Crac coop, il governo possibilista sul fondo risarcitorio. Spadoni: “Ora alle parole seguano i fatti”

“Per quanto concerne la richiesta proveniente dai soci prestatori di istituzione di un fondo risarcitorio, questo ministero conferma la disponibilita’ e l’interesse ad affrontare la tematica evidenziata nelle sedi politiche e istituzionali a cio’ deputate, anche in coordinamento con le altre istituzioni competenti sulla materia”. Con le parole del sottosegretario Sesa Amici arriva dal governo una prima, cauta apertura sul risarcimento ai soci delle grandi cooperative che hanno perso il prestito sociale, spesso i risparmi di una vita, nei crac delle cooperative edilizie, in particolare Unieco e Coopsette.

Maria Edera Spadoni alla Camera

Maria Edera Spadoni alla Camera

Sesa Amici, sottosegretario ai rapporti col Parlamento, ha risposto questa mattina in aula a Spadoni. Ha aggiunto però che resta “di fondamentale importanza che il socio acquisisca la consapevolezza che, da un lato, con l’adesione al prestito sociale finanzia l’attivita’ di impresa della cooperativa di cui fa parte e si assume il relativo rischio e, dall’altro, che l’unica garanzia per le somme conferite e’ rappresentata dal patrimonio della societa’ poiche’ allo stato attuale non sono applicabili al prestito sociale le tutele tipiche del sistema bancario, anche in termini di vigilanza”. Anche se, “com’e’ noto, in seguito all’emergere di criticita’, Banca d’Italia e’ intervenuta sulla questione, operando la revisione della regolamentazione in essere”, conclude Amici.

Insomma, se da un lato c’è “disponibilità”, dall’altro è dubbio che si possa procedere a favore dei prestatori come nel salvataggio degli obbligazionisti di banca Etruria.

Nondimeno, Maria edera Spadoni si dichiara “soddisfatta del fatto che, dopo il mio intervento in Aula di questa mattina, il Governo abbia espresso la propria disponibilità ad istituire un fondo risarcitorio analogo a quello previsto dal cosiddetto decreto salva banche che intervenga nel caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa” dichiara la deputata reggiana del M5S Maria Edera Spadoni”.

E aggiunge la deputata: “Mi sono fatta dunque portavoce di tutti coloro che il 18 aprile a Reggio Emilia e a Roma il 18 maggio -soci prestatori e pensionati che hanno lasciato i loro risparmi in cooperativa- avevano partecipato alla manifestazione promossa da Federconsumatori: ho chiesto  garanzie, trasparenza, vigilanza ma soprattutto un fondo che li risarcisca, un fondo risarcitorio analogo al “salva banche”
“Ho inoltre sottolineato come debbano essere tutelati anche tutti i lavoratori: sono sfumati di fatto ben 1.500 posti di lavoro. Moltissimi lavoratori sono rimasti senza ammortizzatori sociali. Sono soddisfatta che anche nei loro confronti il Governo abbia espresso la sua disponibilità.  Nella mia replica ho ribadito come la vera tragedia del fallimento delle cooperative sono i pagamenti bloccati e i crediti congelati per centinaia di milioni, che provocano un effetto domino di crisi, licenziamenti e fallimenti in una platea di centinaia di fornitori, subappaltatori e di migliaia di dipendenti”
E i soci “oltre a perdere il lavoro hanno visto azzerare sia il capitale versato, sia il loro prestito sociale, attraverso il quale  le cooperative si sono trasformate di fatto «in banche». Possiamo senz’altro affermare che per i soci di tali cooperative si è determinato una sorta di bail in, sottolinea Spadoni, che conclude:  “C’è stata una totale mancanza di trasparenza,  che non ha consentito all’enorme platea di soci e di prestatori di prendere conoscenza dei rischi sottesi al prestito, né di pretendere garanzie certe  finalizzate alla restituzione delle somme prestate in caso di default, sottacendo quindi il rischio delle relative operazioni”. E ora “alle dichiarazioni del governo devono seguire azioni concrete”.
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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    26/05/2017 alle 22:22

    Super !

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