Il cardinal Burke benedice l’anti-Gay Pride
Confronto-scontro nella Chiesa, Famiglia Cristiana attacca tradizionalisti e Comune

22/5/2017 – E’ in atto un braccio di ferro all’interno della Chiesa cattolica , non solo a livello reggiano, intorno al  REmilia Pride, la giornata dell’orgoglio Lgbt in programma il 3 giugno a Reggio Emilia, manifestazione che ha ricevuto l’appoggio incondizionato delle istituzioni laiche sino alla firma di un un protocollo d’intesa contro la omotransnegatività (viene definito così), peraltro piuttosto discutibile per la sua ambiguità.

Al centro della disputa la processione di riparazione promossa, sempre il 3 giugno, dai cattolici tradizionalisti riuniti nel comitato intitolato alla Beata Giovanna Scopelli. Mentre il settimanale Famiglia Cristiana plaude alla decisione del vescovodi Reggio Massimo Camisasca di non concedere il sagrato della Cattedrale alla processione, in sostegno al Comitato Beata Scopelli è intervenuto il cardinale americano Raymond Leo Burke, già prefetto della Segnatura apostolica (il tribunale della Santa Sede) e oggi patrono dell’Ordine di Malta. Burke è uno degli esponenti dell’ala tradizionalista più noti a livello mondiale: celebra ancora la messa in latino secondo il canone liturgico del concilio di Trento, ed è stato al centro di alcune rivalzioni di Wikileaks.

Il cardinale Raymond Leo Burke

Il cardinale Raymond Leo Burke

Il biglietto con la richiesta di benedizione e in calce la firma autografa del cardinal Burke

Il biglietto con la richiesta di benedizione e in calce la firma autografa del cardinal Burke

Ebbene, il cardinale ha risposto “prontamente”, con la propria firma autografa diffusa in rete da Radio Spada, alla richiesta di benedizione presentata da un componente del comitato anti-Gay Pride. Il quale comitato continua a ricevere adesioni da parte di laici e sacerdoti: fra le più recenti, quella di monsignor Antonio Livi, filosofo e saggista, a nome dell’associazione Fides et Ratio.

Da canto suo, il Comitato Beata Scopelli, di fronte agli attacchi ricevuti dall’esterno e dall’interno della Chiesa, ha ha fatto sapere che “il Comune di Reggio Emilia aveva incontrato – nella persona di un suo funzionario, ben prima della deflagrazione delle polemiche – un esponente del Comitato. In questa occasione si era resa nota la volontà di indire la Processione”. e anche”  la Diocesi aveva incontrato un membro del futuro Comitato, il quale aveva esposto – sempre prima della bufera mediatica – di voler intervenire con una riparazione pubblica rispetto all’annunciato gay pride”.

E aggiunge: “Visti gli atteggiamenti blasfemi ripetutamente posti in essere da alcuni organizzatori del gay pride, per insultare chiunque non si omologhi alla loro arroganza ideologica (bestemmie di simpatizzanti nei profili social, locandine volte a irridere il culto cattolico, volgarità vergognose contro Santi e simboli sacri),invitiamo tutti gli aderenti al Comitato a reagire cristianamente rispetto a questa penosa onda di odio e maleducazione. Contestualmente invitiamo a non accettare alcun tipo di provocazione da queste persone e dai loro satelliti”.

FAMIGLIA CRISTIANA

Il settimanale delle edizioni Paoline ha preso posizione in modo critico nei confronti della “processione di riparazione”, e per questo è stato accusato di “pavidità” e di “cerchiobottismo” da parte dei promotori della processione. Nondimeno il giornale cattolico ha avuto parole critiche anche nei confronti dell’amministrazione comunale reggiana che “dovrebbe mostrarsi rispettosa della sensibilità dei cittadini. Di tutti i cittadini. Anche di coloro che combattono l’ omofobia ma prendono le distanze dall’ orgoglio gay”.

“Usando questi toni si fa solo confusione – ha scritto Famiglia cristiana a proposito del Comitato Beata Scopelli –  L’ omofobia, evidentemente, va condannata con fermezza, soprattutto dai cattolici, senza per questo essere costretti a fare buon viso a manifestazioni di “orgoglio gay” come quella che si sta preparando a Reggio Emilia. Bene ha fatto la Curia reggiana a smarcarsi da questi toni barricadieri e a non concedere per l’ evento riparatore il sagrato del Duomo”.

Ma, aggiunge, “va anche detto che l’ amministrazione comunale di Reggio Emilia non si è limitata a concedere lo spazio cittadino – e che spazio, visto che il corteo firmato LGBT partirà dalla stazione e sfilerà per tutto il centro – ma ne ha abbracciato pienamente ed entusiasticamente le rivendicazioni. Ossia la parificazione delle unioni civili al matrimonio e il diritto incondizionato alle adozioni da parte delle coppie omosessuali.  “Come Amministrazione ci riconosciamo pienamente nella battaglia portata avanti da Arcigay con il Remilia Pride”,  ha dichiarato il vicesindaco Matteo Sassi , “su valori e temi per noi importanti sotto il profilo democratico e istituzionale, come il matrimonio e il pieno riconoscimento di una genitorialità universale”.

Si tratta quindi di una battaglia politica, oltre che ideologica, su temi sensibili sui quali ognuno deve conservare il diritto di dire la sua e anche di opporsi. Non coi toni usati dal Comitato di facebook, beninteso, che sono solo controproducenti. Ma anche le amministrazioni comunali dovrebbero rinunciare alla propaganda e dimostrarsi rispettosi della sensibilità dei cittadini. Di tutti i cittadini. Anche di coloro che combattono l’ omofobia ma prendono le distanze dall’ orgoglio gay”.

DON GOCCINI E DON BELLEI: LO SCONTRO

A innescare la miccia dello scontro  neklla chiesa locale era stato don Giordano Goccini, direttore dell’oratorio di via Adua e responsabile della pastorale giovanile della Diocesi reggiana, che in un’intervista ha definito “presuntuosi e non cattolici” i promotori di questa Processione di preghiera.

Gli ha risposto con una lettera don Giorgio Bellei, parroco dello Spirito Santo di Modena, conosciuto fra l’altro per le sue spedizioni internazionali in bicicletta: “Lei dice – rivolgendosi a don Goccini –  che Il gay pride ha intento provocatorio ma poi se la prende solo con la contro provocazione della processione. Dimentica di dire che i cortei arcobaleno non manifestano solo idee ma con i carri e gli atteggiamenti, mettono in mostra  una sessualità  oscena e disgustosa il cui unico fine è l’erotismo. Questo fa la differenza tra le due provocazioni ma lei sbaglia di grosso quando afferma che il pregare in riparazione dei peccati altrui è un atto di presunzione. Non le citerò il messaggio di Fatima benché approvato dalla Chiesa, ma la seconda orazione della messa del Sacro Cuore che recita: “fa che adempiamo anche al dovere di una giusta riparazione”. Sto parlando del Novus Ordo e non del messale tridentino, il quale tuttavia non essendo mai stato abrogato, conserva tutto il suo valore normativo in fatto di preghiera”.

E aggiunge don Bellei: “Sentenzia poi che quelli del comitato beata Giovanna Scopelli non si devono definire cattolici perché non in comunione con la Chiesa. Da essa ci distacca però solo la volontà esplicita di uscirne, vedi “sbattezzo” o la scomunica legittimamente inflitta ( ferendae sententiae ). Nemmeno il peccato mortale ci distacca dalla Chiesa. Non le pare di aver giudicato duramente?”.

 

 

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    22/05/2017 alle 20:39

    E’ evidente la strumentalizzazione a fini politici. Stai sicuro che ne parlera’ pure il buon Vespa su Rai1.

    Stai sicuro che il 3 giugno tra gay, finale champions con la juventus, a Reggio Emilia si fa Bingo !

    Stai sicuro che per strumentalizzare ci sono i soldi, per provocare ci sono i soldi, per costruire potere ci sono i soldi. Per un reparto nascite a CASTELNOVO MONTI, SI BATTAGLIA POLITICAMENTE. MA PER COSA, QUANDO A PARMA NASCONDEVANO NELLO YACHT LE APPARECCHIATURE PER FARE I RAGGI ? MA RICORDATE POGGIOLINI, E DE LORENZO ?

    Allora, qui per un gay pride, per far risaltare Reggio Emilia caput mundi, si scomoda pure il Papa. E vedrai che mettera’ tutto nell’omelia. Il gay pride, il nuovo festival dell’unita’.

    rispetto il gay pride anche se non lo condivido, ma si sta spingendo troppo.

    Piuttosto spingere sulla nuova tangenziale, sulle riqualificazioni.

    Non so cosa ne pensa Rainero Davoli, sicuramente e’ persona dallo spiccato buon senso.

    E abbiamo sempre piu’ bisogno di persone che ne capiscano di politica. Poi se e’ pure spiritoso, non guasta !

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