa Francesco” aggiungendo pure “ vogliamo interrompere la catena dell’odio contro i cristiani gay”…
Vorremmo, sommessamente, comprendere a questo punto se la Chiesa cattolica bergogliana non ritiene che vi siano ben più importanti cause cui dedicare le veglie; per citarne alcune, il massacro dei cristiani nel mondo e la progressiva islamizzazione dell’Europa.

 

 

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4 risposte a La messa di don Cugini pro-gay: a Reggio non ci facciamo mancare niente
Cosa ne pensa il vescovo?

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    13/05/2017 alle 15:42

    Parole sante. Bergoglio non puo’ pensare dappertutto.

    Che il gaypride abbi inizio.

  2. G bertani Rispondi

    15/05/2017 alle 18:50

    Penoso. Fazioso. Odioso. E il gran finale di benaltrismo

  3. Laura Campiani Rispondi

    16/05/2017 alle 09:51

    Ma che giornalisti avete?! Che articolo pietoso! Ma vergognatevi, che giornalismo abbietto! Bleh

    • Pierluigi Rispondi

      16/05/2017 alle 22:18

      E’ un’opinione. Se vuole scrivere, Reggio Report non si tira indietro e ospita volentieri anche la Sua, come ospitiamo anche quella della Federazione anarchica.

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