E’ legge la fusione Ausl-S. Maria Nuova

30/5/2017 – Ok dell’Assemblea legislativa al progetto di fusione di Ausl e Azienda ospedaliera “Arcispedale Santa Maria Nuova” di Reggio Emilia, sì di Pd, Si, AltraER e Misto-Mdp; astenuti Ln, M5s e Fdi-An. “Un processo che parte dal territorio, non una fusione a freddo, con la finalità di potenziare la qualità dei servizi nell’interesse della collettività”.

La relatrice del provvedimento, Roberta Mori (Pd), così ha illustrato i contenuti del provvedimento. Ausl e Santa Maria Nuova, ha rimarcato Mori, “già da tempo hanno sperimentato forme di integrazione nella programmazione, nella gestione e nella produzione dei servizi sanitari”. Due strutture, ha evidenziato, “che non hanno problemi di bilancio”.

Roberta Mori

Roberta Mori

Dal primo luglio verrà trasferito all’Ausl il patrimonio dell’Azienda ospedaliera, beni mobili e immobili, i due direttori generali assicureranno tutti gli adempimenti organizzativi, gestionali, fiscali, economico-finanziari e patrimoniali necessari alla fusione. Infine, la relatrice della legge ha sottolineato che l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), struttura attiva in ambito oncologico con tecnologie avanzate, “manterrà la sua autonomia”.

Nel provvedimento sono, inoltre, dettate misure organizzative dirette a perseguire politiche di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza, nonché norme per l’istituzione dei registri di rilevante interesse regionale (registri di tumori e di altre patologie).

Gabriele Delmonte (Ln), pur accogliendo in modo positivo la fusione tra l’Arcispedale e l’Ausl, ha chiesto di “non trascurare” le realtà sanitarie più piccole, “che non sono il Santa Maria Nuova”, e ha invitato ad abbreviare i tempi di monitoraggio del progetto, “per una più pronta valutazione”. Inoltre, ha lamentato “scarsa condivisione con le opposizioni, all’esterno dell’Assemblea legislativa, nell’attuazione di questo percorso”. ”

Un processo condiviso, che si sta compiendo- ha poi rimarcato Silvia Prodi (Misto-Mdp) in un modo esemplare”. La consigliera, inoltre, ha manifestato apprezzamento per la scelta di garantire continuità alle attività dell’Irccs. “Accogliamo positivamente l’adozione di questo progetto di legge- è intervenuto Yuri Torri (Si)– che auspichiamo si caratterizzi per il rafforzamento dei legami tra sistema sanitario e territorio e per il potenziamento della qualità dei servizi”. Il consigliere ha inoltre posto l’accento sull’importanza di “garantire benessere e stabilità ai lavoratori”.

Questa fusione, è intervenuto quindi l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, “rappresenta una grande novità, parte dalle comunità, lasceremo a Reggio Emilia tutte le risorse che si renderanno disponibili dalla fusione”. All’assessore fa eco il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini: “Puntiamo davvero a una rete più efficiente nella risposta che il servizio pubblico deve ai cittadini”.

(Cristian Casali)

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Una risposta a 1

  1. Miles Barbieri Rispondi

    31/05/2017 alle 17:14

    BRAVIIIIII !!!! clap, clap, clap.

    Peccato che in questi anni tanti INUTILI DOPPIONI abbiano vissuto bellamente a spese della sanità pubblica, cioè di noi cittadini.
    Complimenti ancora per la brillante idea che avete avuto, certamente meritate un congruo premio che infatti sarà dato per …obiettivi raggiunti!

    A seguire uno stralcio delle lettera congiunta pubblicata del 2010 dopo la mia denuncia sui DOPPIONI ASL e Ospedale.

    Penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro, anche se avrei tanto ancora da documentare al riguardo, compreso l’intervento dell’allora presidente della Provincia Sonia Masini che difendeva la doppia amministrazione ASL e Ospedale a spada tratta!

    Azienda Asl
    Azienda Ospedaliera

    Arcispedale S. Maria Nuova

    Reggio Emilia, 20 gennaio 2010

    NOTA DI RISPOSTA

    Alcune considerazioni in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Consigliere comunale della Lega
    Nord, Signor Miles Barbieri nell’intervista pubblicata dal vostro quotidiano in data 19/01/2010.
    Le due aziende sanitarie della Provincia di Reggio Emilia hanno adottato da anni una politica di
    forte integrazione per consentire ai cittadini di trovare risposte adeguate ai loro bisogni di
    salute nella struttura più appropriata.
    …….

    “Riguardo infine alle strutture amministrative, definite “doppioni”, preme precisare che diverse
    attività di supporto sono state mantenute oppure da tempo organizzate ex novo in forme
    comuni di conduzione tra le due aziende, con l’intento di assicurare la migliore gestione sia
    sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo anche in ottemperanza alle
    raccomandazioni della RER:
    – Gestione attività amministrative (settore retributivo, settore previdenziale), logisticoalberghiere
    e Programma interaziendale Servizio Prevenzione e Protezione luoghi di
    lavoro.
    – Gestione strutture e reti informatiche e data base (procedure amministrative, anagrafe
    assistiti, registrazione dati clinici, procedure di prenotazione prestazioni)
    – Gestione magazzino farmaceutico e distribuzione materiali sanitari di consumo di
    interesse comune
    Le positive esperienze di integrazione organizzativa e funzionale esistenti presso la nostra
    provincia sono state mutuate anche per la costituzione, nel 2004, delle Aree Vaste Regionali e
    per il loro funzionamento. Proprio le Aree Vaste costituiscono testimonianza di come molteplici
    funzioni, che non riguardino direttamente l’erogazione di servizi sanitari, possano essere svolte
    secondo economie di scala e si realizzino in dimensioni che coinvolgono un ambito territoriale
    più vasto di quello provinciale. La gestione di attività di acquisizione di farmaci e dispositivi
    medici e per parte dei beni e servizi è attualmente svolta attraverso l’Area Vasta Emilia Nord,
    che raggruppa sette aziende sanitarie da Piacenza a Modena.
    Vantaggi quali la riduzione dei costi di gestione, la riduzione delle scorte complessive e del
    costo del prodotto, la conseguente riconversione di risorse a livello locale, l’adozione di
    tecnologie innovative mostrano come il sistema sanitario regionale e locale pongano ogni sforzo
    organizzativo nel razionalizzare l’impiego delle risorse disponibili.
    Pare contraddittoria infine l’affermazione del Consigliere Barbieri, come riportata nell’articolo
    pubblicato: “Troppo costose due aziende sanitarie per la nostra provincia” con la conseguente
    proposta di unificazione, in particolare in considerazione dei seguenti elementi:
    1) il percorso di ottenimento dello status di IRCCS in Oncologia per Tecnologie avanzate e
    modelli assistenziali da parte della Azienda Ospedaliera Arcispedale Santa Maria Nuova
    presuppone un’identità autonoma sulla base degli indirizzi regionali e soprattutto su quelli
    della normativa nazionale. Il traguardo, ritenuto di valenza cruciale entro una prospettiva di
    sviluppo dell’Ospedale cittadino mai messa in discussione, è stato condiviso e caldeggiato da
    tutte le parti politiche rappresentate nell’ambito della III^ Commissione Consiliare Servizi
    Sociali Sanità Assistenza in una seduta specificamente dedicata al tema, lo scorso 10 Marzo
    2009. L’identità della Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia trova la ragion d’essere nella forte
    specificità ed evoluzione di competenze, di acquisizione di dotazioni tecnologiche, di capacità
    di innovazione nei modelli assistenziali e di collaborazioni internazionali all’attivo. Tutte
    queste caratteristiche hanno reso possibile la scelta iniziale operata dalla RER di annoverare
    l’ASMN, già nel 2006, tra le future sedi IRCCS in ambito regionale.
    2) il costante conseguimento, a partire dal 1999, dell’equilibrio di bilancio da parte di
    entrambe le aziende sanitarie reggiane, nel pieno rispetto delle indicazioni della RER. Questo a
    dimostrazione di oculate ed efficiente gestioni delle risorse anche in presenza di popolazione in
    costante e significativo aumento e trend crescenti in termini di qualità ed offerta assistenziale,
    nel rispetto dell’attenzione dovuta agli aspetti di sostenibilità del sistema.

    LE DIREZIONI AZIENDALI

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