Alla sbarra il pedofilo gay seriale di Reggio
Il brasiliano Elisandro caso unico in Italia

13/5/2017 – Elisandro don Anjo Costa, il maniaco sessuale brasiliano di Reggio che avrebbe portato a letto decine, forse centinaia di adolescenti, adescandoli anche su facebook, dove si presentava travestito e con la falsa identità di una ragazza senza problemi, è stato rinviato a giudizio accusato dei reati di atti sessuali con minorenne (anche sotto i 14 anni), prostituzione minorile e pedopornografia e comparirà davanti al giudice di Bologna il 22 giugno prossimo. Le evidenze probatorie, basati su innumerevoli episodi di violenza e depravazione, hanno indotto la Procura di Bologna, titolare dell’inchiesta, a richiedere il giudizio immediato. Per contro la difesa di Elisandro di fronte alla mole impressionante di materiale raccolto dai carabinieri, ha chiesto il giudizio abbreviato che, in caso di condanna, gli permetterà di beneficiare dello scontro di un terzo della pena.

In ogni caso si trova già in carcere dal 2015 per aver accoltellato a Canali Isa Dallasta, operatrice di Oncologia del Santa Maria Nuova, che voleva allontanare il figlio dalle grinfie dell’orco.

Al pedofilo seriale, ceh circuiva e avrebbe avuto, secondo le indagini, rapporti sessuali anche con bambini sono i 14 anni,  erano risaliti in dicembre i carabinieri di Reggio Emilia, al termine di di indagini lunghe e delicate, che hanno permesso di documentare in modo incontrovertibile almeno una trentina di case di violenza su ragazzini, i quali venivano adescati anche gettando soldi dalla finestra quando uscivano da scuola.

Elisandro

Il brasiliano Elisandro Don Anjo Costga

Teatro degli abusi proprio la Città del Tricolore, dove viveva da una decina d’anni e aveva chiesto senza alcun ritegno lo status di rifugiato politico, dichiarando di essere perseguitato in Brasile a causa dei suoi orientamenti sessuali.

L’inchiesta denominata Lost Innocence (innocenza perduta) ha visto i carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia, coordinati dal sostituto Procuratore di Bologna  Roberto Ceroni, accertare come in dieci anni l’uomo fosse riuscito a crearsi una sorta di alter ego femminile, “pubblicizzandolo” tra gli adolescenti come una propria cugina particolarmente disinibita. Vestito da donna e truccato, dalla finestra della propria abitazione gettava banconote ai minori in uscita da scuola (alcuni di soli 13 anni), inducendoli a salire in casa e a consumare rapporti sessuali con quella che le giovani vittime roitenevano essere “la ragazza dei propri sogni”.

Adescamenti che vedevano l’orco travestito retribuire i ragazzini con continue somme di denaro, con impporti crescenti quando si trattava di superare le resistenze dei più sospettosi. Le giovani vittime venivano poi convinte, sempre in cambio di soldi, a reclutare nuovi amici, per quella che pensavano essere una donna.

E’ così che, con le varie identità di volta in volta assunte dall’inesistente cugina con i tacchi a spillo, il brasiliano ha fatto cadere nella propria rete decine e decine di minorenni che, in alcuni casi,  saltavano la scuola per ricevere le prestazioni sessuali della “ragazza”  e vedere in sieme a lei video porno di ogni genere. Un giro di minori imponente: come accertato dai carabinieri, a volte sotto l’abitazione del brsiliano c’era la fila in attesa del proprio turno.

I travestimenti di Elisandro su Facebook

I travestimenti di Elisandro

Centinaia e centinaia sarebbero i rapporti sessuali avuti nel corso degli anni con intere compagnie di minorenni. Come se non bastasse l’uomo filmava di nascosto alcuni degli incontri e in altri casi acquistava dai ragazzini foto e video pedopornografici, che si faceva spedire tramite whatsapp e facebook, in alcuni casi a sua volta ha postato in rete questo tipo di immagini. Ovviamente anche facebook era diventato terreno di caccia: utilizzava falsi profili femminili per adescare altri minorennisempre scelti dopo un’accurata selezione fisica.

Numerosi sono i luoghi frequentati dal 40enne nella propria “versione maschile”: parchi pubblici cittadini ed aree sportive parrocchiali della provincia. Si inseriva nelle compagnie di ragazzini, pubblicizzava la disinvoltura sessuale e le disponibilità economiche dell’inesistente cugina, salvo correre poi subito a casa e, dopo essersi travestito, aprire la porta al minorenne su cui aveva messo gli occhi. I riscontri investigativi dei carabinieri reggiani condivisi dalla Procura della Repubblica di Bologna, Autorità Giudiziaria competente in ordine ai reati di natura sessuale commessi in danno di minorenni hanno visto quest’ultima richiedere al Tribunale – Ufficio GIP di Bologna – un provvedimento restrittivo di natura cautelare in carcere nei confronti del 40enne accusato dei reati di atti sessuali con minorenne (anche infra- quattordicenne), prostituzione minorile e pedopornografia.

 

 

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