Appello Aemilia, la corte non ammette le dichiarazioni di Giglio su Pagliani
La Procura perde un altro round

7/5/2017 – Seconda udienza, nella giornata di ieri a Bologna, del processo d’Appello per il rito abbreviato di Aemilia. Di fronte a ben quattro pubblici ministeri (Mescolini e Beatrice Ronchi che sostengono l’accusa per la Dda, e due della Procura generale) e ai difensori di una sessantina di imputati (molti dei quali in aula) la corte presieduta da Cecilia Calandra ha respinto buona parte delle richieste dell’accusa.
In particolare, non ha ammesso al processo le  deposizioni rese alla Dda dall’imprenditore cutrese Giuseppe Giglio detto Pino,  relative a numerosi imputati: fra questi anche Giuseppe Pagliani, assolto con formula piena in primo grado dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per il quale Marco Mescolini aveva di fatto chiesto la riapertura dell’istruttoria sulla base delle dichiarazioni dello stesso  Giglio, che ha parlato con l’accusa per migliaia di pagine di verbali – di cui undici dedicate all’avvocato di Arceto – quando già era in corso il processo. Una richiesta di cui si erano avute chiare avvisaglie nel processo con rito ordinario in corso a Reggio Emilia, dove in almeno due udienze l’accusa ha fatto parlare i carabinieri convocati come testimoni proprio contro Pagliani, e ha fatto diffondere in audio un’intercettazione, peraltro incomprensibile, della famosa cena degli Antichi Sapori. Il tutto senza che Pagliani, già assolto, possa tutelarsi nel corso del processo reggiano.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

 

Giuseppe"Pino" Giglio: ha deciso di collaborare con la Dda

Giuseppe”Pino” Giglio: ha deciso di collaborare con la Dda

Giglio, collaboratore di giustizia,  sarà chiamato a deporre solo sulle sue dichiarazioni relative a Giovanni Bernini (l’esponente di Forza Italia di Parma prosciolto in primo grado, e che fra l’altro ha denunciato il pm Mescolini al Consiglio superiore della Magistratura), a Selvino Floro Vito e ad Alessandro Palermo, ex direttore dell’Aier,disciolta associazione degli imprenditori edili calabresi di Reggio, anche lui assolto nell’abbreviato.
L’ordinanza della Corte, molto dettagliata, rileva in sostanza che nuove dichiarazioni possono essere ammesse nel rito abbreviato solo se la Procura ne dimostra l’effettiva utilità e  specificità. Evidentemente, nel caso di Pagliani non è così.

Giovanni Tarquini

L’avvocato Giovanni Tarquini

Il collegio ha comunque ammesso le deposizioni rese in novembre da Giglio a Reggio Emilia nel corso del processo con rito ordinario. Sul punto la valutazione dell’avvocato Giovanni Tarquini, difensore di Pagliani insieme a Sivelli di Modena, è positiva, in quanto il pentito in aula  scagionò di fatto il capogruppo di Forza Italia,  , affermando che non vi fu alcun patto con la consorteria mafiosa.
Il processo riprenderà venerdì e sabato prossimi con la conclusione della relazione di Calandra e la deposizione di Giglio(lititatament, come detto, a Bernini, Floro Vito e Palermo – quidi  si aprirà il dibattimento, che andrà avanti sino a settembre.

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