Crac Unieco, Forza Italia chiama in causa il governo: “Accerti le responsabilità, trovi soluzioni per i lavoratori”
Una patata bollente per il ministro ex coop Poletti

Primo Maggio 2017  – Forza Italia chiede al governo di intervenire nel dramma Unieco, per dare un lavoro alle centinaia di disoccupati travolti dal crac dalla coop reggiana (l’ultimo in ordine di tempo, che ha determinato la definitiva dissoluzione del sistema delle coop di produzione e lavoro) , e per individuare “le precise responsabilità delle amministrazioni recenti e passate che hanno sconsideratamente portato del colosso edilizio Unieco».
Con un’interrogazione depositata venerdì alla Camera e messa a punto col concorso di Giuseppe Pagliani e degli altri dirigenti reggiani di Forza Italia,  il coordinatore regionale azzurro on. Massimo Palmizio chiama i causa i ministri dell’Economia Padoan, dello Sviluppo economico Calenda e soprattutto il responsabile del Lavoro Giuliano Poletti il quale, da ex presidente nazionale di Legacoop, conosceva benissimo le situazione di Unieco e delle altre coooperative edilizie reggiane andate a gambe all’aria. Di conseguenza, non può voltarsi dall’altra parte.

Il ministro Giuliano Poletti

Il ministro Giuliano Poletti

L’interrogazione è stata presentata a  Reggio in una conferenza stampa alla quale sono intervenuti lo stesso Palmizio, la vice coordinatrice regionale Anna Bersarelli, Giuseppe Pagliani capogruppo in comune e in provincia, il coordinatore provinciale Gianluca Nicolini e Fausto Fontanesi, militante storico di Gualtieri, appena nominato da Berlusconi quale responsabile provinciale dei seniores azzurri.
Palmizio chiede anche ai tre ministri di fare chiarezza sull’inter che ha visto il cda di Unieco “muoversi prima nella direzione del concordato preventivo con le banche e poi rinunciarvi” per arrivare alla fine alla liquidazione coatta amministrativa.
In sostanza, Forza Italia vuole portare alla ribalta nazionale la case history di Reggio, dove in breve tempo è crollato un sistema di grandi cooperative vecchio di un secolo e che aveva fatto scuola a livello mondiale. Un tentativo di forzare il muro del silenzio che, forse non a caso, è stato alzato dai grandi media intorno all’inedito dramma che sta sconvolgendo Reggio Emilia, città per antonomasia delle cooperazione “rossa”.

da sinistra Anna Borsarelli, Giuseppe Pagliani e Massimo Palmizio

da sinistra Anna Borsarelli, Giuseppe Pagliani e Massimo Palmizio

L’interpellanza infatti ripercorre la storia di Unieco, cooperativa che dopo 113 anni è finita in liquidazione coatta con il suo carico di oltre 600 milioni di debiti e il licenziamento di 340 dipendenti. Ma a metà degli anni duemila – rileva Palmizio – Unieco con un fatturato che superava i 500 milioni di euro, poteva spendere 12 milioni di euro «per una sua palazzina a due passi dal casello autostradale di Reggio».
«Un altro caso di incapacità amministrativa delle grandi coop “rosse” dell’edilizia – aggiunge – parallelo a quello dellasorella emiliana Coopsette) che ha condotto questo colosso, pian piano, al tracollo».  E «al dramma economico si unisce il dramma sociale, con migliaia di soci e lavoratori, fornitori delle cooperative, artigiani e piccole imprese che oravedono svaniti i loro risparmi e le speranze di recuperare i loro crediti».
«Il sistema digestione delle cooperative, per anni sventolato come un pilastro dell’economia, è finito in un disastro totale – ha detto Palmizio – Il tema ora è come salvare il capitale prestato dai soci Unieco, oltre dieci milioni di euro, e soprattutto quali programmi vengono messi in campo per recuperare i lavoratori rimasti disoccupati. L’attenzione della stampa da oltre un mese dimostra quanto sia sentito il problema a Reggio: purtroppo abbiamo sentito anche di velate minacce nei confronti dei media. Ma questo è inaccettabile: almeno se ne stiano zitti».

(Pierluigi Ghiggini)

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *